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MIT e Stanford: ecco Rovables, i robot che restano sui vestiti

Davide Micheli | 25 Ottobre 2016

Wearable

Diamo uno sguardo oggi ad una interessante novità  che giunge dal MIT e dalla Stanford University: si tratta dei Rovables, dei piccoli robot che restano sui vestiti.

Dopo il Project Jacquard di Big G, ecco Rovables del MIT e della Stanford University, un esperimento condotto tra i due famosi atenei americani che punta a realizzare degli speciali robot di piccole dimensioni che, muovendosi ed agendo in maniera autonoma, riescono sempre a restare a contatto con i vestiti, adattandosi a “vivere” sugli stessi come se ne fossero parte integrante.

I prototipi realizzati dalle due università  presentano delle caratteristiche che rendono i robot non ideali per un uso nella vita di tutti i giorni, tuttavia, dando uno sguardo al video in vengono mostrate delle applicazioni pratiche degli stessi (lo trovate al termine dell’articolo) potrete farvi un’idea ben precisa sul potenziale futuro di questi piccoli robot.

Rovables potrebbero infatti essere impiegati per gestire l’apertura e la chiusura delle zip, o ancora, potrebbero diventare gli assistenti perfetti di chi non vole perdere tempo per mettersi e levarsi la sciarpa, per non parlare di come questi piccoli robottini potrebbero diventare una sorta di piccolo schermo, qualora fossero in grado di assemblarsi tra di loro.

Inutile dire che i piccoli robot potrebbero poi interfacciarsi con la maggior parte dei device attualmente disponibili sul mercato, reagendo per esempio a particolari notifiche, telefonate ricevute o, ancora, a particolari informazioni e dati raccolti da eventuali device wearable come possono essere i fitness tracker.

Volete dare un’occhiata al futuro? Guardate il seguente video: buona visione a tutti!

Realme Watch S Pro

Wearable

Realme Watch S Pro, schermo AMOLED e GPS

Luca Colantuoni | 23 Dicembre 2020

Realme Smartwatch Wearable

Il Realme Watch S Pro è uno smartwatch con cassa in acciaio inossidabile, schermo AMOLED da 1,39 pollici, GPS e cardiofrequenzimetro.

Il produttore cinese ha annunciato un nuovo smartwatch in India. Il Realme Watch S Pro è la versione premium del Realme Watch S venduto anche in Italia. Tra i miglioramenti spicca lo schermo AMOLED. Non è noto se e quando arriverà nel nostro paese.

Il Realme Watch S Pro possiede un design simile a quello del Watch S, ma la ghiera è più appariscente. La cassa dello smartwatch è in acciaio inossidabile, mentre il cinturino è in silicone o pelle vegana. Lo schermo AMOLED ha una diagonale di 1,39 pollici e una risoluzione di 454×454 pixel. A titolo di confronto, il Watch S ha una cassa in lega di alluminio e uno schermo LCD da 1,3 pollici (360×360 pixel).

Il processore non è noto, ma potrebbe essere un ARM Cortex-M4. La dotazione hardware comprende inoltre accelerometro, giroscopio, sensore di luminosità, GPS e cardiofrequenzimetro. Quest’ultimo viene sfruttato per monitorare i battiti cardiaci e misurare il livello di ossigeno nel sangue (SpO2).

Realme Watch S Pro

Il Watch S Pro ha ricevuto la certificazione 5ATM, quindi funziona anche in acqua fino ad una profondità di circa 50 metri. Può rilevare 15 attività sportive, numero di passi, distanza, calorie bruciate e qualità del sonno, avvisare l’utente quando è necessario bere e ovviamente ricevere le notifiche dallo smartphone collegato tramite Bluetooth 5.0.

La batteria da 420 mAh offre un’autonomia massima di 14 giorni. Il Watch S Pro sarà disponibile dal 29 dicembre. Il prezzo è 9.999 rupie, pari a circa 111 euro in base al cambio attuale (tasse escluse). Il produttore non ha comunicato se verrà distribuito anche in Europa.

OnePlus

Wearable

OnePlus annuncerà uno smartwatch nel 2021

Luca Colantuoni | 23 Dicembre 2020

OnePlus Smartwatch Wearable

Pete Lau, CEO di OnePlus, ha confermato il lancio di uno smartwatch all’inizio del 2021, probabilmente insieme alla nuova serie di smartphone OnePlus 9.

