Tanta evoluzione ma poca rivoluzione al CES di Las Vegas

Molti annunci di nuovi prodotti ma scarse tecnologie di tendenza per un Consumer Electronics Show un po’ sotto tono

di Giorgio Panzeri

Mentre mi appresto a scrivere questo editoriale si è appena concluso il Consumer Electronics Show (abbreviato in Ces) di Las Vegas, la più importante manifestazione mondiale sui prodotti di elettronica consumer e informatici. Sia per il periodo in cui si svolge, a inizio gennaio, sia per la forza e la centralità  del mercato americano (che non è solo quello statunitense) il Ces ha negli anni assunto un’importanza tale da divenire il punto di riferimento per gli operatori del settore, che attendono proprio questo evento per fare annunci strategici di prodotti che vedranno la luce a breve-medio termine. Per questa ragione il Ces è il luogo ideale per chi opera nella comunicazione e vuole capire dove porterà  l’evoluzione tecnologica.

Quindi cosa è scaturito dal cappello magico dell’ultima edizione? In realtà  poco. Sarà  per il momento di crisi dei mercati, sarà  che le aziende stanno consolidando le attuali tecnologie, ma di annunci epocali non ce ne sono stati. Evoluzioni sì, ma non rivoluzioni.

Come nel settore dei televisori dove si sono visti, finalmente, i primi Oled di grandi dimensioni (ben 55 pollici). Se ne parla da anni e nel 2011 sono stati prodotti un po’ di modelli, carissimi, da 13/15″ che facevano intuire cosa si potesse ottenere con gli Oled. Ora, con i 55″ si vede immediatamente cosa possono fare ed è evidente la differenza di qualità  nel confronto con i migliori modelli Lcd/Led della stessa dimensione. Insomma, questi Oled sono prodotti bellissimi e costosissimi (si parla di almeno 8.000 dollari per un 55″) che, secondo me, diventeranno appetibili per chi ha un budget “umano” solo nel Natale del 2013.

E il 3D senza occhiali? Sembra sparito, forse perché chi sta sviluppando la tecnologia si è accorto che gli attuali prototipi sono ideali per prodotti con schermi piccoli, per i quali sono già  stati realizzati oggetti commerciali (gli smartphone 3D di Htc e Lg, e la console portatile 3DS di Nintendo) ma che su schermi di grandi dimensioni la qualità  ottenibile è scarsa e di contrappasso ci si stanca velocemente la vista. Quindi per ora tutto tace in attesa di nuove scoperte. Qualche novità  in più, invece, per l’evoluzione dell’alta definizione, chiamata tecnologia 4K, in grado di offrire una risoluzione quattro volte superiore all’attuale Full HD. Anche in questo caso si tratta di prototipi di cui si è già  parlato e che ora finalmente fanno la loro comparsa come prodotti funzionanti ma che son previsti per un futuro abbastanza remoto, sia perché per ora costano troppo sia perché per molto tempo ancora non ci saranno contenuti a 4K con cui sfruttarli. Pensate anche a questo: se per la miglior qualità  in Full HD occorre un disco Blu-ray da circa 50 Gbyte, cosa servirà  per contenere tutti i dati di un film in 4K? Un disco da 1 Tbyte?

Il settore che ha proposto più prodotti nuovi (ma non innovativi) è quello dei tablet. Ce n’erano di tutti i tipi, con varie dimensioni dello schermo e soprattutto vari sistemi operativi. In attesa dell’iPad 3 che, secondo voci insistenti, dovrebbe vedere la luce dei banchi di vendita e le code degli acquirenti in marzo, al Ces le novità  più interessanti erano due. Innanzitutto la nuova versione del sistema operativo del tablet Black Berry che dovrebbe rivitalizzare le scarse vendite del prodotto di Rim dovute anche ai moltissimi problemi di gioventù, come il mancato supporto alla posta elettronica (la funzione che ha decretato il successo di Rim negli ambienti professionali). E poi i primi tablet con Windows 8. Sì, proprio il nuovo sistema operativo di Microsoft che sarà  rilasciato entro l’autunno e che al Ces era più presente sui tablet che sui desktop. Poche, invece, le novità  dal fronte Android, anche perché la nuova versione del sistema operativo, la 4.0, era stata annunciata prima del Ces.

Concludo con una provocazione: abbiamo trovato le innovazioni più interessanti dove non ci aspettavamo di trovarne. Frigoriferi con grandi schermi che fanno la lista della spesa o suggeriscono i cibi da consumare in base alla scadenza dei prodotti o alla dieta che si sta facendo; lavatrici con collegamenti Wi-Fi che inviamo messaggi sullo smartphone per informarvi sullo stato del lavaggio e che si connettono a Internet per controllare le fasce orarie delle tariffe energetiche e farvi consumare meno. Forni che “leggono” le ricette e impostano automaticamente il tipo e il tempo di cottura. E le App dagli smartphone/tablet sono prima passate ai televisori e ora sbarcano sugli elettrodomestici intelligenti. Che l’informatica si sia spostata in cucina?

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