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Tutti possono sbagliare: i dolori del giovane Sandy Bridge

Giorgio Panzeri | 25 Febbraio 2011

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Con la nuova piattaforma tecnologica, Intel avrebbe potuto avvantaggiarsi nel settore dei desktop e dei notebook. Ma non ha fatto […]

Con la nuova piattaforma tecnologica, Intel avrebbe potuto avvantaggiarsi nel settore dei desktop e dei notebook. Ma non ha fatto i conti con l’errata progettazione del chipset.

Su questo numero proponiamo un interessante articolo con le prime prove dei notebook nati attorno all’emergente tecnologia Sandy Bridge di Intel. Un’architettura in grado di determinare un vero e proprio salto di qualità  e potenza rispetto al passato recente. Ma non son tutte rose e fiori, perché il gigante statunitense della microelettronica si è trovato a dover far i conti con una progettazione non corretta del proprio chipset. E questo bug è imbarazzante per Intel quanto lo fu nel 1994 quello del Pentium. In quel caso la parte incriminata era la Fpu del processore (floating-point unit, ovvero l’unità  dedicata al calcolo in virgola mobile): un elaboratore che aveva nella precisione del calcolo matematico il suo punto di forza poteva sbagliare proprio a far di conto. Oggi, invece, un transistor mal progettato del chipset potrebbe far si che, in modo erratico, quello che si registra sui dischi fissi non sia sempre corretto. Il computer registra quello che vuole lui, non quello che hai deciso tu. Non male.

Riporto quello che abbiamo scritto sul sito: “Il problema risiede nella parte del controller Sata II del chipset, controller che, con il tempo, può presentare malfunzionamenti, errori di trasmissione dei dati e in genere un progressivo deterioramento della pulizia dei segnali sul canale e la riduzione delle prestazioni. Il problema risiede nella progettazione e realizzazione in fonderia del chipset stesso: in pratica il generatore di clock che controlla la frequenza di trasmissione dei dati è gestito da un transistor che è alimentato a una tensione troppo elevata per le proprie caratteristiche. Di conseguenza le correnti parassite (di leakage, correnti che fluiscono nel transistor in maniera non voluta) sono superiori a quanto previsto nel progetto e portano a una progressiva usura del componente”.

È un po’ tecnico, ma in sostanza significa che è un problema di progettazione del chipset (e non del processore) che ha determinato il terremoto in casa Intel. E a ben guardare, se fosse stato un problema del processore forse sarebbe stato meglio. Sì, perché il chipset è sempre saldato sulla scheda madre mentre il processore spesso trova alloggiamento nel suo zoccolo. Il problema al chipset ha significato per Intel dover recuperare tutte le schede madri realizzate dai vari produttori (per desktop ma anche per notebook) e gettarle alle ortiche. Infatti, a causa dei processi di saldatura sulle moderne schede madri multi-layer, è più costoso dissaldare un componente e saldarne uno nuovo che non produrre una nuova scheda madre. Secondo alcuni analisti statunitensi questo scherzetto costerà  a Intel circa un miliardo di dollari. Oltre 700 milioni di dollari saranno spesi solo per recuperare (e risarcire) ciò che era già  stato distribuito e i pezzi che erano già  stati venduti. Nel miliardo sono poi previsti circa 300 milioni di dollari per il mancato introito, ma non sono tenuti in conto il danno d’immagine (calerà  la fiducia dei consumatori?) e soprattutto il mancato vantaggio competitivo. Già , perché AMD era in ritardo con lo sviluppo della sua architettura concettualmente simile a Sandy Bridge ma grazie al bug del chipset Intel guadagna circa due mesi di progettazione e produzione.

Comunque, non possiamo che lodare l’approccio del gigante di Santa Clara (California) che non ha nascosto la testa sotto la sabbia ma ha affrontato di petto il problema per risolverlo (mettendo sul piatto un bel miliardo di dollari). E pensate che la stessa Intel stima che gli errori potrebbero presentarsi solo dopo un periodo di circa tre anni, e solo sul 5-15% dei chipset finora prodotti. Quindi una percentuale minima anche se non trascurabile. Ma, pur con pochi prodotti non funzionanti il danno d’immagine sarebbe stato travolgente e non oso pensare alle cause a cui Intel avrebbe dovuto far fronte.

