Il flop in borsa di Facebook: è stato tutto un bluff?

È durata lo spazio di un week-end la luna di miele tra Facebook e Wall Street. Ieri il titolo alla chiusura del Nasdaq era già  sceso a 34.03 dollari -11% rispetto alla quotazione iniziale di venerdì scorso, fissata a 38 dollari per azione, che ha segnato l’ingresso a Wall Street dell’azienda di Mr Zuckerberg.

E sarebbe proprio quest’ultimo, secondo la stampa internazionale, ad aver osteggiato fino alla fine la quotazione della sua creatura al pubblico mercato; un’ipotesi farcita anche da aneddoti coloriti come l’ingresso di Mr. Zuckerberg alla Borsa di New York con la sua immancabile felpa a dispregio del gessato d’ordinanza dell’alta finanza o la volontà  più volte espressa dal padre-padrone di Facebook di continuare a gestire l’azienda a modo suo, a dispetto dei report trimestrali imposti da Wall Street.

Resta il fatto che mentre il fondatore di Facebook sabato convolava a nozze con la sua fidanzata storica, i la valutazione dell’azienda si sgonfiava come un palloncino. Forse sulla quotazione hanno pesato anche i risultati finanziari non stratosferici: come spiega oggi il blog BusinessInsider la crescita di Facebook pari al 40% anno su anno – un ottimo risultato per qualsiasi  altra azienda-  è risultata un po’ inferiore alle aspettative per un gruppo che vale più di 100 miliardi di dollari. Anche il trend dell’advertising per il social network (+ 37%) è inferiore, tanto per fare un esempio, a quello di Google che sui display ads cresce a ritmi molto più elevati. Insomma la strada per Mr Zuckerberg è tutt’altro che in discesa.

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