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Inbounb Strategies: due giorni di formazione Web Marketing

Redazione | 24 Febbraio 2017

In Italia stiamo assistendo da diverso tempo all’incremento delle offerte per la formazione all’utilizzo dei Web come strumento di Business […]

In Italia stiamo assistendo da diverso tempo all’incremento delle offerte per la formazione all’utilizzo dei Web come strumento di Business per le aziende, tutti i numeri del volume di affari che si effettuano ONLINE crescono di anno in anno. Queste nuove discipline vengono passate alle aziende tramite diversi corsi di formazione e tra questi oggi segnaliamo l’evento Inbound Strategies, che si terra a Milano dal 10 all’11 Marzo 2017, di cui PcProfessionale è MEDIA SPONSOR per offrire agli iscritti alla newsletter un codice sconto nel caso in cui volessero partecipare.

Cosa è l’Inbound Strategies?

Si tratta di due giorni in cui diversi relatori parleranno delle strategie e tecniche messe in campo in questi anni per migliorare la presenza digitale delle aziende e case history di primissimo livello. Ogni settore del web marketing deve seguire delle best practies affinché una strategia di inbound marketing arrivi al successo.

Abbiamo intervistato uno dei relatori, Riccardo Mares di Studio Cappello e gli abbiamo rivolto alcune domande per capire cosa stesse succedendo con il rapporto tra gli italiani e Google.

Ciao Riccardo, negl’ultimi anni abbiamo assistito a dei grandi cambiamenti di Google, ogni volta dichiarandoli mirati alla migliore esperienza degli utenti, cosa ne pensi?
Penso che ci siano state molte migliorie lato interfaccia di Google, sia a livello di interazione utente sia a livello di tipologia di risultati forniti: Google è diventato un motore di risposta e la sua tendenza è quella di rispondere direttamente, anche prima dei siti stessi che gli forniscono i contenuti.
Quello che invece è preoccupante è che, dall’ultimo vero Penguin (2014), soprattutto per il mercato italiano che è quello che monitoro prioritariamente, siamo ritornati alla preistoria: tecniche che erano talmente superate da diventare “negative SEO” oggi sono tornate alla ribalta.

Quali sono stati, secondo te, i più grandi cambiamenti e i più grandi benefici di cui le aziende hanno potuto sfruttare?
Penso che più aumenti la capacità  di Google di comprendere il linguaggio naturale, più le aziende potranno comunicare il loro valore in modo naturale, senza “storpiare” i propri contenuti nella convinzione che questo possa essere un pregio agli occhi dei motori di ricerca. I veri passi da gigante di Google sono lato Adwords [il sistema di pubblicità  di Google, n.d.r.], creando grandi opportunità  di investimento per le aziende seguite da professionisti preparati e aggiornati.

Come usano gli italiani Google? Analizzi e consulti trend di ricerche e tematiche online quotidianamente, ti sei fatto un’idea di quale sia l’impatto di Google sulla gente?
Quello che sicuramente noto è che la gente usa gli strumenti in modo più “ignorante”: ricordo alla fine degli anni 90 che spesso bisognava pensare a come cercare per riuscire a trovare qualcosa. Oggi il livello di comprensione del linguaggio naturale è talmente elevato che si è arrivati a parlare con i nostri smartphone.

Ci sono fattori che ritieni più importanti per il posizionamento di un sito web e se potessi sceglierlo tu un fattore di ranking, quale adotteresti?
Link, Link, Link. Per i siti di grandi dimensioni una oculata gestione del crawling budget può diventare un’arma vincente.

Cosa consiglieresti ad un giovane che vuole avvicinarsi al mondo della Seo e del Web Marketing?
Di studiare e sporcarsi le mani. Di non accontentarsi delle nozioni ma di cercare di capire il perché delle cose. Di non fermarsi ai tecnicismi e alle regolette, ma di avere la capacità  di guardare la sua operatività  come parte di un insieme ben più ampio.

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