Pete Lau, CEO di OnePlus, ha confermato che l’azienda cinese entrerà nel mercato degli smartwatch all’inizio del 2021. Il lancio del dispositivo era stato preannunciato la scorsa settimana durante un’intervista rilasciata al sito Input. A metà ottobre era stato mostrato su Twitter un disegno risalente al 2015.

Lo sviluppo di uno smartwatch era stato avviato nel 2015, ma OnePlus ha successivamente deciso di abbandonare il progetto per focalizzare il lavoro sugli smartphone. Il produttore cinese aveva infatti annunciato due modelli: OnePlus 2 e OnePlus X. Inoltre la piattaforma di Google (Android Wear, oggi Wear OS) scelta per il dispositivo non avrebbe potuto competere contro quella di Apple (il divario è netto anche dopo cinque anni).

https://twitter.com/oneplus/status/1316379482182348801

Il CEO non ha svelato nessun dettaglio, quindi non è possibile confermare se lo smartwatch avrà una forma circolare o rettangolare, come quella di Oppo Watch (Oppo e OnePlus sono entrambe sussidiarie della multinazionale BBK Electronics).

https://twitter.com/PeteLau/status/1341392977973960707

Lau ha dichiarato che Wear OS ha ampi margini di miglioramento, per cui OnePlus fornirà il suo aiuto per lo sviluppo del sistema operativo. Non è chiaro però se Wear OS verrà utilizzato per lo smartwatch. La nuova serie OnePlus 9 dovrebbe essere annunciata nel mese di marzo 2021, quindi il primo orologio digitale del produttore potrebbe essere mostrato in quell’occasione.

Ulteriori informazioni (ufficiali o “leaked”) verranno probabilmente divulgate nel corso delle prossime settimane. L’azienda cinese è già presente nel mercato dei dispositivi indossabili con gli auricolari OnePlus Buds. L’arrivo di uno smartwatch consentirà di creare un ecosistema di prodotti interconnessi.

Fitbit Sense

Wearable

Google-Fitbit, via libera all’acquisizione

Luca Colantuoni | 18 Dicembre 2020

Fitbit Google Wearable

La Commissione Europa ha approvato l’acquisizione di Fitbit da parte di Google, ma l’azienda di Mountain View dovrà rispettare alcuni impegni per dieci anni.

Come previsto a fine settembre, la Commissione Europea ha approvato l’acquisizione di Fitbit da parte di Google. Il via libera è arrivato dopo un’indagine approfondita che ha coinvolto altri produttori di dispositivi indossabili. L’azienda di Mountain View dovrà tuttavia rispettare una serie di impegni per almeno dieci anni.

Prima di approvare l’acquisizione, la Commissione Europea ha raccolto una serie di informazioni dai diretti concorrenti e da varie autorità nel mondo, in particolare quelle che si occupano di privacy. Il via libera è arrivato principalmente perché Fitbit e Google hanno un market share molto ridotto (il settore è dominato da Apple, Garmin e Samsung). Le preoccupazioni dell’Europa riguardavano però tre aspetti: la raccolta dei dati degli utenti a scopo pubblicitario, l’accesso da parte di altri produttori ai dati registrati dai dispositivi Fitbit e l’interoperabilità con gli smartphone Android.

Per quanto riguarda l’uso dei dati a scopo pubblicitario, Google ha garantito che non li utilizzerà per veicolare inserzioni personalizzate, che verranno conservati separatamente da altri dati usti per l’advertising e che gli utenti potranno concedere o negare il permesso di accesso ad altri servizi Google.

Google ha promesso inoltre di mantenere l’accesso ai dati da parte delle app di terze parti (tramite le Web API di Fitbit), senza chiedere il pagamento di denaro e solo con il permesso degli utenti. Infine, Google garantisce il rispetto delle attuali condizioni, ovvero l’accesso non discriminatorio alle funzionalità disponibili su Android, tra cui il collegamento tra smartphone e indossabile tramite Bluetooth e il controllo della fotocamera dello smartphone.

Tutti questi impegni dovranno essere rispettati da Google per dieci anni. Secondo la Commissione Europa, l’acquisizione di Fitbit non pone rischi per la concorrenza.

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