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Seagate e Linux, stacchi il cavo e risolvi il problema

Davide Piumetti | 12 Dicembre 2007

Seagate

Abbiamo parlato ieri, a questa pagina, dei problemi di alcuni dischi esterni Seagate con il sistema operativo Linux (e in […]

Abbiamo parlato ieri, a questa pagina, dei problemi di alcuni dischi esterni Seagate con il sistema operativo Linux (e in parte OSX).

Il problema, lo ricordiamo, consiste nel mancato dialogo tra Linux e il disco; quando un prodotto non viene utilizzato per un certo periodo la logica di controllo attiva la modalità  di standby e, quando l’utente intende accedrvi di nuovo nascono dei problemi di compatibilità  che portano il disco a funzionare esclusivamente con connessione Usb 1.0.

La soluzione, secondo Seagate, consiste semplicemente nello scollegare il cavo Usb e successivamente ricollegarlo.

Il nuovo riconoscimento dovrebbe permettere al dispositivo di funzionare alla piena velocità .

Anche se (a quanto afferma Seagate) la procedura funziona, per l’utente tutto questo può risultare scomodo; possibile che ogni volta che si deve utilizzare il disco sia necessario staccare e riattaccare il cavo?

Seagate a quanto pare sta lavorando a una soluzione definitiva, e ha dato questo suggerimento agli utenti in modo da arginare (solo temporaneamente) il problema.

Seagate Edge RX

Storage

Seagate Edge RX, scovare le anomalie negli HDD con IA e GPU

Alfonso Maruccia | 5 Maggio 2020

Gpu Hdd IA Nvidia Seagate

Seagate ha presentato la nuova piattaforma Edge RX, un sistema basato su intelligenza artificiale e GPU NVIDIA dedicato all’identificazione delle anomalie nella produzione di HDD.

Nonostante la crescente popolarità dei dischi a stato solido (SSD) e un mercato molto diverso rispetto al passato, gli HDD continuano a rappresentare una delle tecnologie di storage più diffuse. Seagate, uno dei maggiori produttori al mondo nel settore, commercializza decine di milioni di hard disk ogni trimestre, e ha l’evidente esigenza di ottimizzare il processo produttivo riducendo al minimo anomalie e sprechi.

Collaborando con HPE e NVIDIA, la corporation statunitense ha dunque ideato una nuova piattaforma a base di intelligenza artificiale chiamata Seagate Edge RX. Sfruttando la potenza delle GPU NVIDIA e della tecnologia EGX, Seagate Edge RX adotta gli algoritmi di machine learning per analizzare milioni di immagini ogni giorno alla ricerca di anomalie nei componenti.

La necessità di lavorare assieme a HPE e NVIDIA è nata dal fatto che non esisteva alcuna tecnologia commerciale adatta allo scopo, dice Seagate. La produzione di un singolo HDD è infatti un processo estremamente complesso, che richiede 1.400 passaggi solo per la realizzazione della testina responsabile della lettura e scrittura dei dati sui piatti magnetici.

Seagate, HDD HAMR da 16TB - screenshot 2

Installate in ogni fabbrica Seagate, i sistemi NVIDIA EGX potranno sfruttare la potenza dell’hardware locale (niente cloud virtuale qui, lo storage “reale” è una cosa seria) per processare 17 milioni di immagini al giorno. Immagini create alla distanza di poche molecole dai piatti magnetici. Un po’ come un Boeing 747 che vola a pochi centimetri dal suolo a una velocità 100 volte superiore a quella del suono, spiega Seagate.

Una soluzione Seagate Edge RX è già stata installata (ed è presumibilmente funzionante) in una delle fabbriche della corporation, mentre in futuro la piattaforma dovrebbe arrivare anche negli altri impianti. Secondo le stime interne, Edge RX dovrebbe portare a un ritorno degli investimenti aumentato al 300% grazie a un’efficienza migliorata e una migliore qualità della produzione.

Seagate è evidentemente molto fiduciosa della validità della nuova soluzione Edge RX, è ha perciò deciso di non tenersi solo per se questa “innovazione” condividendo e pubblicando uno studio completo sulla nuova architettura.

HDD magnetico

News

Seagate, arrivano gli hard disk da 18 e 20 terabyte

Alfonso Maruccia | 7 Novembre 2019

Hardware Hdd Seagate

I piani dell’azienda americana per il prossimo futuro includono la produzione in massa di HDD da 18 e 20 TB, […]

I piani dell’azienda americana per il prossimo futuro includono la produzione in massa di HDD da 18 e 20 TB, l’adozione commerciale della tecnologia HAMR e l’arrivo di dischi “monstre” da 50 TB da qui a sette anni.

