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Microsoft, ripensaci

Giorgio Panzeri | 8 Aprile 2014

Dall’8 di aprile Microsoft non supporterà  più Windows XP.  Ma la multinazionale  di Redmond non si è resa conto di […]

Dall’8 di aprile Microsoft non supporterà  più Windows XP.  Ma la multinazionale  di Redmond non si è resa conto di cosa  ciò significhi 

xpAi primi di aprile Microsoft sospenderà  il supporto a Windows XP. è la fine di un’epoca. Il sistema operativo di Microsoft più amato e diffuso sta per morire. Pare tutto semplice. O forse a Microsoft sembra tutto semplice. Qualcuno si chiederà : chi ormai al giorno d’oggi utilizza ancora XP? Perché Microsoft non dovrebbe smettere di investire nello sviluppo di un sistema operativo obsoleto, concentrando i suoi sforzi sul miglioramento dei nuovi prodotti? Eppure la decisione di Microsoft è un vero e proprio dramma. Un ciclone che potrà  determinare diversi disastri. E ora vi spiego perché. Innanzitutto Windows XP è al secondo posto tra i sistemi operativi attualmente installati sui computer del mondo (quasi il 30% di desktop e notebook ancora lo utilizzano). La palma del prodotto più usato spetta a Windows 7, con più del 47% di installato, mentre al terzo posto si posiziona Windows 8 (che per ora non raggiunge il 10%). Quindi la diffusione di XP è ancora elevata. Ma non solo, la sua diffusione è rilevante soprattutto in ambito aziendale tra le medie e le grandi imprese. Provate a pensare ai problemi che deve affrontare una media azienda con un centinaio di macchine con Windows XP. E non parlo solo del pur rilevante investimento per rinnovare l’hardware. Pensate al tempo che dovrà  essere speso per riconvertire le procedure che prima giravano sotto Windows XP. E all’aggiornamento professionale di tutto il personale che dovrà  operare col nuovo sistema operativo e le nuove procedure. Non è un caso che Microsoft spinga le aziende all’aggiornamento a Windows 7 e non a Windows 8, proprio perché l’interfaccia è più simile a quella di Windows XP. Ma l’investimento da effettuare e la complessità  di tutto il processo sono gravosi. E allora, perché obbligare le aziende che già  sono in un momento critico a dover effettuare l’aggiornamento dell’infrastruttura tecnologica? Perché proprio adesso, visto il momento congiunturale? Però, come diceva Giulio Cesare, oramai “alea iacta est”, il dado è tratto e, in tempi ragionevoli, cercando intanto di proteggersi, bisognerà  adeguarsi.

Ma ci sono problemi ben più gravi dei quali i signori di Microsoft non hanno tenuto conto. Pensate a tutti i sistemi che hanno Windows XP Embedded, dagli sportelli Bancomat agli apparati medicali. È vero che il supporto a questa versione è stata garantita da Microsoft sino alla fine del 2016, ma la maggioranza di device e dei sistemi embedded hanno a bordo Windows XP standard, che è più flessibile e programmabile rispetto alla castrata versione Embedded, e il supporto a Windows XP standard finirà  proprio l’8 aprile. È impossibile valutare quanti sistemi saranno a rischio. Quando parliamo di sistemi embedded non parliamo solo di prodotti per l’industria, come i sistemi a controllo numerico delle aziende manufatturiere, ma anche e soprattutto dei prodotti per banche e ospedali. Oltre a molti sportelli Bancomat sono a rischio di hacker anche gli apparati medicali, dai sistemi per l’ecografia ai monitor per il battito cardiaco e le funzioni vitali. In realtà , il rischio attacco a questi device è sicuramente inferiore a quello dei desktop collegati a Internet, ma il pericolo potenziale è decisamente molto più elevato. I sistemi di monitoraggio non sono collegati a Internet, ma operano comunque nella rete locale dell’ospedale. E quindi, potenzialmente potrebbero essere attaccati. Con che risultati? Disastrosi, ovviamente.

In un mondo ideale Microsoft avrebbe dovuto attendere, per dare ossigeno alle aziende che non possono far migrare i propri sistemi informativi in tempi brevi e per permettere a banche e ospedali un aggiornamento dei propri sistemi critici.

