I Mac fanno risparmiare

Fin da sempre i device di casa Cupertino sono stati nettamente più costosi rispetto a un qualsiasi pc. A quanto pare, invece, scegliere un desktop o un laptop targati Apple può portare a un grande risparmio, soprattutto in ambito aziendale.

Lo scorso anno, infatti, il gigante dell’informatica ha avviato l’iniziativa [email protected], nel quale lasciava piena libertà  di scelta, ai propri dipendenti, tra un Mac o un PC Windows. Il risultato è stato l’installazione di circa 30 mila nuovi dispositivi Apple, ed è cresciuto progressivamente nel tempo fino a raggiungere attualmente 90 mila Mac nelle sedi IBM.

Grazie alla sua stabilità , il computer con il logo dalla mela morsicata si è rivelato più affidabile a lungo termine (testato su un ciclo vitale di 4 anni). A seconda del modello, ciascun Mac acquistato ha generato un risparmio che oscilla dai 273 e 543 dollari.

È stato lo stesso Fletcher Previn, responsabile Workplace as a Service di IBM, ha giustificare l’adozione dei Mac a discapito dei classici pc di Microsoft: “ogni Mac che acquistiamo continua a produrre e a farci risparmiare denaro.” Previn ha spiegato che i PC Windows generano il doppio di interventi tecnici rispetto ai Mac e per questa ragione hanno un costo di gestione maggiore.

Sembra, dunque, chiara la politica intrapresa da IBM, che nel giro dei prossimi ha intenzione di far crescere ancora il numero di computer Apple in azienda, raggiungendo la cifra di 100.000 pezzi.

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1 commento

  1. Non sono stati spiegati i dettagli di questo risparmio, ma non credo proprio che la cosa sia direttamente connessa al tipo di computer in uso.
    La libertà di scelta in un’azienda è decisamente strana, soprattutto perchè l’azienda ha come obiettivo il guadagno. Quindi tenderà a diminuire il numero di variabili e di differenze, ovvero: poche marche di computer, pochi programmi, poche versioni di quei programmi.
    Avere computer molto differenti tra loro porta ad incopatibilità e alla specializzazione degli utenti, che quindi in caso di problemi non riuscirebbero a lavorare bene fin da subito con le altre varianti (pensiamo al desktop, alle cartelle o ai formati dei file, al supporto dei domini, ecc).
    Come secondo aspetto la scelta di un programma e di una piattaforma permette di ottimizzare tutti gli aspetti legati al ciclo di vita del pc, oltre che di politiche aziendali come possono essere assistenza, ricambio dei componenti ed aggiornamenti software.

    Se il computer non ha fatto la differenza, ma anzi ha prodotto un guadagno, allora qualcosa è cambiato dentro all’azienda.
    Perchè un computer con Windows ha un costo mentre lo stesso computer con OSX ne ha un altro ben superiore (parlo di hardware).
    Queste differenze diventano più marcate man mano che si passa al software e alla destinazione d’uso.
    Se sono un programmatore avrò degli strumenti, se devo scrivere un documento o fare delle presentazioni ne avrò altri e così via. Se questi programmi sono diversi, non potrò condividerli e ci saranno molti casi in cui gli stessi programmi per Mac faranno cose diverse o non esisteranno proprio.

    Un altro problema riguarda l’hardware: nella versione Mac i processori e ram sono inferiori come potenza e numero, così come lo sono i dischi fissi o gli schermi. Quindi se un lavoro mi occupa parecchia cpu (es. compilazione, rendering, ecc) allora anche la spesa totale sarà superiore.

    Quindi probabilmente in questa parte dell’azienda non avevano lavori così importanti in comune, oppure hanno cambiato le regole usando strumenti meno specializzati/cloud.
    Teniamo anche presente che la gestione Windows è rimasta, per cui i sistemisti hanno comunque dovuto continuare a fare il lavoro di sempre e si è aggiunta invece la gestione di computer Mac. Già questo aspetto non può essere visto come un risparmio, ma semmai come un investimento (richiede risorse e toglie tempo ad altro).

    La prima frase della notizia è quindi da prendere con le pinze perchè ci sono troppi se e ma da considerare.
    Almeno secondo la mia esperienza.

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