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Apple Macbook Full Hd: il 17″ è servito

Redazione | 26 Maggio 2009

Il display con risoluzione di 1.920 x 1.080 punti fa la differenza rispetto agli altri Macbook Pro. Pesa tre chili e ha una batteria di lunga durata.

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Il Macbook Pro con display da 17 pollici rappresenta il top di gamma tra i computer portatili di Apple. È stato annunciato al MacWorld di gennaio, quindi dopo i modelli con display da 15″ e ai Macbook da 13,3″ che hanno inaugurato il nuovo design unibody. Al pari dei suoi fratelli minori presenta infatti il telaio monolitico interamente in alluminio, realizzato con il procedimento denominato brick. La piattaforma hardware è la stessa del Macbook Pro da 15″, troviamo dunque un processore Intel Core 2 Duo e il chipset Nvidia con la doppia interfaccia grafica. La differenza più importante sta proprio nel display, nonché in una batteria più grande. Al momento esiste in vendita un solo modello, la cui configurazione può essere però personalizzata a fondo. Il prezzo base è di 2.499 Euro Iva inclusa e si riferisce proprio alla versione ricevuta in prova.

Costruzione e design

Il Macbook Pro 17 sembra una versione in scala del modello da 15″. A una prima occhiata soltanto le dimensioni e il peso risultano diversi, ma osservandolo più attentamente emergono alcuni dettagli importanti. La parte inferiore del telaio è un’unica piastra di alluminio tenuta in sede da numerose viti. Non c’è nessuna apertura e non è più possibile accedere alla batteria o agli altri componenti interni in maniera rapida. Per espandere la memoria o cambiare il disco è necessario rimuovere tutta la copertura inferiore.
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Sul lato sinistro sono concentrate tutte le porte: troviamo tre Usb (una in più rispetto al Macbook Pro da 15″), una Firewire 800, lo slot Express Card/34, la presa di rete Gigabit Ethernet e l’uscita mini DisplayPort. Per collegare un monitor non Apple a quest’ultima è necessario un adattatore: quello Dvi costa 29 Euro. L’alimentatore utilizza il classico connettore magnetico MagSafe. I connettori audio sono due, per microfono e cuffia.
Nonostante l’ampiezza, il telaio appare molto rigido e non si flette anche applicando una discreta forza. La robustezza è senz’altro un pregio notevole di tutti i Macbook con telaio unibody e questo modello non fa eccezione. Sollevando il display si apprezza la solidità  delle cerniere, che riescono a tenere il posizione il grosso monitor senza incertezze.
Il pannello è davvero uno spettacolo: nonostante l’elevata risoluzione di 1.920×1.080 punti la leggibilità  è sempre buona, anche con le impostazioni standard del sistema operativo. Molto nitido e luminoso, offre uno spazio molto ampio su cui lavorare. Presenta un rapporto di 16:10 (e non 16:9, come quello del formato cinematografico) ed è retroilluminato da una griglia di Led. La configurazione standard prevede un pannello con filtro glare, ovvero lucido, ma aggiungendo 45 Euro è possibile avere un display opaco. Consigliamo quest’ultimo a chi lavora a livello professionale con applicazioni di grafica e video, poiché è molto meno sensibile ai riflessi e restituisce colori più aderenti alla realtà , sebbene meno vivaci.
La tastiera ha dimensioni grosso modo paragonabili a quella presente sugli altri Macbook e non sfrutta tutto lo spazio a disposizione. Il tasto Invio, ad esempio, è molto piccolo. Il colpo d’occhio non è dei migliori e appare molto striminzita rispetto alle dimensioni generali e anche al touchpad. I tasti sono del tipo a isola, ben distanziati tra loro, e restituiscono un buon feedback. Il touchpad è il nuovo tipo in vetro e senza pulsanti: in realtà  tutto il pad è diventato un pulsante, basta premerlo in qualsiasi punto per attivare il clic meccanico. Supporta il multi touch (l’utilizzo di più dita contemporaneamente) e ha dimostrato un funzionamento impeccabile. Non abbiamo riscontrato nessun problema, come invece accaduto durante la prova dei primi Macbook unibody. La qualità  degli speaker audio è molto buona.
Apple dichiara che questo è il notebook con monitor da 17″ più sottile e leggero del mondo. Non si fa fatica a crederlo: 2,5 cm di spessore e 3 kg di peso sono praticamente un record per questa categoria. Ci sono notebook con schermo da 15″ che pesano e ingombrano di più.

