Il personal computer è alla fine?

Steve Jobs lo aveva anticipato e i numeri dell’ultimo trimestre 2012 di Apple parlano chiaro.
Ma è proprio vero?

Siamo in un periodo di crisi, è vero, ma tra le aziende che hanno subito il maggior calo di vendite nel settore informatico (notebook e desktop) c’è sicuramente Apple. Nell’ultimo trimestre del 2012, secondo i dati di Gardner, Apple ha venduto in Italia oltre il 40% di pezzi in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Circa 78.500 tra desktop e notebook contro gli oltre 133.000 pezzi del 2011. Il quarto trimestre è sempre stato considerato strategico per i produttori perché il mercato consumer richiede un bel numero di prodotti per il Natale, e il mercato professionale effettua gli ultimi investimenti dell’anno fiscale. Ma allora cosa è successo? Strategie sbagliate? Prezzi troppo alti? Prodotti troppo vecchi?

Attenzione, il mercato complessivo dei computer (desktop e notebook) non è certo andato bene e nel trimestre in questione si sono venduti 1.320.000 pezzi contro 1.540.000 del 2011 (con un calo dell’14,5%). Però, il 41,2% di Apple è ben al di sopra della media delle perdite. Secondo me la multinazionale della mela morsicata è stata svantaggiata da alcuni errori strategici e soprattutto da problemi di rifornimento dei prodotti. Mi spiego meglio. Apple ha ancora a catalogo prodotti molto costosi ma ormai abbastanza vetusti. L’esempio più eclatante è il Mac Pro che da molto tempo non riceve un aggiornamento, e pur essendo un prodotto professionale ha meno potenza dei nuovi iMac. Anche la linea dei portatili ha bisogno di una rinfrescata, soprattutto perché gli ultimi annunci hanno interessato più i prodotti top, come i MacBook Pro con retina display, che non quelli di prezzo più contenuto. L’altro punto dolente (mentre sto scrivendo continua a condizionare la domanda di prodotti Apple) è il mancato arrivo in quantità  dei nuovi iMac. Bellissimi, super potenti, sono ancora difficili da acquistare: a oggi per il 27″ ci vogliono ancora tra 3 a 5 settimane di attesa dopo l’ordine. Pare si tratti di problemi di controllo qualità  degli schermi. Nel periodo natalizio erano indisponibili e Apple ha sicuramente perso un’occasione.

Per finire non bisogna dimenticare che le strategie di Apple hanno una maggior focalizzazione verso il mercato dei tablet e degli smartphone, prodotti che garantiscono una doppia redditività : nel momento dell’acquisto (prezzi alti e alto guadagno) e successivamente durante tutta la vita del prodotto grazie alla vendita di Apps, musica, film, giornali e libri attraverso l’iTunes Store. Per ogni prodotto venduto attraverso lo Store, Apple guadagna un bel 30% sul prezzo di listino. In uno dei suoi ultimi keynote Steve Jobs lo aveva detto: per Apple il mercato del Pc è morto, e visti i numeri di quest’anno della multinazionale statunitense sembra proprio che il trend sia quello. Però, se gli americani piangono i cinesi ridono. Lenovo, guidata da Gianfranco Lanci (che ha lasciato Acer per disaccordi strategici, e la sua ex-azienda quest’anno ha perso il -34,9%) ha scalzato proprio Apple posizionandosi al quarto posto in Italia tra i produttori di hardware, piazzando oltre il 150% di prodotti in più rispetto al 2011 (da poco meno di 38.000 pezzi nel 2011 a quasi 98.000 pezzi nel 2012). Forse, allora, il mercato dei computer è morto solo per chi non ci crede più.

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