 

Non perdete su questo numero l’articolo (attualissimo, visto cosa è successo recentemente) sui Bitcoin, la valuta elettronica, e la prova dei Google Glass. Buona lettura a tutti.

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Da blog aziendale a testata giornalistica: il caso di OptiMagazine

Maurizio Mastroluca | 1 Dicembre 2022

Nato come rivista aziendale di Optima Italia, oggi vanta una redazione di professionisti e giornalisti di altissimo livello che offrono articoli di ogni genere

OptiMagazine, talvolta abbreviato OM, nasce come rivista aziendale di Optima Italia, la digital company attiva nel mercato dell’energia e delle telecomunicazioni.
OptiMagazine nasce con la prerogativa di offrire ai propri lettori una piattaforma virtuale unica e dalle mille risorse, in cui trovare novità e curiosità relative al mondo dell’arte, della musica, del cinema, dello spettacolo, della televisione e della tecnologia.

Cos’è che rende unico nel suo genere OptiMagazine?

OptiMagazine vanta una redazione di professionisti e giornalisti di altissimo livello, che giorno per giorno si impegnano al fine di offrire ai propri clienti tutta una serie di articoli di attualità e del mondo dello spettacolo. La prerogativa della rivista virtuale è infatti quella di diventare pioniere del settore delle comunicazioni.
OptiMagazine, come ogni rivista online che si rispetti, è presente su tutte le piattaforme social ed è sempre al passo con le ultime novità del mondo delle serie tv, della tecnologia, del cinema, della musica e della tecnologia.

OptiMagazine: la rivista online che sa tutto delle innovazioni tecnologiche

Il mondo in cui viviamo è un mondo sempre più interconnesso, e una delle caratteristiche della nostra era è la tecnologia che ci accompagna ogni giorno a ogni istante. A seguito dei suoi enormi passi da gigante e dei suoi continui sviluppi e perfezionamenti, la tecnologia è forse oggi uno dei domini più vasti dello scibile umano. Ci sono così tante cose tutte da scoprire riguardo alla tecnologia. Spesso molti non si cimentano nell’approfondire questioni tecnologiche in quanto le considerano in partenza troppo ostiche e laboriose. È anche a questa categoria di persone che OptiMagazine va in aiuto, prestando i suoi articoli chiari ed efficaci come giubbotto di salvataggio in un mare magnum di confusione. Su OptiMagazine si trova un’intera sezione dedicata alla tecnologia e nuovi articoli ogni giorno tutti da leggere per non smettere mai di imparare e di stare al passo con i progressi dell’informatica. Gli articoli proposti riguardano i prodotti appena lanciati sul mercato e le loro caratteristiche, questo fa di OptiMagazine un’ottima piattaforma per informarsi sull’acquisto di un nuovo dispositivo. OptiMagazine inoltre, offre un’anteprima di quelli che saranno i nuovissimi prodotti sul mercato disponibili nel prossimo futuro, perfetto per chi ama stare al passo coi tempi e non sopporta l’obsolescenza programmata.
OptiMagazine pubblica poi molto spesso degli articoli circa le prossime e le correnti promozioni, quindi chi è alla ricerca di un nuovo dispositivo che è un po’ fuori budget, può restare sintonizzato, perché ad avvisare il suo pubblico dell’affare ci pensa OptiMagazine.
Ad esempio, chi è alla ricerca di un paio di fide cuffiette bluetooth e già da un po’ ha adocchiato le formidabili Airpods Pro targate Apple, può affidarsi a OptiMagazine che riesce a mantenere i suoi lettori aggiornati sulle variazioni di prezzo e sul momento migliore per l’acquisto di questi auricolari, soprattutto perché i prezzi oscillano di continuo e le promozioni non durano in eterno.
Gli articoli di OptiMagazine inoltre, avvisano in anticipo i lettori se ci sarà un down di qualche social o di qualche piattaforma. Ad esempio, giovedì 20 ottobre è stata la volta della piattaforma di e-commerce Vinted che a causa di un problema inaspettato, è stata inutilizzabile sia da app che da browser. Tutto questo e molto altro si può scoprire grazie a OptiMagazine e a dei semplici click sugli argomenti che più suscitano l’interesse del pubblico.
Consultare quotidianamente OptiMagazine permette a ciascuno di restare aggiornato su una vastità di temi incredibile in modo da farsi trovare sempre preparati di fronte a vari tipi di situazione.