Com’è fatto dentro
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Dicevamo all’inizio che la piattaforma hardware è molto simile a quella degli altri Macbook. Ritroviamo dunque il chipset Nvidia 9400M, noto anche col nome in codice MCP79, che offre il supporto a un Fsb (Front Side Bus) di 1.066 MHz e alla memoria di dipo Ddr3. È importante segnalare che il Macbook Pro 17 supporta ufficialmente fino a 8 Gbyte di Ram, mentre gli altri portatili Apple sono limitati a 4 Gbyte. L’upgrade della memoria è salato: per 8 Gbyte è necessario aggiungere 900 Euro. Nella configurazione base sono presenti due moduli PC3-8500 da 2 Gbyte nei rispettivi alloggiamenti. Il processore è un Core 2 Duo T9550 funzionante a 2,66 GHz; con 270 Euro in più si può avere una Cpu da 2,9 GHz.
Oltre all’interfaccia grafica Geforce 9400M integrata nel chipset Nvidia, che utilizza Ram di sistema, vi è un chip grafico esterno Geforce 9600M GT con 512 Mbyte di memoria Gdd3 dedicata. Come avevamo già  visto sul Macbook Pro da 15″, non è disponibile nessun controllo avanzato sul chip grafico: niente tecnologia Hybrid Sli (che permette di far lavorare due chip grafici in parallelo), nessun controllo avanzato sulle funzioni 3D, niente switch dinamico tra le due modalità . Per scegliere di utilizzare l’uno o l’altro chip grafico bisogna andare nel pannello delle preferenze, selezionarlo ed effettuare un logout. Il disco fisso è un tradizionale 2,5 pollici fabbricato da Fujitsu: ha una velocità  di rotazione dei piattelli di 5.400 giri al minuto, interfaccia Serial Ata e capacità  di 320 Gbyte. Come opzione sono disponibili altri dischi con diverse capacità  e anche con velocità  di 7.200 giri/minuto, fino al pregiato Ssd (Solid State Disk, disco allo stato solido) da 256 Gbyte che però costa ben 700 Euro. Le prestazioni del disco Fujitsu sono buone, paragonabili a quelle del modello di Hitachi che avevamo sperimentato a suo tempo durante la recensione del Macbook Pro 15″.

La prova sul campo
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Anche nei momenti di massimo carico della Cpu e del chip grafico, il Macbook Pro 17 scalda davvero poco, meno degli altri Macbook. L’utilizzo con applicazioni di produttività  diventa un piacere: il sistema è molto veloce, l’ampio display permette di lavorare contemporaneamente con più finestre aperte e infine si apprezza la silenziosità  della macchina. Le prestazioni pure non si discostano molto da quelle, già  elevate, del Macbook Pro da 15″ con Cpu a 2,53 GHz. Il chipset e la Ram sono comuni, il disco ha prestazioni paragonabili e i 130 MHz in più sul processore non fanno certo una grandissima differenza. Il Macbook Pro 17 è senza dubbio il notebook Apple più potente in commercio, ma almeno sul piano delle prestazioni pratiche può essere tranquillamente paragonato al modello con display da 15″.
tab17.pngIl chip grafico Geforce 9600M è molto più potente nella grafica 3D rispetto al 9400M integrato nel chipset Nvidia. Un vantaggio che può essere sfruttato anche con Adobe Photoshop CS4, per fare un esempio, che può utilizzare la Gpu per diverse operazioni sulle immagini come lo zoom, la rotazione o il panning. Abbiamo inoltre installato Windows Vista in una partizione separata tramite Bootcamp: la procedura è molto semplice ed efficace, i test hanno confermato la bontà  dei componenti hardware utilizzati. Il benchmark 3Dmark06 ha mostrato con i giochi 3D prestazioni quasi doppie passando da un chip grafico all’altro.
Veniamo dunque all’autonomia. Per integrare la più grande batteria possibile, Apple ha eliminato la struttura dell’alloggiamento e l’ha resa fissa. Non è previsto che l’utente finale sostituisca la batteria, benché sia comunque possibile farlo rimuovendo tutta la copertura inferiore ed eliminando il minaccioso sigillo di garanzia. Un aspetto questo che sarà  decisamente poco gradito agli utenti che comprano una seconda batteria per raddoppiare l’autonomia del notebook mentre sono in viaggio. Apple dichiara una durata della batteria di otto ore con la grafica integrata e sette con il chip grafico esterno. Abbiamo effettuato dei test nelle stesse condizioni suggerite da Apple, ovvero con luminosità  del display a metà , rete Wi-Fi attiva, Bluetooth spento; le applicazioni usate sono quelle tipiche da ufficio e la navigazione sul Web. In tali condizioni e dopo diverse prove abbiamo constatato un’autonomia reale di quattro ore e mezzo circa e quattro ore, rispettivamente utilizzando la grafica integrata e quella esterna. Valori ben distanti da quanto dichiarato da Apple, che comunque rappresentano un vero record per un notebook con un display così grande e che sono persino superiori a quelli sperimentati sui Macbook con display più piccolo. La batteria utilizzata ha una capacità  di 95 watt/ora e secondo Apple supporta fino a 1.000 cicli di ricarica.
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voti.pngAbbiamo ancora spazio per qualche considerazione finale. Il Macbook Pro 17 è un portatile veloce, costruito in modo impeccabile e dalle molte potenzialità . Risulta però molto ingombrante, i suoi 40 centimetri di larghezza non sono affatto trascurabili e costringono a usare una borsa dedicata. I 500 grammi di peso in più rispetto al Macbook Pro da 15″ possono sembrare pochi ma sulla spalla si sentono eccome. Abbiamo visto che le prestazioni pure non costituiscono un fattore discriminante; la vera differenza rispetto agli altri modelli la fa l’ottimo display Full Hd e la superiore autonomia della batteria.
Chi utilizza professionalmente un notebook Apple spesso ha un monitor esterno di  grande formato e può comprare una seconda batteria per aumentare l’autonomia, conservando le buone doti di mobilità  offerte dagli altri Macbook Pro. Se siete disposti a sacrificare la portabilità  in nome di un display Lcd ampio e qualitativamente ineccepibile, e se il budget lo consente, questo notebook è una valida scelta tra l’offerta di Apple.