La morale di tutto ciò è comunque interessante: tutti possono sbagliare, l’importante è capire l’errore e cercare di riparare il prima possibile. Come ha fatto Intel, con classe e senza nascondersi dietro inutili giustificazioni. •

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Samsung Galaxy Note 7: storia di un fallimento

Michele Braga | 12 Ottobre 2016

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La vita del Samsung Galaxy Note 7 è durata meno di due mesi dall’inizio della sua commercializzazione. Samsung ha annunciato […]

La vita del Samsung Galaxy Note 7 è durata meno di due mesi dall’inizio della sua commercializzazione. Samsung ha annunciato il Galaxy Note 7 il 2 agosto 2016 – potete leggere la nostra news a questo link – e ha ufficialmente cominciato le vendite dello smartphone il successivo 19 agosto 2016; il 10 ottobre 2016 l’azienda Sudcoreana ha bloccato le vendite del dispositivo a livello globale per poi annunciare ufficialmente che dall’11 ottobre 2016 la produzione del Galaxy Note 7 è stata terminata in modo definitivo. A seguito di ciò, l’azienda sudcoreana ha chiesto a tutti gli operatori telefonici e a tutti i rivenditori di sospenderne la vendita.

Samsung Galaxy Note 7

L’immagine del Galaxy Note 7, il top di gamma di Samsung con pennino e tanta tecnologia per rivaleggiare con gli iPhone 7 e l’iPad Pro di Apple.


Di seguito il comunicato ufficiale diramato da Samsung Italia:
A tutela della sicurezza dei consumatori, che è da sempre la priorità  di Samsung ed elemento fondante del suo impegno, per garantire i più alti standard di affidabilità  e qualità , l’azienda ha deciso di interrompere la vendita e la produzione del Galaxy Note7 e il programma di sostituzione di questi dispositivi, invitando i consumatori a spegnere i Galaxy Note7 in proprio possesso e riconsegnarlo al punto vendita presso il quale è stato acquistato.
A livello internazionale, stiamo lavorando con organismi di regolamentazione competenti per investigare i casi recentemente segnalati che coinvolgono esclusivamente il modello Galaxy Note7.
Poiché la sicurezza dei consumatori rimane la nostra massima priorità , Samsung ha chiesto a livello globale a tutti gli operatori telefonici e ai distributori partner, di interrompere le vendite e le sostituzioni dei Galaxy Note7.
Relativamente al mercato italiano, il prodotto non è mai stato ufficialmente messo in commercio, se non attraverso una prima fase di pre-ordine di circa 4.000 unità , di cui consegnate meno della metà . Per agevolare il processo di ritiro del Galaxy Note7, Samsung Electronics Italia ha messo a disposizione alcuni servizi tra cui: servizio di ritiro del prodotto, servizio di assistenza dedicato al numero verde 800 025 520, sito dedicato https://www.samsung.com/it/note7exchange/.
A tutti i consumatori, che hanno effettuato il pre-ordine, Samsung Electronics Italia garantisce il rimborso totale e immediato dell’importo versato. Sempre a questi consumatori, verranno inoltre spediti subito dopo la restituzione del Galaxy Note7, i premi promessi in fase di pre-ordine.”

Qui potete leggere quanto dichiarato da Carlo Barlocco Presidente di Samsung Electronics Italia:
Siamo un leader tecnologico responsabile e fortemente impegnato nel far sentire i nostri clienti in ogni istante sicuri, entusiasti e ispirati, mantenendo alta l’eccellenza dei nostri prodotti. Vogliamo dimostrare di essere concretamente vicini ai nostri consumatori italiani e per questo stiamo lavorando ad un programma dedicato per ringraziarli della fiducia che ci stanno dimostrando”.


Il Galaxy Note 7 in breve

Abbiamo avuto modo di provare il nuovo Note durante la presentazione italiana, perché rispetto al Note 5 che non è mai arrivato in Europa, il Note 7 è stato commercializzato anche a questo link trovate le nostre prime impressioni. Questo smartphone o meglio questo phablet è sottile (7,9 mm) e con 169 grammi è appena più leggero del Note 5 (che è spesso 7,6 mm e pesa 171 grammi). Il display da 5,7″ con risoluzione di 2.560 x 1.440 pixel, sempre con tecnologia Super Amoled, è invece simile per dimensioni ma è più arrotondato ai bordi.
All’interno c’è un potente processore Samsung Exynos 8890, di tipo octa core: quattro core sono Cortex-A53 a 1,6 GHz, altri quattro sono M1 a 2,3 GHz. La Ram è di 4 Gbyte mentre lo storage interno è di 64 Gbyte (unica configurazione disponibile), ulteriormente espandibili tramite una scheda micro Sd con capacità  massima di 256 Gbyte.
La fotocamera è quella del Galaxy S7, dunque con sensore da 12 Mpixel, obiettivo F/1.7 e stabilizzatore ottico. Una modalità  Pro permette di avere pieno controllo sui parametri di scatto (apertura, esposizione, fuoco, bilanciamento del bianco e via dicendo). La fotocamera frontale è, invece, da 5 Mpixel.
Altra novità  è il passaggio allo standard Usb Type-C per il connettore dati/ricarica. In ogni caso Samsung fornisce in dotazione un adattatore Micro Usb. La capacità  della batteria – non sostituibile – è di 3.500 mAh contro i 3.000 del Note 5 e permette la ricarica wireless.

