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Seagate: nuovi hard disk da 12 terabyte

Damiano Ruggiero | 9 Ottobre 2017

Hdd

Se avete problemi di spazio sui vostri pc, Seagate cercherà  di soddisfare anche questa esigenza. L’azienda di Scotts Valley ha aggiornato […]

Se avete problemi di spazio sui vostri pc, Seagate cercherà  di soddisfare anche questa esigenza. L’azienda di Scotts Valley ha aggiornato la propria gamma di hard disk meccanici introducendo tre nuovi modelli da ben 12 TBpensati appositamente per Desktop e Nas.

Le nuove proposte sono Barracuda Pro Compute (St12000dm0007), IronWolf (St12000vn0007) e IronWolf Pro (St12000ne0007) e offrono 2 terabyte in più rispetto a quelle da 10 terabyte presentate appena un anno fa. I Barracuda Pro sono dedicati al settore desktop, gli IronWolf ai NAS fino a otto alloggiamenti, mentre gli IronWolf Pro a soluzioni di archiviazione professionali fino a sedici alloggiamenti. La particolarità  di questi device risiede nella presenza della piattaforma all’elio, che favorisce la densità  e riduce l’attrito fra le parti meccaniche; al suo interno l’azienda statunitense ha inserito otto piatti basati su tecnologia PMR (Perpendicular Magnetic Recording) che ruotano a 7200 RPM. Fra le altre caratteristiche troviamo 256 MB di cache Dram e consumi pari a 5 watt in stato idle e di 7,8 watt in attività . Di seguito proponiamo una tabella con tutte le feature:

Barracuda Pro Compute IronWolf NAS IronWolf Pro NAS
Model Number ST12000DM0007 ST12000VN0007 ST12000NE0007
RPM 7200 RPM
Interfaccia SATA 6 Gbps
Cache DRAM 256 MB
Transfer rate massimo sostenuto 250 MB/s 210 MB/s 250 MB/s
Carico sostenibile 300 TB / anno 180 TB / anno 300 TB / anno
Consumi Idle 5.0 W
Attivo 7.8 W
Standby / Sleep 0.8 W
Cicli di carico / scarico 300K 600K
Tasso di errore non ripristinabile < 1 in 10E15
MTBF 1 milione di ore 1,2 milioni di ore
Garanzia 5 anni
(2 anni con servizio recupero dati incluso)
3 anni 5 anni
(2 anni con servizio recupero dati incluso)
Prezzo $530 $470 $540

Non è ancora stato comunicato un prezzo di listino ufficiale per questo nuovo modello di hard-disk a marchio Seagate, ma si parla di un costo che oscilla tra i 470$ per l’IronWolf Nas, 530$ per il Barracuda Pro Compute, e infine 540$ per l’IronWolf Pro Nas.

HDD (Hard disk, storage)

Utility

Testare le prestazioni di HDD, SDD e unità di storage con IsMyHdOK

Alfonso Maruccia | 14 Dicembre 2020

Hdd Ssd Storage

IsMyHdOK è un tool minimale in grado di verificare le prestazioni delle unità di archiviazione fisse o rimuovibili. Un modo per effettuare un check-up veloce in caso di necessità.

Come DesktopSnowOK, anche IsMyHdOK fa parte della famiglia di utility e piccole applicazioni distribuite sul sito di SoftwareOK. L’obiettivo, in quest’ultimo caso, è misurare le prestazioni di dischi fissi a tecnologia magnetica (HDD), dischi SDD e altre unità di archiviazione collegate al sistema e accessibili tramite una lettera di volume.

Diversamente da altri tool “istituzionali” come il solito CrystalDiskMark, IsMyHdOK è un programma specializzato nella facilità e velocità di esecuzione del compito per cui è stato creato. Il programma è portabile, quindi basta scaricare una delle due versioni disponibili (32/64-bit) ed estrarre l’eseguibile in archivio per cominciare.

IsMyHdOK - 1

Dalla compatta interfaccia di IsMyHdOK possiamo selezionare (in alto a destra) l’unità/disco su cui effettuare i test e la durata dei suddetti (da 15 secondi a 4 minuti); sulla sinistra sono presenti le informazioni essenziali sull’unità selezionata, mentre al centro sono presentati i diversi test disponibili. È possibile eseguire un singolo test con ciascuno dei cinque pulsanti centrali, oppure effettuare un test omnicomprensivo tramite il pulsante Avvia in basso a sinistra.

IsMyHdOK - 2

Alla fine dei benchmark, IsMyHdOK restituirà i risultati calcolati in base a una serie di parametri spiegati in dettaglio nelle FAQ del programma. Dal Menu in alto, infine, possiamo accedere a diverse utilità di Windows correlate alla gestione delle unità di archiviazione.

Tutto considerato, IsMyHdOK è uno strumento semplificato per effettuare una prova veloce delle prestazioni di un HDD, un SSD o una chiavetta USB. Una possibile alternativa all’onnipresente CrystalDiskMark per chi è alla ricerca di questo genere di opportunità.