Notebook

I nuovi adattatori Usb C di Manhattan

Nicola Martello | 27 Maggio 2021

Manhattan Techly

I più recenti notebook sono sottili e leggeri ma hanno poche porte Usb, se non addirittura un’unica Usb C. Per collegare più periferiche via cavo serve un adattatore Usb C, come quelli di Manhattan.

I notebook stanno avendo un enorme successo in questo periodo di pandemia. L’esigenza di lavorare e di studiare da casa, nella stanza e nella posizione più comode, favorisce l’impiego di un computer leggero e facilmente trasportabile. Ma i notebook più compatti hanno in genere lo svantaggio di avere poche prese Usb per collegare le periferiche, come mouse, tastiera, memorie Usb, stampanti, monitor aggiuntivi. È vero che esiste il wireless, ma le connessioni fisiche sono più stabili, affidabili e performanti.

Se le prese Usb sono troppo poche

Chi vuole collegare più dispositivi, in numero superiore alle porte Usb disponibili, deve quindi impiegare un hub Usb che aumenti il numero di prese, ancora meglio un adattatore o dock Usb C, che offre diversi tipi di porte e che è in grado di fornire energia ai dispositivi come un vero e proprio alimentatore elettrico. Questi adattatori sono infatti dotati di chip e controller che trasformano i segnali in transito, per adeguarli ai protocolli richiesti dalle diverse interfacce (Usb, Hdmi, Ethernet e così via).

Per quanto riguarda l’energia di alimentazione, i dock migliori implementano la tecnologia Power Delivery (PD), che permette di arrivare alla potenza di 100 watt pur rispettando lo standard Usb. L’energia fornita è quindi sufficiente non solo per i notebook ma anche per i portatili più performanti, come quelli professionali e per il gaming. Naturalmente il computer deve essere compatibile con il protocollo PD. Power Delivery è molto versatile, dato che convoglia l’energia dove serve e nella quantità giusta, non ci sono corsie preferenziali ed è possibile alimentare in contemporanea e senza problemi periferiche a basso consumo e ad alta potenza.

Gli adattatori Usb C di Manhattan

Il marchio Manhattan offre nel suo ricchissimo catalogo di prodotti di elettronica e accessori per l’ufficio molti hub e adattatori Usb. Tra questi spiccano i tre nuovi modelli Usb C USB31-PD747, USB31-PD440 e USB32-DOCKMH, tutti caratterizzati da dimensioni molto contenute e peso ridotto, per la massima portabilità. Il look di questi prodotti è essenziale, caratterizzato da superfici nere e da materiali robusti: alluminio per i primi due, lega di zinco e vetro temprato sul lato superiore per il terzo. Il cavo di collegamento è lungo 30 centimetri (20 cm per il terzo articolo) e la connessione con i dispositivi non richiede alcuna installazione di driver né manovre particolari. Sono veramente plug and play.

