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Security

Apple: class action in Sud Corea

silvia.ponzio | 18 Agosto 2011

Sicurezza

Guai legali per Cupertino a causa del tracciamento GPS dell’iPhone. La questione del tracking degli utenti da parte dei software […]

Guai legali per Cupertino a causa del tracciamento GPS dell’iPhone.

La questione del tracking degli utenti da parte dei software presenti nei sistemi operativi mobile sembrava ormai superata, e invece in Sud Corea si prospetta una class action contro Apple proprio per violazione della privacy da parte di iOS.

La storia risale all’aprile scorso quando due ricercatori – Alasdair Allan e Pete Warden – scoprirono che iOS 4 registrava in un file i dati sugli spostamenti del telefono (o del tablet) all’insaputa dell’utente per poi inviarli ai server di Cupertino. Steve Jobs in persona aveva negato che Apple “pedinasse” i suoi utenti di proposito, nel senso che non raccoglievano informazioni sul proprietario del telefono, ma solo dati anonimi relativi alla posizione del device e alle reti Wi-Fi incontrate. L’obiettivo? Velocizzare il rilevamento delle coordinate Gps e agevolare altre operazioni legate alla geolocalizzazione.

A onor del vero, nella bufera erano finiti anche Google e Microsoft esattamente per lo stesso motivo. Google aveva replicato che la raccolta dei dati sugli hotspot wifi serviva per migliorare la triangolazione del segnale su Android e che era fondamentale per la strategia di prodotto di Mountain View, mentre Microsoft aveva puntato il dito su Find my phone – ovvero il servizio per bloccare in remoto un telefonino in caso di smarrimento o furto – che memorizzerebbe però solo l’ultima posizione dell’utente cancellando la cronologia degli spostamenti.

Sta di fatto che nei guai in Corea del Sud c’è finita Apple. Oltre 27 mila possessori di iPhone si stanno infatti organizzando per intentare una maxi class action forti della sentenza appena vinta da un altro proprietario di melafonino contro Apple che si è portato a casa un risarcimento danni di un milione di won – pari a circa 945 dollari – per violazione della privacy. Basta fare due conti per capire che Apple rischia di pagare un indennizzo di oltre 25 milioni di dollari (spicciolo più spicciolo meno) se dovesse perdere la causa collettiva. Un bel colpo per le casse di Cupertino, ma anche per la sua immagine nel mondo vista l’eco mediatica per tutto quello che riguarda Steve Jobs e compagni.