Apple lancia Lion ma guarda al cloud

Perché un sistema operativo dalle funzionalità  avanzate deve essere quasi regalato?

Sul numero di settembre di PC Professionale (ora in edicola, non perdetelo) vi proponiamo la prova dettagliata di Lion, il nuovo sistema operativo di Apple. Analizzando nella sostanza i cambiamenti effettuati, oltre a quelli estetici (che sono comunque funzionali), ci si rende conto subito che siamo di fronte a un notevole salto qualitativo che ha richiesto la riscrittura di buona parte del codice e che ha introdotto ben 250 novità  rispetto a Snow Leopard. Tra le altre cose sono profondamente migliorate le applicazioni Mail per la gestione della posta elettronica, iCal per gli appuntamenti e Safari per la navigazione Web. Pochissimi i punti negativi. Da segnalare soprattutto le nuove policy per gli sviluppatori che da un lato obbligano chi realizza applicazioni per Mac ad adottare rigorosi parametri, e quindi a approfondire e a riprogettare il proprio software, dall’altro però rendono più sicure le applicazioni (dal punto di vista del funzionamento) proprio perché adottano quelle procedure.

Potete scoprire tutti i segreti di Lion nel bell’articolo che il nostro super esperto ha realizzato per voi. Qui voglio approfondire un altro aspetto, non trascurabile, di Lion e che riguarda le strategie di Apple. Quasi due anni di progettazione e scrittura di codice, un sistema testato e funzionale, oltre 250 novità  rispetto alla vecchia versione, quanto può essere monetizzato tutto questo sviluppo? Ossia, a quanto dovrebbe essere venduta l’evoluzione tecnologica che sta dietro a Lion? 50 euro? 100 euro? Ancora oggi, passare da Windows XP o da Windows Vista Professional a Windows 7 Professional costa 299 euro, mentre lo stesso aggiornamento per la versione consumer (Home Premium) costa 129 euro. Tanto, tantissimo. Apple ha fatto una scelta diversa, rendendo disponibile Lion per l’aggiornamento solo via l’App Store, e quindi via Web, a un centesimo in meno di 24 euro. 23 euro e 99 centesimi per un nuovo sistema operativo. E non è tutto. Se si hanno più macchine con lo stesso account App Store si possono aggiornare tutte senza dover pagare altro. Insomma, il prodotto di Apple sembra regalato. Tenete anche in conto che Apple opera in un regime di monopolio assoluto per le sue macchine (chi ha comperato un Mac ha a bordo solo ed esclusivamente OS X) e potrebbe imporre i prezzi che vuole per consentire l’upgrade ai propri utenti. E allora, perché non tiene i valori più alti guadagnando di più? Semplice: perché rispetto ai concorrenti diretti e indiretti (e non parliamo solo di Microsoft) Apple continua a dimostrare di essere un passo avanti. Mi spiego meglio. A poco meno di 24 euro tutti sono spinti a passare al nuovo sistema operativo. Solo chi deve usare applicazioni che girano con Rosetta (l’emulatore che permette di usare il software compilato per PowerPC) può avere problemi, gli altri avranno solo giovamenti. Quindi già  sul milione di copie vendute solo nel primo giorno di disponibilità  Apple è riuscita a realizzare un buon guadagno. Ma secondo me non è questa la ragione per cui a Cupertino vuogliono far passare tutti coloro che hanno un Mac a Lion. È vero che con l’App Store sta cercando di imporre quello che già  succede con le applicazioni per iPhone e iPad: prezzi bassi per alti volumi di vendita e pirateria tollerabile. Ma nelle viscere del nuovo sistema operativo ci sono anche, per ora dormienti, tutte le funzioni per la gestione trasparente e non invasiva dei servizio cloud. Non è un caso se Steve Jobs nella sua presentazione alla Wdc (Worldwide developer conference 2011) ha fatto balenare le grandi novità  che saranno disponibili con iCloud, il cloud computing di Apple. iCloud arriverà  a novembre e per quella data molti computer della mela morsicata saranno aggiornati a Lion e quindi potranno usufruire dei servizi cloud. Di base e gratuitamente si potranno sincronizzare l’agenda e i contatti, i bookmark e gli indirizzi email.

Si avranno a disposizione gratuitamente 5 Gbyte di spazio per la sincronizzazione dei documenti e il backup. Documenti che saranno visibili e modificabili con tutto l’hardware di Apple (notebook e desktop, iPhone e iPad). Nel modo più semplice possibile. Ma non è tutto, perché ci saranno molti servizi evoluti che saranno a pagamento, come la gestione della biblioteca musicale con la “moratoria” per i brani scaricati illecitamente. A basso, basso costo. Una specie di socialismo tecnologico però non per tutti, a causa un punto di ingresso un po’ alto determinato dal prezzo dell’hardware. •

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