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OpenOffice: dopo 15 anni, la suite non sarà  più aggiornata

Presente da più di quindici anni sul mercato come alternativa open source alla famosa suite di Microsoft Office, OpenOffice è stato per tutti questi anni un simbolo per chi ama il software appartenente a questa filosofia: tuttavia, stando alle parole di Dennis Hamilton – VP di Apache OpenOffice – l’avventura del pacchetto integrato per la produttività  potrebbe ormai essere giunta al capolinea.

Nato a ridosso dei primi anni duemila per iniziativa della Sun Microsystems – che decise di rendere open source il codice di Staroffice – OpenOffice si affermò in poco tempo come valida alternativa ad Office: il grande numero di download del software da parte degli utenti e, ancora, l’apertura alle modifiche da parte di qualunque developer, lo hanno trasformato in un prodotto disponibile su tutte le principali piattaforme.

L’elaboratore di testo, il foglio elettronico, il database, il programma per la creazione di presentazioni, quello per la grafica vettoriale e per le formule matematiche hanno contribuito a rendere OpenOffice un’alternativa completa, anche grazie al lavoro della community di developer che, per tanti anni, ha seguito il progetto. Tuttavia, negli ultimi anni, il supporto è venuto meno, e sono rimasti in 5-6 sviluppatori a sostenere OpenOffice.

Lo stesso VP di Apache OpenOffice ha sottolineato come il progetto sia ormai a rischio, a causa del fatto che tanti developer hanno deciso di abbracciare la causa di LibreOffice, realizzato a sua volta sulla base del codice sorgente di OpenOffice e in continuo e costante aggiornamento, mentre l’ultimo update di OpenOffice risale ad ottobre 2015.

OpenOffice, poi, sarebbe anche alle prese con problemi in termini di protezione contro le vulnerabilità : a questo proposito, stando a ciò che riporta Ars Technica, nel corso del mese di luglio 2016, in seguito al rilevamento di rischi per la vulnerabilità , sono state apportate delle modifiche al software per prevenire eventuali problematiche.

 

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