Tecnologia: rimandata al 2015

La fine del 2014 è imminente e possiamo fare il punto della situazione sulle novità  tecnologiche che sono arrivate, ma soprattutto su quelle che non hanno visto la luce. Già , perché tralasciando gli annunci con cui ogni produttore decanta la superiorità  dei propri modelli come i migliori di sempre, di novità  reali se ne sono viste poche. Quelli appena trascorsi sono stati più che altro dodici mesi di decantazione per la maggior parte delle tecnologie informatiche e che hanno visto sfumare anche le poche opportunità  di innovazione vera che erano previste.

Sul fronte dei desktop e dei notebook, complice la stagnazione delle vendite, abbiamo assistito solo a piccoli ritocchi sul fronte della potenza di calcolo senza novità  significative. Le memorie Ddr4 sono arrivate sul mercato, ma mancano le piattaforme per utilizzarle; l’unica è quella top di gamma proposta da Intel, ma parliamo di un sistema desktop con un costo di qualche migliaio di euro.

Non c’è ancora nulla nel settore mobile dove la riduzione dei consumi offerta dalle Ddr4 rappresenta un elemento di forte interesse per innalzare l’autonomia dei dispositivi. Anche nel mercato dei tablet e degli smartphone è difficile trovare una novità  vera che possa essere ricordata come “il prodotto” del 2014; al di là  dell’aspetto estetico abbiamo assistito più che altro a evoluzioni di piattaforme ormai assodate.

L’elemento di discontinuità  poteva essere quello dei dispositivi wearable, ma tra i moltissimi che sono arrivati sul mercato è mancato proprio quello più interessante. Parliamo dei Google Glass, gli occhiali intelligenti che sono nelle mani degli sviluppatori da qualche tempo. Rispetto agli smartwatch e ai braccialetti dedicati al fitness offrono potenzialità  di sviluppo e di utilizzo molto più interessanti, ma il momento del loro sbarco nel mercato di massa sembra non arrivare mai.

Nell’attesa di vedere cosa ci riserverà  il 2015, segnaliamo come sembra ormai destinato al passato anche il concetto di convergenza vista la moltitudine di wearable in arrivo e la loro “naturale” tendenza a funzionare solo con alcuni dispositivi selezionati, tipicamente quelli prodotti dalla stessa azienda.

Michele Braga

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