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Editoriale

Il 5G non è rivoluzionario (almeno per gli smartphone)

Eugenio Moschini | 29 Ottobre 2020

5G

Apple presenta la famiglia iPhone 12 e tutto verte sulla connettività 5G. Ma la rivoluzione non sarà per gli smartphone.

Se avete seguito l’evento Apple del 13 ottobre (in cui sono stati annunciati l’HomePod mini e la famiglia iPhone 12) vi sarete accorti che Tim Cook e i vari ospiti che si sono alternati sul palco virtuale hanno recitato una specie di mantra. Nello spazio della presentazione dedicato ai nuovi iPhone c’è un termine che è stato ripetuto quasi ossessivamente: “5G”. Le ho contate, in 55 minuti scarsi “5G” è stato ripetuto ben 70 (settanta!) volte. E questo, testuali parole di Tim Cook, “è l’inizio di una nuova era per l’iPhone”.

Al netto dell’apologia della mela morsicata, il 5G è entrato nel mondo smartphone ormai da 18 mesi e Apple, da buon’ultima, si è solo accodata a tutti gli altri produttori che hanno a listino decine di modelli compatibili 5G. In questi 18 mesi la risposta del mercato è stata a dir poco entusiastica: secondo le previsioni di Strategy Analytics nel 2020 saranno 250 milioni gli smartphone 5G venduti (con una crescita del 1.300% rispetto ai 18 milioni del 2019). Leggermente più caute le stime di Gartner (“solo” 221 milioni nel 2020), che però prevede un volume di 489 milioni di smartphone 5G per il 2021. 

Capisco le motivazioni dei reparti marketing che devono presentare ogni prodotto come “il migliore di sempre”, ma come spesso abbiamo ripetuto su PC Professionale, il 5G non sarà rivoluzionario per gli smartphone. Intendiamoci, il 5G sarà rivoluzionario per molti aspetti delle nostre vite, ma non è destinato a cambiare davvero radicalmente il mondo mobile. Se rimaniamo focalizzati sull’aspetto della connettività sono stati il 3G prima e il 4G poi che hanno veramente rivoluzionato gli smartphone, perché ci hanno permesso di aprire nuovi mondi (e nuovi modi) di utilizzo. Non so voi, ma io non vedo la necessità di scaricare in pochi secondi un film in 4K sul mio smartphone come promette di fare il 5G. Semmai apprezzerò molto di più il fatto che sarà in grado di gestire e supportare un numero estremamente elevato di dispositivi in aree altamente popolate (come le metropoli).

Passatemi il paragone: immaginate che il ponte sullo Stretto di Messina fosse in costruzione e che continuassero a dirvi che sarà importante perché potreste passare dalla Calabria alla Sicilia in bicicletta (anzi, visti i trend, in monopattino elettrico). Pensereste che è un’opportunità in più, ma non certo lo scopo per cui valga la pena costruire il ponte. Il 5G è esattamente questo, un’opportunità in più per gli smartphone, ma non una rivoluzione