Rivivere la storia con il Google Cultural Institute

Da oggi è on line il progetto intrapreso da Google di riportare in vita la storia attraverso 42 mostre virtuali che raccontano i principali eventi del secolo scorso. Le mostre, visitabili on line, sono state realizzate da 17 partner internazionali tra musei, archivi e fondazioni che hanno messo a disposizione manoscritti, foto e testimonianze video, visibili per la prima volta sul web.

L’Italia partecipa con i contributi dell’Istituto Luce Cinecittà  che ha raccontato con l’ausilio di materiale audio visivo gli Anni della Dolce Vita offendo una panoramica che spazia dal cinema, alla moda alla cultura fino al clima socio-politico degli anni Sessanta.

Le mostre che il Google Cultural Institute ha realizzato sul web coprono gli eventi salienti del secolo scorso. Gli anni del nazismo sono raccontati da “Amore tragico ad Auschiwitz” la storia di Edek eMala, due innamorati che riuscirono a scappare dal campi di concentramento e dalla video testimonianza originale di Jan Karskl, l’uomo che ha cercato per primo di informare il mondo dell’esistenza dell’Olocausto.

L’Apertheid è descritta attraverso la storia di Steve Biko, un quindicenne che scopre l’impegno politico negli anni della lotta contro la segregazione razziale, nella mostra sono esibiti per la prima volta nove documenti inediti.

E poi ancora lo sbarco in Normandia, il famoso D-Day, con fotografie, lettere personali e racconti da parte dell’ammiraglio Ramsey che guidò l’operazione nel giugno del 1944.  E infine l’incoronazione della Regina  Elisabetta II d’Inghilterra nel 1953. Tutte le foto messe on line possono essere ingrandite e all’interno delle singole mostre si possono eseguire ricerche tra milioni di voci, per paese, persona, evento o data.

Il Google Cultural Institute www.google.com/culturalinstitute. è impegnato su più fronti per la digitalizzazione del patrimonio artistico e culturale dell’umanità : on line ci sono già  progetti come Art Projects World Wonders,  la digitalizzazione degli Archivi di Nelson Mandela e i Manoscritti del Mar Morto provenienti dall’Israel Museum di Gerusalemme. Tutte le iniziative si arricchiscono continuamente di nuovi contributi resi disponibili da enti e musei.

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