Samsung Galaxy Note 7

Una delle tante immagini pubblicate in rete che mostra un Galaxy Note 7 difettoso dopo i danni causati dal malfunzionamento della batteria.

La storia del Galaxy Note 7

Subito dopo l’annuncio avvenuto nel mese di agosto, Samsung ha registrato ordinativi record che hanno ritardato la disponibilità  dello smartphone in alcuni stati, ma che allo stesso tempo hanno indicato il forte interesse degli utenti finali verso questo prodotto. Il nuovo top di gamma di Samsung sembrava quindi avere tutte le carte in regola per trasformarsi in un successo, ma come sappiamo tutto ciò non è accaduto. Quello che è successo, invece, è che il Galaxy Note 7 si è trasformato dapprima in un problema per Samsung fino a prendere le forme di un vero disastro per l’azienda.
Già  dopo le prime settimane di commercializzazione, infatti, si sono verificati diversi casi nei quali le nuove unità  Galaxy Note 7 hanno preso fuoco. In pochi giorni Samsung ha ricevuto 92 segnalazioni provenienti dagli Stati Uniti riguardanti il surriscaldamento della batteria presente all’interno dello smartphone; 26 segnalazioni facevano riferimento a unità  che hanno preso fuoco, mentre 55 segnalazioni riferivano di danni provocati dallo smartphone. Tra queste segnalazioni ha fatto scalpore quella di un residente della Florida che ha dichiarato che il proprio Galaxy Note 7 ha preso fuoco all’interno dell’autoveicolo durante la fase di ricarica della batteria.

All’inizio di settembre, Samsung ha quindi deciso per una prima sospensione delle vendite del Galaxy Note 7 per avere il tempo di verificare la fonte del problema nel tentativo e con la speranza di riuscire a isolare e risolvere la causa dei malfunzionamenti rilevati dagli utenti. Negli stessi giorni la CPSC (Consumer Product Safety Commission) degli Stati Uniti ha consigliato a tutti i possessori di Galaxy Note 7 di spegnere lo smartphone e di non utilizzarlo.
Negli stessi giorni le principali compagnie aeree, seguite a ruota anche da molte altre, hanno dato istruzioni al personale aeroportuale di terra e al personale di volo per controllare che tutti i terminali Galaxy Note 7 fossero spenti dal momento dell’imbarco e fino allo sbarco dall’aereo.

Questi fatti di per sé hanno contribuito a creare l’immagine di un dispositivo pericoloso e hanno costretto Samsung a correre ai ripari in modo più energico. L’azienda ha così richiamato circa 2,5 milioni di unità  vendute prima del 15 settembre e ha avviato una campagna di sostituzione convinta di essere riuscita a risolvere il problema. Quest’ultimo sarebbe stato a carico della batteria e più precisamente dovuto a una non corretta separazione degli elementi interni.
Con un aggiornamento software rilasciato sempre nel mese di settembre, Samsung ha cercato di aiutare i propri clienti a riconoscere se il dispositivo in loro possesso rientrava tra quelli destinati al richiamo oppure se era un’unità  non affetta dal problema.
Il Journal ha riportato una fonte secondo la quale il 60% delle unità  difettose vendute negli Stati Uniti e in Korea sono state sostituite e che il 90% di questi clienti ha optato per ricevere un nuovo Galaxy Note 7 piuttosto che un rimborso della spesa sostenuta o un differente modello di smartphone.
La vendita del Galaxy Note 7 è così ripresa nell’ultima parte di settembre, dopo che Samsung ha sostituito le batterie difettose con quelle proveniente da un altro fornitore.

Purtroppo come è noto, anche alcune delle nuove unità  in commercio, così come alcune delle unità  sostituite hanno fatto registrare casi di surriscaldamento e di incendio. A questo punto il colosso Sudcoreano si è trovato costretto a prendere una decisione drastica sia per la sicurezza dei propri clienti sia per non aumentare la portata del colpo all’immagine del marchio aziendale.
Il 9 ottobre Samsung ha così smesso di sostituire i Galaxy Note 7 con nuove unità ; il giorno successivo, il 10 ottobre, ha annunciato lo stop delle vendite in tutti i mercati presidiati per poi confermare, l’11 ottobre 2016, il blocco definitivo della produzione del Galaxy Note 7.

La fine del brand Galaxy Note?

