Mobile Payment, la via italiana ai pagamenti elettronici

Sono 23 milioni gli italiani che hanno provato almeno una volta a fare un pagamento con il cellulare e gli acquisti effettuati via cellulare nel 2011 hanno pesato per 700 milioni di euro. Nella maggioranza dei casi si tratta di contenuti digitali (notizie, giochi musica, ricariche telefoniche o donazioni) che pesano per 500 milioni di euro, ma il mobile commerce di prodotti e servizi è in crescita con 80 milioni di euro fatturato, come pure il mobile payment remoto (+35%). Sono alcuni dei dati diffusi oggi dall’Osservatorio sul Mobile Payment del MIP della School of Management del MIP Politecnico di Milano.

Lo scenario parla di grandi opportunità  per il nostro paese, letteralmente spaccato in due tra un picco d’uso di cellulari e smartphone (48 milioni di utenti di telefonini e 16 milioni di mobile surfer) e una percentuale scarsissima di pagamenti elettronici: solo 25 milioni di persone utilizzano le carte di pagamento e il 90% delle transazioni avviene ancora in contanti (fonte Banca d’Italia 2010).
Per questo il Politecnico di Milano paragona il fenomeno mobile che avanza rapidamente alla lepre che porta in spalla la tartaruga (i pagamenti elettronici) e invita le aziende del settore a non farsi scappare questa occasione per allineare il nostro paese alla media delle altre nazioni occidentali molto più avanzate di noi nell’uso dei sistemi elettronici di pagamento, anche via cellulare.

Quando si parla di mobile payment bisogna poi distinguere tra diverse forme: ci sono transazioni commerciali che nascono e muoiono, per così dire, solo sul canale mobile e altre ibride che sfruttano la rete cellulare per la parte finanziaria (mobile remote payment) oppure che utilizzano il dispositivo mobile per abilitare pagamenti di prossimità  come avviene con i cellulari NFC, (Near Field Communications) su POS contactless.

Negli Stati Uniti ad esempio, l’applicazione di Fandango per la vendita di biglietti cinematografici via cellulare è stata scaricata da oltre 20 milioni di utenti, quella mobile di Starbucks (ordinazioni in coda) ha riscontrato oltre 30 milioni di transazioni in un anno mentre in Francia l’applicazione mobile delle Ferrovie SNCF ha ricevuto 3 milioni di download ed è stata utilizzata per l’acquisto del 3% dei biglietti ferroviari.

In Italia non mancano le sperimentazioni, ricorda il Mip: le telco nazionali si sono riunite in MobilPay per creare una piattaforma unica per i pagamenti via mobile. A Firenze il Consorzio Movincom ha collaborato con ATA e lo scorso anno sono stati venduti 20. 000 biglietti per i trasporti cittadini. Alcuni operatori stanno sperimentando, lato offerta, nuove soluzioni basate sui QRCode per avvicinare il mondo del remote commerce a quello dei sistemi di prossimità  (ne sono un esempio i servizi PlainPay di Auriga, Up Mobile di Banca Sella e BeMoov del Consorzio Movincom).

Sul fronte dei sistemi di pagamento basati su sistemi NFC (Near Field Communication) la tecnologia è ormai matura e viene inclusa già  nei dispositivi mobili, il problema è che sono ancora pochi i Pos abilitati (Contactless) e i cellulari in commercio con funzioni NFC.

Per giunta la possibilità  di rendere il servizio fruibile su qualsiasi cellulare, con qualsiasi strumento di pagamento e qualsiasi operatore telefonico può essere garantita solo se si attuano modelli collaborativi tra gli operatori dell’offerta. Così è stato fatto ad esempio negli Stati Uniti da Google che ha lanciato un borsellino elettronico NFC e da PayPal che sta sperimentando sistemi di pagamento di prossimità  nel Nord Europa.

In Italia in campo NFC c’è qualche esperienza pionieristica, come quella dell’Azienda Tranviaria Milanese (ATM) con Telecom Italia per pagare l’abbonamento ai mezzi pubblici con PayPal sul sito ottimizzato per il mobile, che prevede l’accesso ai mezzi avvicinando il telefono ai tornelli, o anche il servizio “Move and Pay” di Banca Intesa.

Le previsioni di diffusione degli smartphone NFC in Italia sono di 25 milioni di dispositivi attivi al 2015. E a questa data il Mip stima che il transato effettuato con i vari sistemi di mobile payment sarà  pari a 14 miliardi di euro.

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