Il verdetto Apple-Samsung e la svolta nel mercato degli smartphone

È stato un weekend di fuoco quello appena trascorso per Apple Samsung. Venerdì 24 agosto è arrivato inatteso il verdetto della corte americana che in meno di 48 ore ha deciso e condannato Samsung a un’ammenda di oltre 1 miliardo di dollari per aver violato una serie di brevetti Apple nel progettare smartphone e tablet della serie Galaxy. Tra le funzioni più importanti copiate dall’iPhone ci sarebbe la possibilità  d’ingrandire le immagini con un tocco del display e la forma stessa innovativa del melafonino, il rettangolo con gli angoli arrotondati ripresa dai tanti modelli di smartphone Galaxy.

Nelle prossime settimane i giudici decideranno se bloccare o meno la commercializzazione oltreoceano dei prodotti Samsung che infrangono tali brevetti.  

È da ricordare che nei mesi scorsi anche Samsung era ricorsa in tribunale contro Apple per un’analoga contesa sui brevetti, ma i giudici non avevano ritenuto sufficienti i capi d’ accusa. Oggi molti commentatori vedono nella querelle trai due principali produttori di smartphone niente altro che una guerra di mercato: insomma l’oggetto del contendere non sarebbero tanto i brevetti quanto Android, il sistema operativo utilizzato dagli smartphone Samsung e da quelli di molti altri produttori, che sta avendo un successo decisamente superiore a quello dei prodotti basati su IOS. In media per ogni iPhone venduto vengono venduti tre telefonini Android e prima della pausa estiva Samsung era arrivata a quota 50 milioni di Galaxy venduti. Un numero superiore a quello dei nuovi iPhone commercializzati fino a oggi da Apple.

Se il verdetto della corte di San Jose in California dovesse portare anche al blocco dei prodotti Samsung incriminati sul mercato americano, ne risentirebbe tutto il settore: sono tanti infatti i produttori che si sono ispirati alle funzioni dei prodotti Apple e Samsung nel progettare modelli di smartphone meno costosi ma altrettanto validi e quasi tutti basati su Android.

Intanto sono arrivati i primi commenti da parte dei diretti interessati: Tim Cook Ceo di Apple ha detto che il verdetto della corte di San José mostra chiaro e forte che rubare è un reato, ricordando anche la montagna di evidenze portate dal gruppo di Cupertino in sede di dibattimento.

Apple– ha ricordato Tim Cook —  si è sempre ispirata ai principi guida dell’innovazione  e dell’originalità  nello sviluppo dei suoi prodotti e questa sentenza è più una difesa dei suoi valori che della tecnologia sottostante ai prodotti.

Di diverso avviso Samsung che definisce il verdetto come “una sconfitta per i consumatori americani”  intravedendo come sue conseguenze una diminuzione dell’innovazione sul mercato degli samrtphone e un potenziale aumento dei prezzi.

È una sfortuna– sostiene Samsung — che la legge sui brevetti possa essere così manipolata da conferire a una sola società  il monopolio su un rettangolo con gli angoli arrotondati (la sagoma dell’iPhone che Samsung avrebbe copiato) o su altre tecnologie che quotidianamente vengono migliorate da Samsung e altri produttori. I consumatori hanno diritto di scegliere e sanno cosa comprano quando optano per i nostri prodotti. Per Samsung comunque questa non è l’ultima parola, l’azienda ha detto di voler ricorrere in appello e in una mail interna inviata di dipendenti ha ricordato come altri tribunali in Europa (Germania, UK e Olanda) oltre che in Corea si siano pronunciati diversamente sugli stessi capi d’accusa, riconoscendo a Samsung di non aver copiato nulla dal design dei prodotti Apple. “Continueremo a dare priorità  all’innovazione piuttosto che ai litigi in tribunale” ha concluso l’azienda coreana.

Intanto non si placano le polemiche e nelle ultime ore è scesa in campo anche Google che ha ribadito come la causa Apple Samsung  non abbia nulla a che vedere con il sistema operativo Android. L’industria mobile evolve rapidamente e ciascun operatore ha spazio per sviluppare le proprie idee. Noi lavoriamo per dare prodotti innovativi e affidabili ai nostri clienti e non vogliamo porre nessun tipo di limite a questa innovazione.

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