Il fallimento del Galaxy Note 7 ha segnato per sempre il marchio Note portato avanti da Samsung all’interno del proprio portafoglio di prodotti e quasi sicuramente non assisteremo al lancio di un nuovo Note. La richiesta di spegnere per questioni di sicurezza un dispositivo elettronico al momento dell’imbarco su un aereo è un qualcosa che rimane impresso nella mente di tutti (è successo qualche giorno fa anche a me su un volo Lufthansa) e per tutti ormai il Galaxy Note 7 è uno dispositivo pericoloso.
In borsa, l’impatto sul titolo dell’azienda è stato devastante: gli investitori hanno bruciato in pochi giorni più di 14 miliardi di dollari e Samsung ora si trova ad affrontare le spese per ritirare tutti i dispositivi in circolazione e per rimborsare i clienti e gli operatori telefonici.

Samsung Galaxy Note 7 borsa

Il crollo del titolo di Samsung Electronics in borsa

Il faticoso recupero dei Galaxy Note 7

Per rientrare in possesso di tutte le unità  vendute, Samsung sta inviando ai clienti (almeno a quelli che in grado di rintracciare) un kit appositamente realizzato per imballare in modo sicuro il Galaxy Note 7. Dopo aver inserito il dispositivo – spento – all’interno di una busta antistatica e di una piccola scatola, questa deve essere inserita all’interno di una seconda scatola rivestita di materiale isolante. Questa ha lo scopo di prevenire che lo smartphone e la batteria si scaldino a causa della temperatura esterna ed evitare che possano prendere fuoco durante il trasporto. Quest’ultimo deve avvenire tassativamente attraverso mezzi di terra e al momento non è chiaro dove le unità  saranno inviate e come saranno poi smaltite dall’azienda.

Samsung Galaxy Note 7

Il foglio presente nel kit di restituzione del Samsung Galaxy Note 7. Come si vede l’ultima immagine indica che il trasporto deve avvenire via terra.

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BergamoScienza, gli eventi in streaming per tutti

Michele Braga | 28 Settembre 2016

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Tutto è pronto per la XIV edizione di BergamoScienza, il festival che parla a ai grandi e ai piccoli di scienza, tecnologia, informatica e tanto altro ancora.

Il prossimo 1 ottobre prenderà  il via BergamoScienza che fino al 16 ottobre offirà  una serie di eventi gratuti per tutti gli appassionati di scienza e tecnologia, ma non solo. Gli eventi saranno localizzati principalmente nella città  di Bergamo (un esempio è il Teatro Donizetti), ma anche in molti istituti scolastici, spazi industriali e ex siti industriali (Villaggio Crespi d’Adda, patrimonio Unesco) sparsi nella provincia di Bergamo. Alcune delle conferenze in calendario – le trovate qui sotto – potranno essere anche seguite in diretta streaming via Internet così da renderle accessibili non solo a chi può raggiungere la città , ma a tutti gli interessati, ovunque si trovino.
Uno degli aspetti più interessanti di questa manifestazioni consiste nel coinvolgimento degli studenti degli istituti di istruzione superiore che, oltre a presentare i propri progetti all’interno degli spazi scolastici, faranno anche da guide a da ciceroni al pubblico all’interno di spazi allestiti come laboratori di sperimentazioni tanto per i più piccoli così come per gli adulti.

Il calendario online dal quale è possibile prenotare il proprio ingresso gratuito all'evento al quale volete prendere parte.

Il calendario online dal quale è possibile prenotare il proprio ingresso gratuito all’evento al quale volete prendere parte.

Sul sito della manifestazione trovate tutti i dettagli e il calendario degli eventi con spettacoli, conferenze ed eventi collaterali. L’accesso agli eventi è grautito previa registrazione e prenotazione che può essere fatta direttamente dal sito una volta espletata la procedura di registrazione. Se siete nelle vicinanze di Bergamo vi consiglio – e non solo perché sono bergasco – di non mancare e di cogliere l’occasione per visitare anche la città  e le mura che sono lizza per entrare a far parte del patrimonio dell’Unesco.
Negli anni passati ho avuto tempo di parteciapare ad alcuni degli eventi e sono sempre rimasto soddisfatto e colpito dall’organizzazione e dall’eccellente livello delle conferenze e dei temi trattati. Quest’anno, molti degli eventi sono incentrati alla tecnologia e trattano tematiche come l’intelligenza artificiale, l’IoT (Internet of Things), il mondo dei makers e dei droni come altri temi legati più strettamente al territorio locale.

L’Associazione BergamoScienza nasce nel 2005, in seguito al grande successo riscosso dalle prime due edizioni (2003 e 2004) dell’omonimo Festival scientifico. I promotori del Festival BergamoScienza, amici di vecchia data e Soci dell’Associazione per la cultura SINAPSI, avevano scelto nel 2003 di dare vita a una manifestazione finalizzata alla divulgazione culturale e scientifica. Due anni dopo, insieme alle Istituzioni pubbliche e private che con loro avevano promosso le prime due edizioni del Festival, il gruppo ha fondato l’Associazione, un’organizzazione no profit nata, appunto, per organizzare la manifestazione omonima.

