Wearable

Il Gps da polso firmato Nike e TomTom

Redazione | 6 Dicembre 2011

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Progettato specificatamente per i runner, lo SportWatch GPS unisce alla rapidità  di avvio del sensore Nike+ la precisione del satellitare. Anteprima di […]

Progettato specificatamente per i runner, lo SportWatch GPS unisce alla rapidità  di avvio del sensore Nike+ la precisione del satellitare.

Anteprima di Eugenio Moschini

Articolo tratto da PC Professionale 247 di ottobre 2011

Tempo, distanza percorsa, andatura e battito cardiaco. Sono questi i parametri che ogni runner, anche di livello amatoriale, dovrebbe tenere sott’occhio per monitorare l’intensità  del suo allenamento. Altrettanto fondamentale sarebbe registrare questi dati e analizzarli una volta a casa, per fare confronti con i percorsi passati, verificare i miglioramenti e pianificare a tavolino gli allenamenti futuri. In un mondo sempre più all’insegna del social, sarebbe utile, infine, poter condividere online le proprie uscite, magari dando vita a sfide e gare “a distanza” con gli amici o con gli altri utenti. Questo aggiungerebbe uno stimolo in più e consentirebbe di avere compagni di allenamento virtuali, ma al tempo stesso umani.

L’arrivo di smartphone evoluti, dotati di modulo Gps, ha fatto nascere una miriade di software pensati per gli sportivi e, sebbene sulla carta questa soluzione sembri perfetta, ha il difetto delle dimensioni. Per correre agevolmente con uno smartphone l’unico modo è infatti fissarlo al braccio con l’apposita fascia. Così facendo, però, si perde l’aspetto fondamentale in allenamento, ovvero il monitoraggio istantaneo dei parametri. Per tenere tutto sotto controllo la soluzione ideale è quella del Gps da polso, mercato sicuramente di nicchia, ma che conta diverse decine di modelli. In questo segmento entra adesso Nike che, in collaborazione con TomTom, ha realizzato lo SportWatch GPS. Dal design minimalista, ha una struttura completamente in plastica, eccezion fatta per il vetro minerale dello schermo. Da segnalare che, sebbene quest’ultimo non sia touchscreen, è sensibile al tocco: basta un leggero colpetto con il dito per attivare la retroilluminazione.

Rispetto a molte soluzioni concorrenti lo SportWatch GPS è più compatto (largo 3,7 cm e spesso 1,6 cm ha una lunghezza, cinturino incluso, di 25,6 cm) e soprattutto più leggero (solo 63 grammi); al polso pesa quindi poco di più di un “normale” orologio. Il sistema a pressione che fissa il cinturino e che nasconde il connettore Usb è ben realizzato, anche se all’inizio può sembrare macchinoso. Si apprezza subito la praticità  del connettore Usb integrato, che libera dalla schiavitù di avere sempre con sé cavi o cradle per collegare l’orologio al Pc o al Mac. Lo SportWatch GPS è ovviamente impermeabile (ma non subacqueo) e resiste a temperature tra i -20 e i +60 °C.

La confezione include anche il sensore Nike+, da fissare alle vostre scarpe da corsa o da inserire nell’apposito incavo sui modelli Nike compatibili. L’utilizzo di questo piccolo sensore è opzionale, ma consigliato: solo così potete cominciare a correre da subito, senza aspettare che lo SportWatch GPS agganci correttamente il segnale satellitare (operazione che può portare a diversi minuti di attesa). Infine, la fascia cardio non è in dotazione, ma sono supportati i modelli Polar Wearlink+ (circa 65 euro).

Online è possibile analizzare tutti i propri allenamenti, visualizzare le mappe dei diversi percorsi, vedere la distanza totale, impostare gli obiettivi e perfino sfidare virtualmente gli amici.

In allenamento si apprezza subito la massima semplicità  d’uso, anche se questo comporta possibilità  di personalizzazione ridotte all’osso e un menu forse fin troppo scarno. In attività , per esempio, il display mostra solo due valori (di cui uno fisso e impostabile via computer) tra ora, cadenza, cadenza media, distanza percorsa, tempo trascorso e calorie consumate. Più che buona, invece, l’autonomia intesa sia come capacità  di memorizzazione che come durata delle batterie.

Lo SportWatch GPS è in grado di registrare fino a 50 allenamenti mentre con una ricarica potete correre per 8 ore con entrambi i sensori attivi (Gps e Nike+) o tenerlo in standby, usandolo come un normale orologio, per 50 giorni.

In definitiva lo SportWatch GPS è un orologio estremamente valido per i runner “puri”, ma che non soddisfa appieno le esigenze di chi cerca una soluzione evoluta o multisport.

Realme Watch S Pro

Wearable

Realme Watch S Pro, schermo AMOLED e GPS

Luca Colantuoni | 23 Dicembre 2020

Realme Smartwatch Wearable

Il Realme Watch S Pro è uno smartwatch con cassa in acciaio inossidabile, schermo AMOLED da 1,39 pollici, GPS e cardiofrequenzimetro.

Il produttore cinese ha annunciato un nuovo smartwatch in India. Il Realme Watch S Pro è la versione premium del Realme Watch S venduto anche in Italia. Tra i miglioramenti spicca lo schermo AMOLED. Non è noto se e quando arriverà nel nostro paese.

Il Realme Watch S Pro possiede un design simile a quello del Watch S, ma la ghiera è più appariscente. La cassa dello smartwatch è in acciaio inossidabile, mentre il cinturino è in silicone o pelle vegana. Lo schermo AMOLED ha una diagonale di 1,39 pollici e una risoluzione di 454×454 pixel. A titolo di confronto, il Watch S ha una cassa in lega di alluminio e uno schermo LCD da 1,3 pollici (360×360 pixel).