Serie Tv

Sei un geek delle serie tv? Il Trono di Spade è la tua serie preferita e House of the Dragon sta finendo troppo in fretta? Connettiti su OptiMagazine e ogni giorno troverai nuovi consigli e nuove serie/film da guardare disponibili sulle piattaforme di streaming più in voga del momento. Se sei in ansia perché non riesci a capire quanti episodi mancano al gran finale della tua serie del cuore o se ti stai mangiando i gomiti perché ancora non hai ben capito se la serie che stai seguendo sarà rinnovata per una nuova stagione, OptiMagazine è il sito che fa per te. Su OptiMagazine troverai, infatti, questo genere di informazioni e moltissimo altro ancora. Se sei un fan delle vicende della corona e della serie The Crown, l’ultimissimo articolo sulla trama della nuova stagione della serie è lì che aspetta di essere letto.

Musica

Sei un fan dei talent? Se ti sei perso l’ultima di XFactor e non hai tempo di recuperarla, scopri su OptiMagazine quali sono i finalisti scelti dai giudici per i live di questo XFactor2022. Se sei un fan di Amici di Maria de Filippi e sei preoccupato per lo stato di salute di LDA, puoi leggere le ultime novità rese pubbliche sul figlio di Gigi d’Alessio e pubblicate di recente.

Cinema

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Manhattan docking station USB-C 11-in-1: la miglior soluzione per estendere le porte del proprio notebook

Maurizio Mastroluca | 28 Novembre 2022

Una soluzione semplice e veloce per avere un maggior numero di porte a disposizione: ecco il Manhattan IADAP USB31-MULTI4

La continua ricerca di rendere i computer portatili moderni sempre più sottili e maneggevoli ha portato al sacrificio di porte di input e output, con i produttori che hanno affidato tutta la dotazione all’ingresso USB-C, pronta a diventare lo standard universale europeo. Per questo motivo una docking station diventa necessaria per collegare periferiche esterne al notebook, e Manhattan arriva in soccorso, proponendo una docking station con collegamento USB-C a 11 porte, la IADAP USB31-MULTI4.

IADAP USB31-MULTI4: specifiche tecniche

La docking station proposta da Manhattan è in grado di ampliare esponenzialmente la dotazione di porte del notebook. Il prodotto presenta tre ingressi USB 3.2 Gen 1; un jack audio da 3,5mm; un lettore di schede SD e microSD capace di supportare fino a 2TB con una velocità di trasferimento fino a 832 Mbps; una porta ethernet Gigabit (10/100/1000) che garantisce una maggiore velocità di download, streaming e gaming; una Mini DisplayPort e un ingresso HDMI, in grado di supportare una risoluzione fino a [email protected] UHD (3840 x 2160); mentre la VGA fino a [email protected] Full HD (1920 x 1080). A chiudere il comparto porte in dotazione, uno dei grandi punti di forza di questa docking station, una porta USB-C in grado di alimentare e ricaricare il computer con una potenza che può arrivare fino a 100 watt. Inoltre, il prodotto presenta la funzionalità MST (Multi-Stream Transport), tecnologia che consente di collegare più monitor esterni tramite un unico connettore; in questo caso il dispositivo supporta fino a 3 monitor per visualizzazione Mirror o Extended su Windows e Mirror su Mac.

Manhattan docking station USB-C 11-in-1: design e prezzo

La docking station di Manhattan è una soluzione semplice e utile, essendo compatibile con tutti i notebook presenti sul mercato e anche con tablet e smartphone in grado di supportare la DP-Alt-Mode. Il materiale con cui è costruito il prodotto lo rende particolarmente solido e piacevole al tatto. Le sue compatte dimensioni di 80 x 280 x 17 mm permettono un facile trasporto e inoltre, grazie alla sua forma rettangolare e ai piedini in gomma presenti sul retro, che garantiscono grande stabilità, può essere utilizzato come supporto di rialzo per il computer portatile, permettendo un maggiore comfort di scrittura. Una docking station è quindi indispensabile per garantire un utilizzo completo del proprio notebook e la qualità di costruzione garantita da Manhattan, lo collocano come uno dei migliori prodotti presenti sul mercato. La docking station IADAP USB31-MULTI4 è disponibile sullo store Manhattan shop al prezzo di 168,99€ iva inclusa.