Gli appuntamenti di BergamoScienza

Il calendario della manifestazione BergamoScienza è ricco di eventi dedicati sia agli adulti sia ai più giovani. Si spazia da appuntamenti divulgativi per avvicinarsi al mondo della scienza e della tecnologia a conferenze tematiche di alto livello con ospiti e relatori di calibro nazionale e internazionale.
Tra questi vi segnaliamo quelli che più si avvicinano al settore informatico e scientifico, lasciandovi il gusto di scorrere l’intero calendario per scovare quelli che invece stimolano la vostra curiosità  o che si avvicinano maggiormente ai vostri interessi personali. C’è ne davvero per tutti i gusti: si va dalla scienza pura ai droni.

Gli eventi di BergamoScienza che potete seguire in streaming

Oltre agli appuntamenti per i quali è richiesta una presenza nel luogo dell’evento, ci sono conferenze che possono essere seguite in streaming video da un qualunque dispositivo connesso a Internet. Se non avete quindi l’occasione o la possibilità  di essere a Bergamo o in provincia nei giorni di BergamoScienza, potete comunque seguire le conferenze principali dal computer, dal tablet o dallo smartphone, anche in mobilità  o dall’estero.


BergamoScienza BigData

BIG DATA: LA RIVOLUZIONE DIGITALE NELLA SCIENZA E NELLA SOCIETA’ (relatore Mario Rasetti – Professore Emerito di Fisica Teorica – Politecnico di Torino)
È tempo di trasformate il problema ‘Big Data’ in una ‘Big Science’ della cultura digitale, amalgamando i dati con le teorie e i modelli con cui li elaboriamo. Questa produrrà  una progressiva fusione fra discipline scientifiche oggi diverse, basata sulla condivisione di una stupefacente quantità  d’informazioni provenienti da domini differenti della conoscenza, e ci fornirà  così gli strumenti per fare predizioni in aree diverse, apparentemente scorrelate, definendo nuove professionalità  e domini del pensiero. Un’impresa, questa, che però – ancora una volta – non può che essere aperta e trasparente, fondata su rigidi principi etici, al fine di evitare monopoli o sfruttamento colpevole dei dati socio-economici, e federata, appunto perché interdisciplinarità  comporta lo sforzo congiunto di molte competenze.
Potete seguire l’evento in streaming collegandovi a questo link il 2 ottobre prossimo dalle ore 16.20 alle ore 18.00.


BergamoScienza Xylella

IL CASO XYLELLA (relatori Roberto Bassi – Professore Ordinario di Biochimica e Fisiologia Vegetale al Dipartimento di Biotecnologie – Università  di Verona / Giovanni Martelli – Professore Emerito di Scienze Agrarie presso l’Università  di Bari / Amedeo Santosuosso – Presidente Centro di Ricerca Interdipartimentale ECLT – Università  di Pavia)
La moria degli ulivi in Puglia è causata dal batterio Xylella fastidiosa subsp. pauca. L’insorgenza di questa nuova malattia dell’ulivo, pur mettendo a rischio l’intera ulivicoltura mediterranea (in Italia gli ulivi coltivati raggiungono il numero di 200 milioni), non rappresenta un evento del tutto inatteso: negli ultimi 30 anni, infatti, nelle Americhe Xylella è stata l’agente di nuove “emerging diseases” di diverse piante coltivate. L’evento si tramuta in caso quando una disputa tecnico-scientifica sull’agente eziologico del disseccamento dell’ulivo sfocia i) in forti contrapposizioni tra gruppi di ricercatori, ii) in interventi legislativi nazionali e regionali che delineano un piano di azione che contempla anche abbattimenti di piante infette e di quelle contigue, iii) in interventi della Procura di Lecce che coinvolgono le responsabilità  di funzionari nazionali e regionali, nonché di ricercatori, interventi seguiti da iv) sequestro e recentemente dissequestro degli ulivi da abbattere come previsto da normative europee in materia di patogeni da quarantena.
Potete seguire l’evento in streaming collegandovi a questo link il giorno 8 ottobre dalle ore 9.30 alle ore 11.00.


