Magazine

MFP, le periferiche tuttofare

Redazione | 7 Gennaio 2016

Stampa

Integrazione, versatilità  ed efficienza costituiscono tre virtù essenziali delle unità  multifunzione – o semplicemente Mfp – ovvero di quella categoria […]

Art MFP

Integrazione, versatilità  ed efficienza costituiscono tre virtù essenziali delle unità  multifunzione – o semplicemente Mfp – ovvero di quella categoria di periferiche pressoché irrinunciabili in ufficio o nell’ambito di qualsiasi attività  professionale che richieda l’effettuazione continuativa o anche solo saltuaria di copie, scansioni e stampe, nonché la gestione dei fax in ingresso e uscita. Come abbiamo più volte avuto modo di evidenziare nel corso delle prove sui singoli prodotti, un’unità  multifunzione rappresenta uno strumento di lavoro eccellente che, proprio in virtù dell’integrazione e della sinergia tra le componenti (scanner e stampante in primis), assicura una produttività , una praticità  e una comodità  d’utilizzo nettamente superiori rispetto alla tradizionale soluzione a componenti separate, che in effetti è stata di fatto pressoché soppiantata e riservata più che altro per impieghi professionali più specializzati.

di Marco Martinelli

ICON_EDICOLALa scelta di una periferica Mfp per l’ufficio può rivelarsi tutt’altro che facile, vista la frammentazione del mercato e l’offerta piuttosto ampia di prodotti: prima di prendere qualsiasi decisione è opportuno fare una valutazione del carico di lavoro medio previsto su base mensile, del tipo di attività  prevalente che si richiede (copie, scansioni, stampe o gestione dei fax) e considerare quali tipologie di documenti si stamperanno con maggior frequenza. Sulla base di questa semplici analisi preventiva sarà  possibile effettuare una prima selezione per restringere il campo di interesse, focalizzando l’attenzione sulle periferiche più adatte. Il costo iniziale rappresenta senz’altro un vincolo determinante: tuttavia, una volta stabilito il budget massimo non ci si deve far attrarre dal risparmio indiscriminato, poiché in molti casi un basso prezzo d’acquisto può nascondere insidie che penalizzano nel lungo periodo le spese di gestione.

Un esempio su tutti: se prevedete di stampare molto o utilizzare la nuova multifunzione in qualità  di fotocopiatrice, verificate attentamente tra le specifiche del dispositivo prescelto la dotazione iniziale di toner/cartucce e la disponibilità  di ricambi ad alta capacità . Quasi sempre, infatti, i produttori equipaggiano le periferiche di fascia bassa con consumabili a capacità  ridotta, che nei peggiori dei casi arrivano a fornire poche centinaia di stampe: come dire che appena finito di pagare l’apparecchio dovrete mettere nuovamente mano al portafogli per l’acquisto dei consumabili, scoprendo a vostre spese che, con tutta probabilità , avreste risparmiato di più acquistando il modello superiore dal costo iniziale più elevato ma venduto con consumabili dall’autonomia almeno doppia o tripla e, soprattutto, più performante o meglio equipaggiato.

In questa rassegna abbiamo preso in considerazione le più recenti offerte dedicate ai piccoli uffici e alle attività  professionali individuali, che formano quel segmento di mercato definito Micro e Small Office o anche Small Business rappresentante la maggioranza delle aziende italiane. Nelle pagine che seguono troverete quindi una panoramica di multifunzione più recenti o rappresentative suddivise per produttore, basate sulla tecnologia di stampa inkjet e laser/Led, proposte ad un prezzo contenuto entro i 500 euro più Iva (ovvero poco più di 600 euro), soglia che riteniamo ragionevole per questa categoria di mercato e destinazione d’uso.

Schermata 2016-01-07 alle 11.12.45

Estratto dal numero di gennaio 2016 di PC Professionale

Google Cloud Print

Servizi

Google Cloud Print, addio dal 1 gennaio 2021

Luca Colantuoni | 30 Dicembre 2020

Cloud Google Stampa

Il servizio Google Cloud Print cesserà di funzionare dal 1 gennaio 2021, quindi gli utenti devono scegliere un’alternativa per la stampa dei documenti.

Come anticipato un anno fa, Google Cloud Print non sarà più supportato dal 1 gennaio 2021. Il servizio per la stampa cloud introdotto nel 2010 si aggiungerà dunque ai numerosi prodotti presenti nel “cimitero digitale” dell’azienda di Mountain View, dove riposa anche Google Play Music, recentemente sostituito da YouTube Music. Google suggerisce alcune soluzioni alternative.

