Apple Macbook Full Hd: il 17″ è servito

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Il Macbook Pro con display da 17 pollici rappresenta il top di gamma tra i computer portatili di Apple. È stato annunciato al MacWorld di gennaio, quindi dopo i modelli con display da 15″ e ai Macbook da 13,3″ che hanno inaugurato il nuovo design unibody. Al pari dei suoi fratelli minori presenta infatti il telaio monolitico interamente in alluminio, realizzato con il procedimento denominato brick. La piattaforma hardware è la stessa del Macbook Pro da 15″, troviamo dunque un processore Intel Core 2 Duo e il chipset Nvidia con la doppia interfaccia grafica. La differenza più importante sta proprio nel display, nonché in una batteria più grande. Al momento esiste in vendita un solo modello, la cui configurazione può essere però personalizzata a fondo. Il prezzo base è di 2.499 Euro Iva inclusa e si riferisce proprio alla versione ricevuta in prova.

Costruzione e design

Il Macbook Pro 17 sembra una versione in scala del modello da 15″. A una prima occhiata soltanto le dimensioni e il peso risultano diversi, ma osservandolo più attentamente emergono alcuni dettagli importanti. La parte inferiore del telaio è un’unica piastra di alluminio tenuta in sede da numerose viti. Non c’è nessuna apertura e non è più possibile accedere alla batteria o agli altri componenti interni in maniera rapida. Per espandere la memoria o cambiare il disco è necessario rimuovere tutta la copertura inferiore.
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Sul lato sinistro sono concentrate tutte le porte: troviamo tre Usb (una in più rispetto al Macbook Pro da 15″), una Firewire 800, lo slot Express Card/34, la presa di rete Gigabit Ethernet e l’uscita mini DisplayPort. Per collegare un monitor non Apple a quest’ultima è necessario un adattatore: quello Dvi costa 29 Euro. L’alimentatore utilizza il classico connettore magnetico MagSafe. I connettori audio sono due, per microfono e cuffia.
Nonostante l’ampiezza, il telaio appare molto rigido e non si flette anche applicando una discreta forza. La robustezza è senz’altro un pregio notevole di tutti i Macbook con telaio unibody e questo modello non fa eccezione. Sollevando il display si apprezza la solidità  delle cerniere, che riescono a tenere il posizione il grosso monitor senza incertezze.
Il pannello è davvero uno spettacolo: nonostante l’elevata risoluzione di 1.920×1.080 punti la leggibilità  è sempre buona, anche con le impostazioni standard del sistema operativo. Molto nitido e luminoso, offre uno spazio molto ampio su cui lavorare. Presenta un rapporto di 16:10 (e non 16:9, come quello del formato cinematografico) ed è retroilluminato da una griglia di Led. La configurazione standard prevede un pannello con filtro glare, ovvero lucido, ma aggiungendo 45 Euro è possibile avere un display opaco. Consigliamo quest’ultimo a chi lavora a livello professionale con applicazioni di grafica e video, poiché è molto meno sensibile ai riflessi e restituisce colori più aderenti alla realtà , sebbene meno vivaci.
La tastiera ha dimensioni grosso modo paragonabili a quella presente sugli altri Macbook e non sfrutta tutto lo spazio a disposizione. Il tasto Invio, ad esempio, è molto piccolo. Il colpo d’occhio non è dei migliori e appare molto striminzita rispetto alle dimensioni generali e anche al touchpad. I tasti sono del tipo a isola, ben distanziati tra loro, e restituiscono un buon feedback. Il touchpad è il nuovo tipo in vetro e senza pulsanti: in realtà  tutto il pad è diventato un pulsante, basta premerlo in qualsiasi punto per attivare il clic meccanico. Supporta il multi touch (l’utilizzo di più dita contemporaneamente) e ha dimostrato un funzionamento impeccabile. Non abbiamo riscontrato nessun problema, come invece accaduto durante la prova dei primi Macbook unibody. La qualità  degli speaker audio è molto buona.
Apple dichiara che questo è il notebook con monitor da 17″ più sottile e leggero del mondo. Non si fa fatica a crederlo: 2,5 cm di spessore e 3 kg di peso sono praticamente un record per questa categoria. Ci sono notebook con schermo da 15″ che pesano e ingombrano di più.