Come Western Digital e le aziende concorrenti ancora attive nel mercato degli hard disk a tecnologia magnetica, Seagate è da tempo impegnata a sviluppare soluzioni di storage dalle dimensioni assolutamente fuori scala. La “fame” di dati cresce soprattutto in ambito aziendale e CED/data center, e per soddisfare questa fame il colosso statunitense ha già in programma di sfornare unità di archiviazione ancora una volta da primato.

I piani di Seagate per il prossimo futuro sono emersi nel corso di un incontro con analisti e investitori, occasione in cui l’azienda americana ha svelato la roadmap delle produzioni pianificate per i prossimi anni. Dopo il debutto dei primi HDD da 16TB nel corso del 2019, il 2020 segnerà l’arrivo delle unità magnetiche con una capienza di 18 e 20 terabyte.

Seagate, roadmap HDD

Gli HDD da 16 e 20TB serviranno a “confermare la leadership nella capacità industriale”, sostiene Seagate; inoltre, nella seconda parte dell’anno prossimo, la corporation intende portare sul mercato i primi modelli commerciali di hard disk basati sulla famigerata tecnologia di archiviazione HAMR potenziata al laser.

Il primo HDD HAMR di Seagate sarà a quanto pare dotato di una capacità di 20TB, garantirà un 20% di densità di archiviazione per area nel corso del prossimo decennio e permetterà di raggiungere prestazioni adeguate al compito grazie a una soluzione MACH.2 a doppio attuatore.

Grazie all’utilizzo di HAMR, PMR, SMR e altre tecnologie all’avanguardia, Seagate pianifica di mantenere la sua leadership nella tecnologia di archiviazione magnetica con l’arrivo di un HDD da 30TB entro il 2023. Secondo i piani della corporation, nel pur lontano 2026 il mondo digitale potrà contare sulla disponibilità di hard disk magnetici con capacità da ben 50 terabyte.

HDD magnetico

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Seagate, hard disk da 16 Terabyte potenziati al laser

Alfonso Maruccia | 5 Dicembre 2018

Hdd Seagate

Il colosso americano dello storage ha annunciato un importante traguardo per i dischi magnetici di prossima generazione: i drive da […]

Il colosso americano dello storage ha annunciato un importante traguardo per i dischi magnetici di prossima generazione: i drive da 16TB sono quasi pronti per il debutto, quantomeno sul mercato enterprise.

Da tempo si parla delle promesse del processo di archiviazione noto come HAMR (Heat Assisted Magnetic Recording), una tecnologia che prevede l’impiego di un laser microscopico per riscaldare la superficie magnetica dei supporti usati negli HDD così da aumentare sensibilmente la densità dei bit archiviabili. Dal futuribile al mercato il passo è quasi fatto, almeno stando a quanto sostiene Seagate per i suoi nuovi drive da ben 16 terabyte di spazio disponibile.

La corporation statunitense ha infatti annunciato di aver costruito e testato il primo HDD da 16TB basato su tecnologia HAMR, un drive della linea Exos (quindi dedicato allo storage in configurazione rack) “formattato e pienamente funzionante” nel form factor standard da 3,5”. Il drive offre la più alta capacità di storage per singolo supporto mai realizzata, sostiene Seagate, e le tempistiche per il lancio ufficiale sul mercato non sono poi così lontane.

I tecnici dell’azienda sono attualmente impegnati a testare il nuovo disco magnetico laser-assistito, e finora il drive si è comportato egregiamente passando senza problemi tutti i benchmark inclusi quelli di efficienza energetica, interpretazione dei comandi in standard SCSI, lettura, scrittura, trasferimenti sequenziali e carichi di lavoro misti.

Storage e mercato

Seagate sostiene che le unità HAMR rappresentano la risposta ideale alle moderne necessità di archiviazione e produzione dei contenuti, un’offerta inizialmente destinata alle aziende e al mondo enterprise (come risulta evidente dall’uso del brand Exos per il nuovo drive) ma inesorabilmente destinata a finire nei PC e negli altri dispositivi elettronici dedicati all’utenza consumer.

Quando è previsto il debutto sul mercato dei nuovi dischi da 16TB? Seagate non fornisce dettagli precisi al riguardo, limitandosi piuttosto a dire che i piani aziendali prevedono il debutto dei dischi con capacità da ben 20TB – e quindi inevitabilmente basati su tecnologia HAMR – entro il 2020. Con buona pace di chi vorrebbe sostituire gli HDD con gli SSD una volta per tutte.

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