Google Cloud Print era stato sviluppato circa dieci anni fa per offrire la funzionalità di stampa agli utenti che usavano Chrome OS. All’epoca il sistema operativo non supportava le stampanti locali, quindi i documenti dovevano essere inviati ai server di Google. Le stampanti senza scheda di rete potevano accedere ad Internet tramite computer al quale era collegata e sul quale era installato Chrome.

Il servizio è stato successivamente migliorato per supportare ogni sistema operativo, quindi anche Windows, macOS, Linux e Android. A partire dal 2017 è disponibile il supporto nativo per la stampa in Chrome OS, pertanto Cloud Print è diventato obsoleto. Per questo motivo Google ha deciso di interrompere il supporto dal 1 gennaio 2021.

L’azienda di Mountain View suggerisce alle aziende di utilizzare CUPS (Common Unix Printing System) per la stampa con Chrome OS. Nelle pagine di supporto ci sono le istruzioni da seguire per la configurazione del server di stampa e le funzionalità disponibili.

Google comunica inoltre che l’opzione “Salva in Drive” di Chrome verrà rimossa dal 1 gennaio 2021 su Windows, macOS e Linux. I documenti potranno essere salvati in formato PDF su Google Drive dall’anteprima di stampa, ma occorre installare Backup e sincronizzazione o Drive File Stream.

Toner stampante laser

Hardware

Stampanti laser: le differenze tra toner refill, rebuilt e newbuilt

Nicola Martello | 23 Dicembre 2020

Stampa

Per ottenere belle stampe con una laser non basta usare una stampante al di sopra di ogni sospetto, servono toner di qualità, che possono anche essere compatibili di terze parti e rigenerati.

Nonostante la progressiva digitalizzazione dei documenti, un mondo completamente printer free è ancora molto, molto lontano. Per questo, in ufficio e tra le mura domestiche, le stampanti (e le multifunzioni) sono spesso un accessorio indispensabile. L’evoluzione tecnologica e la progressiva riduzione dei costi ha ormai da tempo smentito uno dei falsi miti sulle stampanti, ovvero che i modelli laser siano adatti solo per l’ufficio. In realtà esistono stampanti laser compatte (ed economiche) perfette anche per l’utente consumer.

Dal punto di vista della qualità le stampanti laser sono perfette per avere testi su carta con caratteri assolutamente nitidi. In effetti questa tecnologia è nata proprio per stampare al meglio i documenti con solo testo, al limite con un minimo di grafica in bianco e nero. Sono però ormai anni che diversi produttori offrono anche modelli che stampano a colori, sia pure senza la pretesa di produrre immagini di qualità fotografica. Le stampe che si ottengono hanno colori brillanti e compatti, resistenti all’acqua e che non degradano nel tempo, ma le sfumature sono sgranate o addirittura a bande.

Come funziona una stampante laser

Al suo interno, una stampante laser ha un grosso tamburo la cui superficie curva viene caricata elettrostaticamente. Un laser (oggi può essere un led) scandisce questa superficie e cancella la carica solo in alcune zone, corrispondenti alle parti che devono restare bianche sul foglio. Subito dopo sul tamburo è depositato il toner, una polvere composta da particelle finissime nere che aderiscono solo nei punti dove è rimasta la carica elettrica. Nel caso di una stampante a colori, i toner sono quattro, di colore ciano, magenta, giallo e nero, e il ciclo appena descritto viene ripetuto quattro volte, una per ogni tinta. Di seguito un foglio di carta viene fatto aderire al tamburo e grazie all’applicazione di calore le particelle di toner si attaccano alla carta.

Il toner è contenuto in un serbatoio dotato di coperchio azionato da meccanismi più o meno complessi, ed è aperto dalla stampante solo quando serve, dato che è importante che le particelle non siano disperse nell’ambiente. Nel caso di una stampante a colori i serbatoi sono quattro, uno per ogni tinta. Rispetto alle stampanti a getto di inchiostro, le stampanti laser hanno un vantaggio in termini di consumi: l’autonomia di un singolo toner si misura infatti in migliaia di pagine di stampa.

Cambiare il toner

I toner vanno sostituiti quando si esauriscono, ovviamente, e il mercato offre diverse soluzioni per il cambio dei serbatoi. Esistono infatti i toner originali venduti dal produttore della stampante, in genere non economici. In alternativa sono disponibili toner compatibili di terze parti, più economici e suddivisi in tre tipologie: refill, rebuilt e newbuilt. Ma quali sono le differenze?