Il processore non è noto, ma potrebbe essere un ARM Cortex-M4. La dotazione hardware comprende inoltre accelerometro, giroscopio, sensore di luminosità, GPS e cardiofrequenzimetro. Quest’ultimo viene sfruttato per monitorare i battiti cardiaci e misurare il livello di ossigeno nel sangue (SpO2).

Realme Watch S Pro

Il Watch S Pro ha ricevuto la certificazione 5ATM, quindi funziona anche in acqua fino ad una profondità di circa 50 metri. Può rilevare 15 attività sportive, numero di passi, distanza, calorie bruciate e qualità del sonno, avvisare l’utente quando è necessario bere e ovviamente ricevere le notifiche dallo smartphone collegato tramite Bluetooth 5.0.

La batteria da 420 mAh offre un’autonomia massima di 14 giorni. Il Watch S Pro sarà disponibile dal 29 dicembre. Il prezzo è 9.999 rupie, pari a circa 111 euro in base al cambio attuale (tasse escluse). Il produttore non ha comunicato se verrà distribuito anche in Europa.

OnePlus

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OnePlus annuncerà uno smartwatch nel 2021

Luca Colantuoni | 23 Dicembre 2020

OnePlus Smartwatch Wearable

Pete Lau, CEO di OnePlus, ha confermato il lancio di uno smartwatch all’inizio del 2021, probabilmente insieme alla nuova serie di smartphone OnePlus 9.

Pete Lau, CEO di OnePlus, ha confermato che l’azienda cinese entrerà nel mercato degli smartwatch all’inizio del 2021. Il lancio del dispositivo era stato preannunciato la scorsa settimana durante un’intervista rilasciata al sito Input. A metà ottobre era stato mostrato su Twitter un disegno risalente al 2015.

Lo sviluppo di uno smartwatch era stato avviato nel 2015, ma OnePlus ha successivamente deciso di abbandonare il progetto per focalizzare il lavoro sugli smartphone. Il produttore cinese aveva infatti annunciato due modelli: OnePlus 2 e OnePlus X. Inoltre la piattaforma di Google (Android Wear, oggi Wear OS) scelta per il dispositivo non avrebbe potuto competere contro quella di Apple (il divario è netto anche dopo cinque anni).

https://twitter.com/oneplus/status/1316379482182348801

Il CEO non ha svelato nessun dettaglio, quindi non è possibile confermare se lo smartwatch avrà una forma circolare o rettangolare, come quella di Oppo Watch (Oppo e OnePlus sono entrambe sussidiarie della multinazionale BBK Electronics).

https://twitter.com/PeteLau/status/1341392977973960707

Lau ha dichiarato che Wear OS ha ampi margini di miglioramento, per cui OnePlus fornirà il suo aiuto per lo sviluppo del sistema operativo. Non è chiaro però se Wear OS verrà utilizzato per lo smartwatch. La nuova serie OnePlus 9 dovrebbe essere annunciata nel mese di marzo 2021, quindi il primo orologio digitale del produttore potrebbe essere mostrato in quell’occasione.

Ulteriori informazioni (ufficiali o “leaked”) verranno probabilmente divulgate nel corso delle prossime settimane. L’azienda cinese è già presente nel mercato dei dispositivi indossabili con gli auricolari OnePlus Buds. L’arrivo di uno smartwatch consentirà di creare un ecosistema di prodotti interconnessi.

Fitbit Sense

Wearable

Google-Fitbit, via libera all’acquisizione

Luca Colantuoni | 18 Dicembre 2020

Fitbit Google Wearable

La Commissione Europa ha approvato l’acquisizione di Fitbit da parte di Google, ma l’azienda di Mountain View dovrà rispettare alcuni impegni per dieci anni.

Come previsto a fine settembre, la Commissione Europea ha approvato l’acquisizione di Fitbit da parte di Google. Il via libera è arrivato dopo un’indagine approfondita che ha coinvolto altri produttori di dispositivi indossabili. L’azienda di Mountain View dovrà tuttavia rispettare una serie di impegni per almeno dieci anni.

Prima di approvare l’acquisizione, la Commissione Europea ha raccolto una serie di informazioni dai diretti concorrenti e da varie autorità nel mondo, in particolare quelle che si occupano di privacy. Il via libera è arrivato principalmente perché Fitbit e Google hanno un market share molto ridotto (il settore è dominato da Apple, Garmin e Samsung). Le preoccupazioni dell’Europa riguardavano però tre aspetti: la raccolta dei dati degli utenti a scopo pubblicitario, l’accesso da parte di altri produttori ai dati registrati dai dispositivi Fitbit e l’interoperabilità con gli smartphone Android.

Per quanto riguarda l’uso dei dati a scopo pubblicitario, Google ha garantito che non li utilizzerà per veicolare inserzioni personalizzate, che verranno conservati separatamente da altri dati usti per l’advertising e che gli utenti potranno concedere o negare il permesso di accesso ad altri servizi Google.

Google ha promesso inoltre di mantenere l’accesso ai dati da parte delle app di terze parti (tramite le Web API di Fitbit), senza chiedere il pagamento di denaro e solo con il permesso degli utenti. Infine, Google garantisce il rispetto delle attuali condizioni, ovvero l’accesso non discriminatorio alle funzionalità disponibili su Android, tra cui il collegamento tra smartphone e indossabile tramite Bluetooth e il controllo della fotocamera dello smartphone.

Tutti questi impegni dovranno essere rispettati da Google per dieci anni. Secondo la Commissione Europa, l’acquisizione di Fitbit non pone rischi per la concorrenza.

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