Luci e ombre del 3D

Una tecnologia che avrebbe dovuto rivitalizzare il mercato dei televisori, a corto di campionati mondiali, ed è finita nei cellulari

Su questo sito trovate la video-recensione del nuovo Lg Optimus 3D, il primo smartphone ad adottare uno schermo stereoscopico che consente di visualizzare contenuti in 3D senza occhialini. Il principio è quello già  visto sulla consolle portatile Nintendo 3DS, ma con uno schermo più grande (ben 4,3 pollici). Nel settore degli smartphone, Lg ultimamente sta battendo in velocità  la concorrenza con annunci tecnologicamente evoluti. Per esempio, l’azienda coreana è stata la prima a mettere in vendita un cellulare con processore dual core, raggiunta dopo un paio di mesi da Samsung e Htc. Anche nel caso del 3D, per un mesetto sarà  sola in cima all’Olimpo tecnologico ma arriverà  presto Htc, che ha già  annunciato l’Htc 3D. Ora, non mi interessa discettare se sia più innovativa Lg, Samsung, Htc o Apple. Tutte e quattro queste aziende hanno dimostrato e stanno dimostrando di essere evolutive e innovative. Voglio invece esaminare cosa sta accadendo in questo strano settore del video tridimensionale.

Analizziamo il passato neanche tanto lontano: dopo molte chiacchiere, progetti e tentativi di innovazione, tutto cominciò col grande successo di Avatar, il film di James Cameron. Tanto inatteso successo e tanto interesse per i film in 3D convinse i grandi produttori di televisioni a investire su questa tecnologia per farla uscire dal cinematografo e farla atterrare, in grande stile, in tutti i salotti casalinghi. Ci hanno puntato tutti e c’è anche chi ha progettato un canale satellitare generalista in 3D, chi ha puntato sullo sport e chi sui cartoni animati. Ma poi, dopo il movimento di mercato generato da quelli che i sociologi chiamano “early adopter”, i malati di tecnologia che comprano tutto quello che è tecnologicamente avanzato pagando cifre a volte ingiustificate pur di essere i primi a possedere quegli oggetti, è rientrato in una normalità  da calma piatta. Tanto che i produttori adesso spingono più sui servizi via Internet (le Smart Tv di cui abbiamo parlato sul numero di giugno di PC Professionale) che sul 3D. Una piccola precisazione: essere un early adopter è stressante e poco divertente. Ne parlo con cognizione di causa, perché anch’io appartengo a questa sconsiderata categoria. Da un lato scatta l’acquisto compulsivo. Vedere e volere un prodotto (soprattutto se è bello, non ce l’ha nessuno ed è basato su una tecnologia nuovissima) è tutt’uno. Poi però ti ritrovi con un gadget con tanti problemi di gioventù che lo rendono poco fruibile. Chi aspetta a comprare spesso paga meno e ottiene un prodotto aggiornato e più stabile. Sto cercando di guarire, ma è molto, molto difficile.

Torniamo al nostro 3D. Perché non ha avuto lo sperato successo in salotto? Soprattutto perché è fastidioso stare diverse ore con indosso gli occhiali polarizzati che permettono di godere dei contenuti 3D. E poi perché la differenza di prezzo con un televisore tradizionale era troppo elevata. Adesso, più che tra tecnologia attiva o passiva molti stanno puntando al 3D senza occhiali. E la sperimentazione passa prima di tutto dagli schermi piccoli, per console di gioco o smartphone. Anche perché la tecnologia stereoscopica attuale dipende moltissimo dall’angolo di visione, per cui può essere vantaggiosa solo su una periferica che non si condivide in gruppo. Ma mi chiedo e vi chiedo: a cosa serve il 3D su un cellulare? A navigare su Internet o leggere la posta? Neanche per sogno. A tenersi in contatto con i proprio amici tramite Facebook? Idem come sopra. E allora? Cominciamo col dire che l’esperienza del 3D è veramente accattivante. Appena si schiaccia il bottone che sull’Optimus 3D fa passare dall’anonimo ambiente Android al menu tridimensionale scaturisce immediata quell’esclamazione che avrebbe voluto farci dire Microsoft con Windows Vista: wow! L’esperienza visiva è notevole. Si possono creare contenuti fotografici e video in 3D grazie alla doppia fotocamera, si possono vedere i contenuti autogenerati e quelli del canale 3D di YouTube, si può giocare con tre giochi completi. Tutto mozzafiato, tutto in 3D. Forse però il vero differenziale, quello che può rendere interessante un prodotto di questo genere, sta proprio nel gioco. Non è un caso che Sony abbia fatto sposare la propria console portatile Psp con uno smartphone, generando l’Xperia Play, per telefonare e giocare. E che l’iPhone sia molto apprezzato proprio per la parte ludica. L’industria dei giochi è ormai più importante di quella cinematografica. E gli analisti sostengono oramai da tempo che la console del futuro sarà  (e già  lo sta diventando) un telefonino. Nel settore 3D c’è ancora molto spazio di crescita e la mossa di Lg, seguita a breve da Htc, potrebbe scardinare il recentissimo monopolio della Nintendo 3DS. •

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