Le altre caratteristiche di questi articoli di Manhattan sono quelle che abbiamo illustrato in precedenza: disponibilità di porte di diverso tipo e alimentazione contemporanea di più dispositivi. La corrente fornita da un alimentatore esterno Usb C (tipicamente quello del notebook oppure di terze parti o acquistato nel sito di Manhattan Shop) è distribuita in maniera intelligente tra tutte le periferiche collegate grazie a Power Delivery. La potenza indirizzabile arriva a 60 watt, 100 W per il modello USB31-PD440.

IADAP USB31-PD747

IADAP USB31-PD747 è un adattatore Usb C SuperSpeed che consente di collegare in contemporanea più dispositivi Usb, due monitor e la rete via cavo. Le porte disponibili sono infatti due Usb 3.2 Gen 1 di tipo A con velocità di trasmissione dati fino a 5 Gbit/s, una Usb C con Power Delivery fino a 60 watt (20 V e 3 A), due Hdmi con risoluzioni massime Ultra Hd a 30 Hz su una e Full Hd a 60 Hz sull’altra per segnali video in modalità Mirror oppure Extended (con Mac OS 10.8 o superiore). Chiude la serie una porta di rete Ethernet Gigabit. Tutte le prese, a eccezione di Usb C, sono allineate lungo un unico fianco, così i cavi e le memorie Usb rimangono piatti sul tavolo. Il corpo ha feritoie di ventilazione per evitare surriscaldamenti, è grande 13,5 x 54,5 x 15,3 mm e il peso complessivo è di 111,5 grammi. Il prezzo del prodotto è 182,60 euro Iva inclusa.

IADAP USB31-PD747

IADAP USB31-PD440

Come il modello precedente, anche IADAP USB31-PD440 è un adattatore Usb C certificato SuperSpeed e offre diversi tipi di connessioni. Le porte includono tre Usb 3.2 Gen 1 A posizionate sul lato superiore e capaci di una velocità massima di 5 Gbit/s. Su un fianco ci sono una Usb C con PD fino a 100 watt (20 V e 5 A) e due slot per il lettore di schede SD e microSD, che arriva a una velocità di trasferimento dati di 800 Mbit/s. Sull’altro fianco si trovano una Hdmi Ultra Hd a 30 Hz in modalità Mirror o Extended e una Ethernet per una rete Gigabit. Le dimensioni sono di 105 x 45 x 18 millimetri, il peso è di soli 80,59 grammi. Questo adattatore costa 80,59 euro Iva inclusa.

IADAP USB31-PD440

IADAP USB32-DOCKMH

IADAP USB32-DOCKMH è una docking station Usb C 8-in-1 cilindrica e piatta e include un pad per la ricarica wireless, che si aggiunge alla capacità di smistare la corrente grazie alla tecnologia Power Delivery. La ricarica senza fili è adatta a telefoni e auricolari con una potenza massima di 10 watt. Più in dettaglio, il sistema fornisce 10 W con gli smartphone Samsung Galaxy S7 o superiore, Samsung Note 8 o successivi, Huawei Mate20 Pro o seguenti. Con i dispositivi Apple iPhone 8 o successivi la potenza scende a 7,5 W, cala ulteriormente a 5 watt con tutti gli altri apparecchi abilitati Qi.

Lungo il bordo curvo si trovano tre Usb 3.2 Gen 1 A con trasferimento dati fino a 5 Gbit/s e ricarica fino a 7,5 watt (5 V e 1,5 A) per collegare mouse, tastiere, schede di memoria e altro. Una Usb C con PD fino a 60 W per ricaricare notebook, laptop, Ultrabook, tablet e altri dispositivi che funzionano con un alimentatore Usb C. Due slot per il lettore di schede SD e MicroSD con velocità di trasferimento fino a 480 Mbit/s e infine una porta Hdmi con risoluzione fino a Ultra Hd a 30 Hz. Le dimensioni sono di 94 x 94 x 12 mm, il peso è di 154 grammi. Il prezzo del dispositivo è di 114,19 euro Iva inclusa.

IADAP USB32-DOCKMH
ASUS ZenBook Flip S (UX371)

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ASUS ZenBook Flip S (UX371) disponibile in Italia

Luca Colantuoni | 1 Dicembre 2020

Asus Notebook

Il nuovo ASUS ZenBook Flip S (UX371) con schermo OLED 4K da 13,3 pollici, processore Intel Core i7-1165G7, 16 GB di RAM e SSD da 1 TB è disponibile a 1.599 euro.

