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IDC: crollo del mercato degli smartwatch dovuto a pochi nuovi prodotti

Diamo uno sguardo oggi ai dati pubblicati da IDC relativi all’andamento del mercato degli smartwatch durante il terzo trimestre 2016, che si è chiuso nuovamente con un netto calo delle consegne – meno di 3 milioni di unità  – un dato che riflette una contrazione del 50 percento rispetto al medesimo periodo del 2015, un risultato veramente pessimo che ha dei motivi ben precisi.

Almeno secondo quanto indicato da IDC, infatti, i “responsabili ” di questa performance decisamente negativa di questo particolare comparto sarebbero da ricercare nei tre big player Samsung, Apple e Google. Ancora una volta, invece, Garmin si conferma un player di primo piano del comparto, considerando che spicca tra i primi 5 maggiori produttori globali di questi device.

Per la precisione, il terzo trimestre di quest’anno si è chiuso con 2,7 milioni di smartwatch consegnati (erano 5,6 milioni nello stesso periodo dell’anno scorso, per una contrazione del 51,6 percento): tuttavia, nel terzo trimestre 2015, a trainare le vendite c’era l’Apple Watch, mentre quest’anno il Series 2 è stato lanciato sul mercato solo alla conclusione di settembre.

Anche Google, avendo procrastinato il lancio di Android Wear 2.0 nei primi mesi del prossimo anno, ha dato il suo contributo ad affossare un mercato in cui, infine, pure Samsung Gear S2 non ha ancora fatto il suo ingresso. L’assenza di novità , la presenza di device “superati” (spesso senza LTE) a prezzi nonostante tutto sostenuti, ha segnato in negativo la performance del mercato.

Dando uno sguardo ai numeri fatti segnare dai produttori di device, si nota come Apple abbia consegnato 1,1 milioni di smartwatch (contro 3,9 milioni nel medesimo periodo dell’anno scorso), una quantità  che tuttavia conferma il suo primato (41,3% del mercato). Garmin, dal canto suo, con 600.000 smartwatch ha raggiunto la seconda posizione (20,5% del mercato).

In terza piazza si trova quindi Samsung (400.000 smarwatch), seguita da Lenovo/Motorola e, infine, Pebble: entrambe le aziende hanno consegnato 100.000 device a testa.

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