ll boom del cloud computing: 375 milioni di utenti nel mondo

Le previsioni del numero di abbonati iscritti ai servizi cloud (in milioni) nel mondo

Nella prima metà  del 2012 si è registrata una massiccia migrazione degli utenti consumer verso i servizi cloud. Lo sostiene la società  di analisi di mercato IHS iSupply che  parla, nel periodo considerato, di un aumento del 75% nel numero di iscrizioni ai servizi di archiviazione on line rispetto alle previsioni, quantificando in 375 milioni, gli utilizzatori dei servizi cloud nel mondo.

Per la fine del 2012 secondo IHS iSupply gli utenti iscritti al cloud computing gratuiti e a pagamento saranno 500 milioni. Sono dati da prendere un po’ con le pinze visto che per il 2011 non esistevano ancora numeri ufficiali, essendo le tecnologie cloud troppo recenti, anche se una stima parlava di 150 milioni di utilizzatori.

Il trend comunque è in continua crescita anche per il prossimo anno (625 milioni di utilizzatori previsti) e dovrebbe addirittura raddoppiare nei prossimi quattro anni raggiungendo i 3 miliardi nel 2017. Il fenomeno va letto insieme alla rapida diffusione della banda larga mobile, che spinge le persone a utilizzare il cloud per archiviare i propri i dati e sincronizzarli sui vari dispositivi mobili in uso, come smartphone, tablet e lettori di e book. Due le tipologie di operatori in campo: da un lato i fornitori stile Apple, Google, Amazon e Microsoft che usano l’offerta cloud a complemento di altri servizi e prodotti, dall’altro i cosiddetti “pure player” cioé le start-up come DropBox, Mozy, Carbonite e SugarSync che basano il loro business solo su quello. Per queste ultime la vita è più difficile perché si trovano  a competere con società  che si possono permettere di offrire gratis i servizi cloud, avendo ben altre fonti di redditività  (vedi Apple e Microsoft). Questo spiega anche perché i pure player si stiano orientando su un modello misto dove i servizi che offrono fino a 5 GByte di spazio web sono gratuiti mentre da questa soglia in su diventano a pagamento.

Per il futuro IHS iSupply prevede vita difficile per queste start-up: i servizi cloud sono costosi da gestire e un’alternativa plausibile per Dropbox e seguaci potrebbe essere quella di stringere accordi con gli operatori mobili come peraltro è già  successo in passato ad esempio tra H3g e Dropbox. Per le telco i servizi cloud rappresenterebbero anche un’ottima opportunità  per fidelizzare i clienti: l’enorme quantità  di dati personali memorizzati nel cloud funge infatti da deterrente al cambio di fornitore.

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