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La EFF contro gli ISP che bloccano il peer-to-peer

Michele Costabile | 7 Agosto 2008

Fidarsi è bene, sapere come stanno le cose è meglio. La Electronic Frontier Foundation, da sempre paladina della libertà  della […]

Fidarsi è bene, sapere come stanno le cose è meglio. La Electronic Frontier Foundation, da sempre paladina della libertà  della rete e del software, ha realizzato uno strumento automatico per certificare che il fornitore di accesso a Internet non sia parziale verso certi tipi di pacchetti, per esempio quelli scambiati dalle applicazioni P2P come BitTorrent.

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Tutto nasce dalle ricerche sulla caduta delle connessioni BitTorrent sperimentata dagli utenti di Comcast, un ISP americano. Le analisi della EFF hanno rilevato l’iniezione di pacchetti estranei al protocollo allo scopo di far cadere la connessione. I pacchetti estranei al dialogo fra i computer coinvolti erano generati dal fornitore di accesso per discriminare certi tipi di comunicazione. L’effetto finale era una caduta della connessione casuale e apparentemente senza cause.
Comcast aveva negato di avere causato la perdita delle connessioni attribuendo il problema a altri fattori fino a che un’analisi dettagliata del protocollo non ha rilevato anomalie introdotte a bella posta, come pacchetti RST, che indicano la volontà  di uno dei computer coinvolti in una conversazione di chiudere il colloquio.
Di recente EFF ha rilasciato Switzerland, uno strumento a riga di comando per verificare automaticamente l’integrità  della comunicazione e rilevare pacchetti estranei o malformati a bella posta. Switzerland può fornire una copia dei pacchetti malformati in modo da accumulare materiale probatorio per eventuali azioni.

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