Microsoft oltre Windows

Negli ultimi mesi Microsoft si è segnalata per un grande dinamismo: ha lanciato, annunciato o presentato nuovi prodotti e tecnologie, e siglato importanti accordi di collaborazione. L’attenzione del pubblico è stata catturata da Windows 10, nello stesso tempo un salto nel futuro e un bagno di umiltà  per l’azienda di Redmond: il nuovo Windows promette di far convergere in un solo prodotto gli ambienti operativi per i dispositivi più diversi, ma certifica il fallimento dell’impostazione originaria di Windows 8. L’attenzione su Windows 10 non deve far trascurare le molte altre novità  registrate negli ultimi tempi: Office per iOS ora è disponibile gratuitamente per tutti gli utenti (prima serviva un abbonamento a Office 365) ed è compatibile non solo con iPad ma anche con iPhone. Inoltre, il Ceo Satya Nadella ha annunciato che Office sbarcherà  presto anche su Android, mettendo fine a una lunga attesa.

Microsoft ha anche siglato un accordo di collaborazione con Dropbox, per supportare questo servizio nelle App di Office come alternativa al cloud storage proprietario OneDrive. Ma non solo: pochi giorni fa, Microsoft ha annunciato che renderà  disponibili con licenza open source le componenti core del framework .NET, e ha distribuito una versione completa e gratuita (con alcune limitazioni all’uso commerciale), chiamata Community, del suo potentissimo ambiente di sviluppo Visual Studio. Se si valutano tutte queste notizie, emergono gli indizi di un cambio di strategia di grande portata: Microsoft sembra valutare in modo agnostico gli ambienti operativi, e propone soluzioni per qualsiasi piattaforma rilevante per il suo business.

Se dovesse confermarsi nei prossimi mesi, questa strategia avrebbe un’implicazione molto importante: la fine del modello “Windows First”, ossia la scelta deliberata di offrire tutte le applicazioni, i servizi e le tecnologie migliori prima per Windows, e poi eventualmente per le altre piattaforme. Oggi, invece, le priorità  sembrano altre: i dispositivi mobili, di qualunque genere, e il cloud. La nuova strategia può sembrare più aperta e al passo con i tempi (e, in parte, certamente lo è), ma nasconde una grande insidia: se i servizi e i prodotti Microsoft saranno disponibili con la stessa qualità  e tempestività  per tutti gli ambienti, perché gli utenti dovrebbero scegliere Windows?

Dario Orlandi

Aggiornato il 22.12, per precisare meglio la licenza dell’edizione Community di Visual Studio.

Nessun Articolo da visualizzare