La Svezia potrebbe dire addio alle banconote

La Svezia potrebbe essere il primo paese a non stampare più banconote. Lo sostiene l’Associated Press che in un articolo delinea i contorni di una società  dove il denaro si è ormai smaterializzato e le persone sono da tempo abituate a non utilizzare più moneta contante neppure per le piccole spese quotidiane: biglietti dei mezzi pubblici acquistati via Sms su cellulare, uffici pubblici che non accettano più pagamenti in contanti  e banche che allo sportello hanno smesso di erogare denaro cash. Persino nelle chiese si è dovuto ricorrere a installare appositi lettori di carte di credito per consentire ai fedeli di fare le loro offerte, visto che di monetine nessuno ne aveva più a disposizione.
Il denaro cash rappresenta oggi solo il 3% dell’economia svedese, contro una media del 9% dei paesi dell’eurozona e del 7% negli Stati Uniti. La digitalizzazione quasi totale dei pagamenti ha anche ridotto notevolmente il tasso di criminalità : le rapine in banca – fa sapere l’Associazione delle banche Svedesi – sono diminuite da 110 nel 2008 a 16 nel 2011. Per non parlare dei benefici che i pagamenti elettronici comportano nella lotta all’evasione fiscale (come d’altra parte dimostrano i recenti provvedimenti introdotti dal Governo Monti in Italia con i tagli sui pagamenti in contanti).
Questi dati sulla Svezia non stupiscono visto la lunga tradizione di leadership tecnologica del paese nord europeo: qui Internet vanta tassi di penetrazione del 90 % sulla popolazione e le nuove startup ora sono impegnate nello sviluppo di sistemi di pagamento elettronici per smartphone, sul tipo di quanto fatto negli Stati Uniti da Square (che ha sviluppato un piccolo lettore di carte di credito da inserire sul retro dell’iPhone).
Anche i circuiti bancari si stanno attrezzando per rendere possibile trasferimenti di denaro da un conto a un altro in tempo reale via smartphone.
Forse le corone svedesi non spariranno dall’oggi al domani ma quello della Svezia sembra uno scenario da fantascienza a confronto con la realtà  italiana dove il 90% dei pagamenti avviene ancora in contanti, nonostante l’ampia base di utenti di telefoni cellulari (oltre 48 milioni).

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