BergamoScienza Intelligenza Artificiale

UMANI VIRTUALI E ROBOT SIMILI AGLI UOMINI: NADINE ED EDGAR (Nadia Magnenat Thalmann – Director of the IMI Institute for Media Innovation – Nanyang Technological University of Singapore)
In questi ultimi anni, si è posta molta attenzione al ruolo dell’essere umano nell’interazione uomo-robot e/o con ambienti virtuali 3D (es. ambienti di Realtà  Virtuale in genere). Quindi diventa importante capire come essere umani, robot ed essere umani virtuali posso interagire tra di loro in modo naturale per migliorare la presenza fisica e tutti gli aspetti sociali che caratterizzano le interazioni umane. In quest’ambito i robot sociali stanno attirando sempre più attenzione. Con l’invecchiamento della popolazione, i robot sociali potrebbero essere utilizzati per fornire un’assistenza continua e personalizzata alle persone anziane e rappresentare una delle tecnologie future per i servizi della sanità . Nadine è robot sociale sviluppato dal gruppo di ricerca di Nadia Thalmann, direttrice dell’Institute for Media Innovation del Nanyang Technological University, Singapore. E’ un umanoide dotato di pelle artificiale che sembra quasi una persona che possiede una personalità  ed è in grado di visualizzare emozioni ed eseguire gesti naturali.
Potete seguire l’evento in streaming collegandovi a questo link il giorno 8 ottobre dalle ore 11.30 alle ore 13.00.


BergamoScienza

LA DEMOCRAZIA DEI CREDULONI (relatore Gerald Bronner – Professore di Sociologia, Membro dell’Accademia delle Tecnologie, Autore – Università  di Parigi Diderot, Istituto Universitario di Francia)
Perché miti di complotto sembrano conquistare lo spirito dei nostri contemporanei? Perché ci si fida sempre meno degli uomini di scienza? Come possono, in linea di massima, dei fatti immaginari, inventati o perfino francamente menzogneri arrivare a diffondersi nella sfera pubblica in modo globale, come possono farci credere a tutto e a qualsiasi cosa, a modificare le decisioni dei politici, insomma a plasmare una parte del mondo in cui viviamo? Non era ragionevole sperare che con la libera circolazione d’informazioni e l’aumento generalizzato del livello di studio, le società  democratiche avrebbero teso a una forma di saggezza collettiva? Ecco alcune domande alle quali questa conferenza cercherà  di rispondere.
Potete seguire l’evento in streaming collegandovi a questo link il giorno 8 ottobre dalle ore 15.00 alle ore 16.30.


BergamoScienza Asteroidi

ASTEROIDI: PERICOLO DI IMPATTO E OPPORTUNITA’ PER L’ESPLORAZIONE SPAZIALE (relatorie Ian Carnelli – Responsabile del General Studies Program
ESA Agenzia Spaziale Europea / Fabio Favata – Coordinatore Programma Scientifico ESA – ESA Agenzia Spaziale Europea / Ettore Perozzi – Deimos Space / Marco Tantardini – Unità  Tecnica di Presidenza – ASI Agenzia Spaziale Italiana)
Gli asteroidi sono corpi affascinanti, racchiudono informazioni uniche circa la formazione del sistema solare e in definitiva sulle nostre origini. Sono anche una traccia importante della storia del nostro sistema solare caratterizzata da importanti collisioni che hanno giocato un ruolo fondamentale durante la sua formazione. Capirne la loro natura, inclusi i loro processi collisionali, fornisce importanti indizi sull’evoluzione del sistema solare. Inoltre, molti asteroidi possono essere raggiunti con energia inferiore rispetto persino la Luna. Questo fatto, insieme al loro potenziale valore economico derivante dall’estrazione di risorse minerali, fa degli asteroidi degli oggetti che stanno ricevendo un’attenzione sempre maggiore sia da parte delle agenzie spaziali che da investitori privati, ben al di la dell’attenzione dovuta alla possibile minaccia di un impatto come ci ricorda il recente evento avvenuto a Chelyabinsk. Nella conferenza si discuterà  del ruolo chiave che gli asteroidi giocano nell’avventura umana dell’esplorazione spaziale.
Potete seguire l’evento in streaming collegandovi a questo link il giorno 9 ottobre dalle ore 9.30 alle ore 11.


BergamoScienza Onde Gravitazionali

ONDE GRAVITAZIONALI (relatori Laura Cadonati – Professore Associato di Fisica – Georgia Institute of Technology / Eugenio Coccia – Professore Ordinario di Fisica Sperimentale, Direttore della scuola internazionale di dottorato e centro di studi avanzati “Gran Sasso Science Institute” – Università  di Roma “Tor Vergata”, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare a L’Aquila / Adalberto Giazotto)
Il 14 settembre del 2015, l’antenna gravitazionale LIGO ha rivelato per la prima volta in maniera diretta il passaggio di un’onda gravitazionale, generata dalla collisione tra due buchi neri avvenuta a quasi un miliardo e mezzo di anni-luce dalla Terra. Si è trattato di una straordinaria, ennesima conferma della teoria della relatività  generale di Einstein, avvenuta dopo quasi un secolo di ricerche e frutto di complicate tecniche sperimentali. Ma anche dell’inizio di una nuova era, quella dell’astronomia gravitazionale: quali aspetti ancora sconosciuti dell’universo potrà  svelarci?
Potete seguire l’evento in streaming collegandovi a questo link il giorno 9 ottobre dalle ore 11.30 alle ore 13.00.