Arriva in Italia uno dei primi notebook ad aver ricevuto la certificazione Intel Evo. ASUS ha annunciato la disponibilità dello ZenBook Flip S (UX371), considerato il convertibile con schermo OLED più sottile al mondo. Il laptop era stato presentato all’inizio di settembre insieme ad altri modelli con processori Intel Tiger Lake.

ASUS ZenBook Flip S (UX371), design e specifiche

Il nuovo ZenBook Flip S possiede un telaio di colore nero con inserti color rame e uno schermo OLED da 13,3 pollici con risoluzione 4K (3840×2160 pixel). La cerniera ErgoLift a 360 gradi ha un meccanismo multi-ingranaggio che solleva leggermente la tastiera per facilitare la digitazione e migliorare il raffreddamento. Il modalità tablet consente invece di ruotare completamente lo schermo per sfruttare la ASUS Pen in dotazione. Spessore e peso sono pari a 13,9 millimetri e 1,2 Kg.

La tastiera estesa (edge-to-edge) retroilluminata ha un nuovo design che ha permesso di aggiungere una fila di tasti funzione extra sul lato destro. Il touchpad NumberPad 2.0 include un tastierino numerico illuminato a LED. Nella cornice superiore del display è presente la webcam IR compatibile con Windows Hello.

ASUS ZenBook Flip S (UX371)

La dotazione hardware comprende il processore Intel Core i7-1165G7 di undicesima generazione (Tiger Lake) con GPU Intel Iris Xe integrata, 16 GB di RAM, SSD PCIe 3.0 da 1 TB, connettività WiFi 802.11ax (Wi-Fi 6) e Bluetooth 5.0, porta USB 3.2 Gen 1 Type-A, due porte Thunderbolt 4 (USB Type-C), uscita HDMI, microfoni con cancellazione del rumore e audio Harman Kardon.

La batteria da 67 Wh offre un’autonomia fino a 15 ore e può essere ricaricata rapidamente tramite l’alimentatore USB Type-C. Il sistema operativo è Windows 10 Home a 64 bit. Nella confezione ci sono gli adattatori da USB Type-A a RJ-45 (Gigabit Ethernet) e da USB Type-C a jack audio da 3,5 millimetri. Lo ZenBook Flip S è disponibile al prezzo di 1.599 euro.

Surface Pro 7

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Surface Pro 8 e Laptop 4, annuncio a gennaio 2021?

Luca Colantuoni | 27 Novembre 2020

Microsoft Notebook Surface

Microsoft dovrebbe annunciare a gennaio i nuovi Surface Pro 8 e Surface Laptop 4, dei quali sono apparse online le prime immagini.

Microsoft ha annunciato all’inizio di ottobre il Surface Pro X con processore SQ2 (derivato dallo Snapdragon 8cx Gen 2) e il nuovo Surface Laptop Go. Secondo Windows Central, l’azienda di Redmond presenterà i Surface Pro 8 e Surface Laptop 4 a gennaio 2021. Un utente ha pubblicato su Twitter le prime immagini dei dispositivi.

Solitamente il mese di ottobre viene dedicato ai Surface Pro e Laptop, come avvenuto nel 2019. Microsoft ha invece modificato i piani per annunciare altri due modelli della serie. Le immagini apparse su Twitter rivelano che i Surface Pro 8 e Laptop 4 sono stati certificati dall’ente coreano, quindi il loro debutto sembra imminente. Secondo la fonte di Windows Central, il lancio ufficiale è previsto a metà gennaio 2021.

https://twitter.com/cozyplanes/status/1332141262300880897

Osservando le immagini non si notano differenze rispetto ai modelli attuali. Il design esterno sembra identico, ma i dispositivi potrebbero essere prototipi. Al momento non ci sono informazioni sulle specifiche. Si può tuttavia ipotizzare che i nuovi modelli integreranno quasi sicuramente i processori Intel Core di undicesima generazione (Tiger Lake) con GPU Intel Xe. Il Surface Pro 8 verrà offerto anche con modem LTE, mentre il Surface Laptop 4 sarà disponibile anche con processori AMD (Ryzen 4000 Mobile).

Secondo la fonte di Windows Central, a gennaio dovrebbe essere annunciata anche una versione di colore nero del Surface Go 2. Microsoft potrebbe inoltre distribuire il Surface Duo in altri mercati. Non è invece previsto il lancio di un nuovo Surface Studio.

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