Com’è fatto dentro
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Dicevamo all’inizio che la piattaforma hardware è molto simile a quella degli altri Macbook. Ritroviamo dunque il chipset Nvidia 9400M, noto anche col nome in codice MCP79, che offre il supporto a un Fsb (Front Side Bus) di 1.066 MHz e alla memoria di dipo Ddr3. È importante segnalare che il Macbook Pro 17 supporta ufficialmente fino a 8 Gbyte di Ram, mentre gli altri portatili Apple sono limitati a 4 Gbyte. L’upgrade della memoria è salato: per 8 Gbyte è necessario aggiungere 900 Euro. Nella configurazione base sono presenti due moduli PC3-8500 da 2 Gbyte nei rispettivi alloggiamenti. Il processore è un Core 2 Duo T9550 funzionante a 2,66 GHz; con 270 Euro in più si può avere una Cpu da 2,9 GHz.
Oltre all’interfaccia grafica Geforce 9400M integrata nel chipset Nvidia, che utilizza Ram di sistema, vi è un chip grafico esterno Geforce 9600M GT con 512 Mbyte di memoria Gdd3 dedicata. Come avevamo già  visto sul Macbook Pro da 15″, non è disponibile nessun controllo avanzato sul chip grafico: niente tecnologia Hybrid Sli (che permette di far lavorare due chip grafici in parallelo), nessun controllo avanzato sulle funzioni 3D, niente switch dinamico tra le due modalità . Per scegliere di utilizzare l’uno o l’altro chip grafico bisogna andare nel pannello delle preferenze, selezionarlo ed effettuare un logout. Il disco fisso è un tradizionale 2,5 pollici fabbricato da Fujitsu: ha una velocità  di rotazione dei piattelli di 5.400 giri al minuto, interfaccia Serial Ata e capacità  di 320 Gbyte. Come opzione sono disponibili altri dischi con diverse capacità  e anche con velocità  di 7.200 giri/minuto, fino al pregiato Ssd (Solid State Disk, disco allo stato solido) da 256 Gbyte che però costa ben 700 Euro. Le prestazioni del disco Fujitsu sono buone, paragonabili a quelle del modello di Hitachi che avevamo sperimentato a suo tempo durante la recensione del Macbook Pro 15″.

La prova sul campo
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Anche nei momenti di massimo carico della Cpu e del chip grafico, il Macbook Pro 17 scalda davvero poco, meno degli altri Macbook. L’utilizzo con applicazioni di produttività  diventa un piacere: il sistema è molto veloce, l’ampio display permette di lavorare contemporaneamente con più finestre aperte e infine si apprezza la silenziosità  della macchina. Le prestazioni pure non si discostano molto da quelle, già  elevate, del Macbook Pro da 15″ con Cpu a 2,53 GHz. Il chipset e la Ram sono comuni, il disco ha prestazioni paragonabili e i 130 MHz in più sul processore non fanno certo una grandissima differenza. Il Macbook Pro 17 è senza dubbio il notebook Apple più potente in commercio, ma almeno sul piano delle prestazioni pratiche può essere tranquillamente paragonato al modello con display da 15″.
tab17.pngIl chip grafico Geforce 9600M è molto più potente nella grafica 3D rispetto al 9400M integrato nel chipset Nvidia. Un vantaggio che può essere sfruttato anche con Adobe Photoshop CS4, per fare un esempio, che può utilizzare la Gpu per diverse operazioni sulle immagini come lo zoom, la rotazione o il panning. Abbiamo inoltre installato Windows Vista in una partizione separata tramite Bootcamp: la procedura è molto semplice ed efficace, i test hanno confermato la bontà  dei componenti hardware utilizzati. Il benchmark 3Dmark06 ha mostrato con i giochi 3D prestazioni quasi doppie passando da un chip grafico all’altro.
Veniamo dunque all’autonomia. Per integrare la più grande batteria possibile, Apple ha eliminato la struttura dell’alloggiamento e l’ha resa fissa. Non è previsto che l’utente finale sostituisca la batteria, benché sia comunque possibile farlo rimuovendo tutta la copertura inferiore ed eliminando il minaccioso sigillo di garanzia. Un aspetto questo che sarà  decisamente poco gradito agli utenti che comprano una seconda batteria per raddoppiare l’autonomia del notebook mentre sono in viaggio. Apple dichiara una durata della batteria di otto ore con la grafica integrata e sette con il chip grafico esterno. Abbiamo effettuato dei test nelle stesse condizioni suggerite da Apple, ovvero con luminosità  del display a metà , rete Wi-Fi attiva, Bluetooth spento; le applicazioni usate sono quelle tipiche da ufficio e la navigazione sul Web. In tali condizioni e dopo diverse prove abbiamo constatato un’autonomia reale di quattro ore e mezzo circa e quattro ore, rispettivamente utilizzando la grafica integrata e quella esterna. Valori ben distanti da quanto dichiarato da Apple, che comunque rappresentano un vero record per un notebook con un display così grande e che sono persino superiori a quelli sperimentati sui Macbook con display più piccolo. La batteria utilizzata ha una capacità  di 95 watt/ora e secondo Apple supporta fino a 1.000 cicli di ricarica.
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voti.pngAbbiamo ancora spazio per qualche considerazione finale. Il Macbook Pro 17 è un portatile veloce, costruito in modo impeccabile e dalle molte potenzialità . Risulta però molto ingombrante, i suoi 40 centimetri di larghezza non sono affatto trascurabili e costringono a usare una borsa dedicata. I 500 grammi di peso in più rispetto al Macbook Pro da 15″ possono sembrare pochi ma sulla spalla si sentono eccome. Abbiamo visto che le prestazioni pure non costituiscono un fattore discriminante; la vera differenza rispetto agli altri modelli la fa l’ottimo display Full Hd e la superiore autonomia della batteria.
Chi utilizza professionalmente un notebook Apple spesso ha un monitor esterno di  grande formato e può comprare una seconda batteria per aumentare l’autonomia, conservando le buone doti di mobilità  offerte dagli altri Macbook Pro. Se siete disposti a sacrificare la portabilità  in nome di un display Lcd ampio e qualitativamente ineccepibile, e se il budget lo consente, questo notebook è una valida scelta tra l’offerta di Apple.

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