Toner refill

Nel caso di toner refill, i vecchi serbatoi sono semplicemente ricaricati con nuova polvere colorata. Questa soluzione ha il vantaggio di poter riciclare il contenitore, così si inquina di meno dato che il produttore non deve fabbricare nuovi serbatoi. Di contro, il ripetuto riutilizzo del contenitore provoca un’usura sempre maggiore dei meccanismi, con il risultato che alla lunga possono verificarsi malfunzionamenti, come l’apparizione di strisce nella stampa quando il toner è vicino all’esaurimento.

Toner rebuilt

Rispetto al caso precedente, con il toner rebuilt il produttore revisiona il serbatoio usato prima della ricarica vera e propria, così le parti più rovinate dall’usura sono individuate e sostituite con i rispettivi elementi nuovi. La qualità di questi consumabili può essere molto vicina a quella degli originali, tutto dipende dalla cura con cui il produttore ha effettuato la revisione. Anche la qualità del toner vero e proprio è fondamentale, naturalmente.

Toner newbuilt

Con toner newbuilt si intende l’impiego di serbatoi completamente nuovi, prodotti da zero da aziende diverse da quella che ha costruito la stampante, e riempiti con polveri sempre di terze parti. Con questi consumabili non ci sono problemi di parti danneggiate a causa di un lungo utilizzo, ma l’effettiva affidabilità dipende dalla qualità di costruzione, dai materiali e dalla polvere toner.

L’importanza di toner di qualità

Visto che non è affatto scontato trovare consumabili di terze parti che siano di qualità (il mercato è vasto e il rischio di incappare in prodotti scadenti è concreto), è importante rivolgersi a chi ha esperienza nel settore, come Cartucce.it, un negozio online dotato di un vasto catalogo di prodotti. Qui è possibile trovare non solo toner originali e garantiti delle migliori marche (Brother, Canon, Epson, HP, Samsung, Dell, Imb e altre), ma anche quelli compatibili e rigenerati. Questi ultimi sono selezionati per funzionare al meglio senza mettere a rischio né la qualità della stampa né la durata della stampante.

Per di più, su Cartucce.it dal 24 al 27 dicembre è possibile acquistare i toner compatibili con il 30% di sconto, un’ottima occasione per fare scorta. Cartucce.it ha in vendita anche tamburi originali o compatibili e una selezione apposita di chip per rigenerare i toner, oltre a kit di manutenzione, ricambi e tutti i componenti necessari per il corretto funzionamento della stampante laser. Oltre ai toner, Cartucce.it offre poi un vasto assortimento di ricariche per stampanti a getto di inchiostro come quelle di Canon, Epson, Kodak, Olivetti, HP e Samsung. Il cliente può scegliere tra ricariche originali, compatibili e rigenerate.

Stampa - stampante

OS

Impedire a Windows 10 di modificare la stampante predefinita

Alfonso Maruccia | 10 Dicembre 2020

Stampa Windows

Windows 10 ha il vizio di impostare come predefinita l’ultima stampa utilizzata. Ecco come modificare questo comportamento potenzialmente fastidioso.

Secondo le impostazioni di default, Windows 10 ha l’abitudine di gestire in maniera automatica le stampanti, reali o virtuali che siano, attualmente collegate al sistema. L’OS imposta l’ultima stampante utilizzata come quella “predefinita”, un comportamento che potrebbe anche non essere nell’interesse dell’utente soprattutto quando si ha a disposizione più di una stampante. O magari una stampante fisica accanto a quelle virtuale incluse nel sistema.

Per modificare tale comportamento, occorre prima di tutto accedere alle Impostazioni in formato UWP tramite la solita combinazione da tastiera (Win+I), quindi scegliere Dispositivi, Stampanti e scanner dalla colonna sulla sinistra e infine togliere la spunta all’opzione Consenti a Windows di gestire la stampante predefinita.

Stampante predefinita in Windows 10 - 1

A questo punto Windows indicherà qual è l’attuale stampante predefinita tra quelle nell’elenco presente sulla pagina, e noi avremo totale libertà nell’accedere a ciascuna delle suddette stampanti, gestire il dispositivo ed eventualmente scegliere di impostare come preferita una periferica (reale o virtuale) differente.

Stampante predefinita in Windows 10 - 2

Aggiungi alla collezione

No Collections

Here you'll find all collections you've created before.