Intel ricorre in appello contro l’antitrust

Com’era previsto, il principale produttore di chip nel mondo, ha deciso di ricorrere in appello contro la sentenza di abuso di posizione dominante di mercato, con cui la Commissione Europea l’aveva condannata al pagamento di 1,6 miliardi di euro di multa.
Com’è noto, il gruppo di Santa Clara era stato ritenuto colpevole di aver offerto denaro e altre forme di agevolazioni ai produttori di computer che sceglievano le Cpu Intel, invece che quelle dei competitor.
Il ricorso alla corte d’appello del tribunale di Lussemburgo non fermerà  tuttavia il pagamento della sanzione che, secondo le dichiarazioni riportate al New York Times da un portavoce dell’azienda, dovrebbe avvenire nel trimestre in corso dell’anno fiscale, portando per la prima volta dal 1988, in rosso il secondo trimestre dell’anno di ben 398 milioni di dollari (il corrispettivo in dollari della sanzione è di 1,45 miliardi).
Da parte sua Intel ha fatto saper di star lavorando in questi mesi per venire incontro alle richieste della Commissione responsabile della Concorrenza dell’Unione Europea, (senza però specificare i modi) la quale aveva intimato all’azienda di sospendere immediatamente le pratiche illegali di favoreggiamento verso i produttori che adottavano i suoi chip e non quelli di AMD.
L’azienda ha anche fatto presente come la Commissione Europea abbia del tutto ignorato il fatto che i prezzi dei chip in questi ultimi cinque anni siano scesi di più della metà , un elemento che secondo Intel, vanificherebbe l’accusa di aver offeso e ingannato i consumatori, togliendo loro la capacità  di scelta.

PCProfessionale © riproduzione riservata.