BergamoScienza Ignoto

NELL’IGNOTO (relatori Henry Gee – Senior Editor, autore – Rivista internazionale “Scienze Biologiche” / Telmo Pievani – Università  degli Studi di Padova, Comitato Scientifico Associazione BergamoScienza)
Molte persone pensano che la scienza sia solo accumulare fatti e fare avanzare la conoscenza. Niente di più sbagliato. Più nuove scoperte facciamo, più c’è da scoprire. La scienza non si occupa di verità  ma di dubbio; non di conoscenza ma di ignoranza; non di fatti rivelati ma di incertezze. Vi racconterò come le nuove scoperte abbiano rivelato possibilità  fino ad ora non immaginate (e non immaginabili), rendendo la storia dell’evoluzione umana più vasta e più eccitante del quadro precedente di una fila di specie connesse da ‘anelli mancanti’. La scienza è un viaggio nell’ignoto. Per favore, non ne siate spaventati – siate elettrizzati.
Potete seguire l’evento in streaming collegandovi a questo link il giorno 9 ottobre dalle ore 15.00 alle ore 16.30.


BergamoScienza Maker Arduino

MAKER MADE IN ITALY – MASSIMO BANZI PRESENTA ARDUINO (relatorei Massimo Banzi – Cofondatore Progetto Arduino, Docente Interaction Design, Visiting Professor SUPSI Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana di Lugano, CIID Copenhagen Institute of Interaction Design di Copenhagen)
Arduino è un’idea italiana, il primo esempio di successo di hardware e software open source. La piccola scheda elettronica nata nel 2005 piace alla gente perché è economica, facile da programmare ed estendibile. È stata applicata nell’ambito della ricerca, della formazione, della prototipazione industriale. Inoltre, Arduino è stato decisivo per la nascita e lo sviluppo su scala planetaria del movimento dei maker, innovatori DIY (do it yourself, fai-da-te) che rendono reali le loro idee attraverso le tecnologie digitali (una su tutti, la stampa 3D). L’idea di Massimo Banzi compie quest’anno il suo primo decennio di vita. Sarà  proprio Massimo Banzi a raccontarci la genesi di quest’idea – nata in Italia dal lavoro di un team internazionale – e di come questa abbia cambiato e continui a cambiare il modo di fare innovazione.
Nota: Agli ingegneri iscritti all’Ordine che parteciperanno all’evento sarà  rilasciato 1 CFP (credito formativo) da parte dell’Ordine degli Ingegneri di Bergamo.
Potete seguire l’evento in streaming collegandovi a questo link il giorno 9 ottobre dalle ore 17.00 alle ore 18.30.


BergamoScienza Spazio

SPACE 4.0: LA NUOVA ERA DELL’EUROPA NELLO SPAZIO (relatore Kai-Uwe Schrogl – Capo delle Relazioni con il Dipartimento degli Stati Membri – ESA, European Space Agency Paris, France)
L’Europa sta entrando una nuova e affascinante era nell’utilizzo dello spazio: Space 4.0. Questa nuova era è caratterizzata da innovazione, informazione, ispirazione e interazione. La presentazione guiderà  il pubblico attraverso i risultati che la società  si può aspettare da Space 4.0 nei campi di scienza, esplorazione e applicazioni. Ci racconterà  la storia di come lo spazio stia cambiando la vita dei cittadini e di come lo spazio sia parte dei trend generali dell’era di internet. Space 4.0 fornisce inoltre un ruolo per l’Europa di leader in specifiche imprese globali nello spazio. Con questo, un ulteriore traguardo oltre all’eccellenza scientifica e al miglioramento tecnologico può essere raggiunto, che è anche più prezioso che nel recente passato: l’identità  Europea.
Potete seguire l’evento in streaming collegandovi a questo link il giorno 16 ottobre dalle ore 9.30 alle ore 11.00.


BergamoScienza Statistica

STATISTICA E OPINIONE – LA SCIENZA DEI SONDAGGI TRA RIGORE METODOLOGICO E RESPONSABILITA’ SOCIALE (relatori Paolo Natale – Sociologo, Sondaggista, Docente di Metodologia delle Scienze Sociali, Consulente Metodologico Università  degli Studi di Milano – Ipsos / Nando Pagnoncelli – Presidente e Amministratore Delegato Ipsos; Comitato Scientifico Bergamo Festival “Fare la Pace” Ipsos – Bergamo Festival)
I sondaggi d’opinione si sono affermati meno di un secolo fa e si avvalgono del contributo di varie discipline: statistica, sociologia, antropologia, psicologia, linguistica. A fronte delle difficoltà  crescenti che i sondaggi incontrano – distorsioni campionarie, limiti degli strumenti di rilevazione, volatilità  delle opinioni – rendendo meno affidabili le stime e meno credibile lo strumento, gli istituti demoscopici sono chiamati a innovare, mediante l’interconnessione dei saperi, l’utilizzo delle nuove tecnologie e l’ibridazione dei metodi, per esempio utilizzando le neuroscienze al fine di rilevare le reazioni passive agli stimoli informativi da parte degli individui. Rigore scientifico e responsabilità  sociale sono due elementi imprescindibili per garantire ai sondaggi la reputazione che meritano.
Potete seguire l’evento in streaming collegandovi a questo link il giorno 16 ottobre dalle ore 14.30 alle ore 16.00.