Western Digital (WD)

Storage

Western Digital, HDD “Gold” da 18TB e “Red Plus” per i NAS

Alfonso Maruccia | 25 Giugno 2020

Hdd Nas Storage WD

Dopo il disastro dei dischi SMR, il colosso dello storage rilancia con nuovi modelli enterprise (Gold) con taglie esagerate e un nuovo brand per gli HHD per NAS ad alte prestazioni.

Western Digital è pronta a espandere l’offerta “Gold”, famiglia di hard disk magnetici dedicata al settore enterprise che ora si arricchisce di due nuove taglie da 16 e 18 terabyte. Novità arrivano anche sul fronte dei NAS “azzoppati” dai dischi SMR, con l’introduzione di una marca “Red Plus” a indicare le unità caratterizzate da prestazioni superiori (CMR).

Pensato espressamente per le aziende, i data center e gli ambienti in cui contano soprattutto affidabilità e prestazioni, il marchio WD Gold è caratterizzato dalla presenza di un sistema anti-vibrazioni, un consumo energetico ridotto e altre tecnologie avanzate. Gli HDD WD Gold sono certificati per operare in regime di utilizzo costante (24 ore al giorno, 365 giorni all’anno) e sono offerti nel classico formato da 3,5” con interfaccia SATA.

WD Gold

I nuovi modelli da 16 e 18 terabyte sono già acquistabili presso i rivenditori britannici, e costano ovviamente un occhio della testa (£472, £520). Curiosamente, i dischi non risultano ancora disponibili negli USA o altrove né sullo store Web ufficiale di WD. La garanzia dovrebbe essere la stessa dei modelli Gold preesistenti (5 anni).

Non c’è invece garanzia, né pace, per gli utenti che hanno avuto la sfortuna di incappare negli oramai famigerati HDD basati su tecnologia a tracce sovrapposte (SMR). Lo scandalo SMR ha partorito due class action, e ora WD ha deciso di rendere più riconoscibili i dischi con prestazioni inferiori lanciando il marchio Red Plus.

WD Red Plus

Il motivo del contendere è sempre l’utilizzo delle unità “azzoppate” (SMR) in configurazioni NAS, uno scenario in cui ora WD offrirà tre diverse proposte: gli HDD WD Red “lisci” useranno la tecnologia SMR e saranno consigliati per utilizzi “non intensivi”, i WD Red Plus saranno dischi a tecnologia convenzionale (CMR) per i NAS con carichi di lavoro intensivi e i WD Red Pro saranno indirizzati al settore business.

Western Digital (WD)

Storage

Western Digital, class action contro gli HDD SMR per NAS

Alfonso Maruccia | 3 Giugno 2020

Hdd Storage WD

Il pasticcio degli hard disk SMR venduti come HDD “standard” sta per costare due class action a Western Digital. La corporation ha messo a rischio i dati degli utenti, dicono gli avvocati.

Assieme a Seagate e Toshiba, Western Digital (WD) è stata colta nei mesi scorsi con le “mani nella marmellata” dello scandalo SMR. I tre grandi produttori di hard disk hanno commercializzato le loro unità di storage con tracce sovrapposte senza informare adeguatamente gli utenti, provocando (nei casi peggiori) problemi e perdite di dati sui sistemi pensati per la registrazione a flusso continuo.

La tecnologia SMR (Shingled magnetic recording) prevede l’uso di tracce parzialmente “sovrapposte” per l’archiviazione di dati su HDD, un sistema pensato per aumentare la densità dei piatti magnetici ma che ha effetti negativi sulla performance in scrittura. Particolarmente complicata era subito apparsa la posizione di WD, che aveva venduto i dischi SMR al posto di quelli tradizionali (CMR) nella serie “Red” dedicata ai sistemi NAS.

HDD magnetico

WD, come le altre aziende coinvolte, aveva in seguito provato a mettere una pezza al pasticcio professando “trasparenza” e pubblicando la lista completa dei dischi SMR sul mercato. La mossa di WD non è stata sufficiente, e ora due diversi studi legali (uno negli USA, l’altro in Canada) stanno imbastendo una class action contro il comportamento scorretto (e potenzialmente illegale) dell’azienda.

I dischi SMR sono particolarmente inadatti ai NAS e alle altre configurazione di storage RAID, sostengono i legali, WD ne era ben conscia eppure ha deciso di usare la tecnologia “inferiore” delle tracce sovrapposte “apparentemente” per risparmiare sui costi.

WD aveva in verità tentato una ulteriore, disperata mossa di riconciliazione col pubblico sostituendo i dischi SMR con quelli CMR valutando la situazione dei clienti “caso per caso”. La cosa non è stata sufficiente, e ora una più che probabile class action mirerà a dimostrare la condotta illecita di WD e i comportamenti adottati per mascherare l’uso dei drive SMR.

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