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La powerbank giusta: come sceglierla

Maurizio Mastroluca | 24 Novembre 2022

Le caratteristiche fondamentali da valutare prima dell’acquisto di una powerbank: ecco quali sono

I dispositivi elettronici sono ormai diventati elementi fondamentali della vita di tutti i giorni, sia per lavoro sia per l’intrattenimento. Nonostante i device dispongano di batterie sempre più performanti, spesso non riescono a garantire l’utilizzo prolungato. Per evitare di rimanere senza carica residua, una powerbank è ormai un dispositivo portatile di ricarica necessario da avere a disposizione e utilizzare in caso di necessità. Queste batterie supplementari sono in grado di ricaricare smartphone, tablet e notebook, è quindi importante scegliere quella giusta a seconda del proprio device.

Le caratteristiche fondamentali di una powerbank: la capacità

Tra le prime caratteristiche da prendere in considerazione prima di acquistare una powerbank, c’è sicuramente la capacità, che viene espressa in mAh (milliampereora), esattamente come le batterie di smartphone, tablet e computer. Questo valore indica l‘energia che il dispositivo può contenere con una carica completa. La scelta della capacità varia a seconda del dispositivo da caricare: in genere, con una carica, la powerbank dovrebbe essere in grado di ricaricare completamente il device almeno per una volta. Tuttavia, il valore dichiarato non rispecchia la capacità reale di una powerbank: infatti bisogna ridurre del 20/30% il valore riportato, poiché va preso in considerazione il voltaggio a 5V (utilizzato per la carica di smartphone e tablet), e non la tensione a 3,7V (cioè il voltaggio della batteria). In sostanza, per ricaricare completamente uno smartphone con una powerbank, c’è bisogno di una capacità di almeno 5000 mAh per avere la garanzia di una ricarica completa; mentre per i device più grandi o per avere a disposizione un numero maggiore di ricariche, è meglio orientarsi su batterie con una capacità di almeno 10.000 mAh.

Come scegliere una powerbank: le porte

Un’altra caratteristica da tenere in considerazione è il numero di porte presenti sulla batteria supplementare. Solitamente, le powebank più piccole e compatte dispongono di una sola porta in uscita, e permettono quindi di ricaricare un solo dispositivo per volta. I modelli più grandi invece, oltre ad avere una maggiore capacità, hanno spesso due o più porte, garantendo la ricarica diversi dispositivi in contemporanea: due smartphone; un tablet e uno smartphone; ecc. Oltre al numero delle porte, bisogna considerare anche la loro tipologia: la maggior parte delle powerbank dispongono di una porta USB di tipo A, la più diffusa per la ricarica di smartphone e tablet. Nell’ultimo periodo però, con l’USB Type C che a breve diventerà lo standard universale, anche le powerbank dispongono di questa uscita, diffusa principalmente per la ricarica di notebook e console portatili. Meno comuni, ma comunque in commercio, anche quelle con porte Lightning, utilizzate dalla maggior parte dei dispositivi Apple.

Ulteriori caratteristiche delle powerbank

Ci sono ulteriori caratteristiche che potrebbero essere considerate meno importanti rispetto alla funzione di ricarica della powerbank, ma che possono essere comunque utili per migliorare l’esperienza di utilizzo del dispositivo. La maggior parte delle batterie supplementari dispone di alcuni LED, che indicano la carica residua, mentre altre presentano una torcia, da poter utilizzare in caso di emergenza. Inoltre, se si dispone di un dispositivo con ricarica rapida, è possibile scegliere una powebank compatibile, riducendo in maniera sostanziale i tempi di ricarica. Le più moderne offrono la possibilità di caricare in modalità wireless o addirittura alcune dispongono di un pannello solare, ricaricandosi parzialmente mediante l’energia solare, particolarmente utile durante le escursioni o in campeggio nel caso in cui non si avesse a disposizione di una fonte di energia.

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