BergamoScienza Spazio

ITALIA SU MARTE CON LO SGUARDO SU GIOVE
L’Agenzia Spaziale Italiana, con il mondo dell’industria e della ricerca nazionale, è protagonista assoluta dell’esplorazione planetaria e del sistema solare. La conferenza si svolge a due settimane dalla conclusione della missione Rosetta sulla cometa 67P e in concomitanza con il momento culminante della missione europea Exomars, ovvero il rilascio del lander Schiaparelli destinato a poi a posarsi sulla superficie di Marte il 19 ottobre; lo stesso giorno in cui la sonda Juno della NASA, con a bordo sofisticata tecnologia italiana, inizierà  a percorrere la sua prima orbita scientifica intorno a Giove.
Potete seguire l’evento in streaming collegandovi a questo link il giorno 16 ottobre dalle ore 16.30 alle ore 18.00.


BergamoScienza Arte

AVVENTURE AI CONFINI TRA ARTE E SCIENZA (relatrice Kate Nichols – Pittrice)
L’artista e fellow del TED Kate Nichols ci lascerà  spiare dietro le scene della sua attività  unica, che lei conduce al permeabile (e spesso confuso) confine tra scienza ed arte. Il lavoro di Nichols attinge dalla lunga tradizione di artisti che hanno sviluppato i propri mezzi espressivi. Lei sostiene che vivendo come facciamo, nel pieno di una rivoluzione in nano- e biotecnologie, gli artisti debbano giocare un ruolo fondamentale in questa trasformazione. Per di più, siccome gli artisti sono all’altezza della situazione, i confini che definiscono il dominio dell’artista verranno ridisegnati.
Potete seguire l’evento in streaming collegandovi a questo link il giorno 16 ottobre dalle ore 18.30 alle ore 20.00.

Se avete tempo vi consiglio di partecipare agli eventi di persona, oltre ad avere la possibilità  di entrare in contatto con le persone che condividono i vostri stessi interessi sarà  l’occasione per passare qualche ora all’aperto e per vedere spazi vecchi e nuovi della città  e della provincia.

mercato

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Apple, Google e Microsoft dominano il mercato

Laura Nuonno | 4 Agosto 2016

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Dieci anni fa il mondo era un posto diverso: gli smartphone come noi li conosciamo non erano ancora stati inventati, […]

Dieci anni fa il mondo era un posto diverso: gli smartphone come noi li conosciamo non erano ancora stati inventati, Facebook era gli esordi e la compagnia petrolifera statunitense Exxon Mobil (in Europa nota col marchio Esso) valeva sei volte Apple. Sono bastati pochi anni per cambiare tutto. Venerdì scorso per poche ore la borsa americana ha visto accadere qualcosa senza precedenti: alle 10:50 del mattino i listini mostravano la capitalizzazione di mercato di Apple, Alphabet (Google) Microsoft, Amazon e Facebook ai primi cinque posti sorpassando così proprio il colosso del petrolio Exxon Mobil. Che cosa rende questo fatto degno di nota? Semplice: che per la prima volta le prime cinque aziende con il valore di mercato più alto del mondo sono tutte aziende operanti nel settore della tecnologia. Per essere chiari questa classifica si riferisce al valore complessivo delle azioni di una società  quotata. Nessuno ottiene un premio per essere al primo posto, ed essere i primi non significa essere l’azienda che guadagna di più al mondo. Il primo posto è quello semplicemente della società  le cui azioni valgono di più quando si moltiplica il prezzo di ogni azione per il numero totale delle azioni in circolazione.

 

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La cosa importante è quello che rappresenta questa classifica: le cinque aziende tecnologiche più importanti in Usa sorpassano tutte le altre in termini di valore di mercato. E anche se Exxon Mobil ha riconquistato poco dopo  la Top 5 scalzando al sesto posto il social network di Zuckerberg (vedi il grafico più sotto), la composizione della lista illustra chiaramente quanto oggi gli investitori siano più fiduciosi sul futuro della tecnologia rispetto a quello del settore dell’energia. Qualcuno potrebbe considerarla una bolla tecnologica. Forse, ma lo dicevano già  cinque anni fa. Se di bolla si tratta sembra essere piuttosto resistente.

 

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