Security

Contro il malware ci pensa Avast

Redazione | 9 Marzo 2016

Sicurezza Software

Il produttore di origine ceca Avast Soft­ware ha una lunga storia, che risale addirittura alla fine degli anni ’80. Produce […]

Il produttore di origine ceca Avast Soft­ware ha una lunga storia, che risale addirittura alla fine degli anni ’80. Produce da sempre una versione gratuita del suo antivirus, affiancata poi da vari prodotti commerciali. Nella sua offerta si trovano oggi security suite, servizi Vpn, password manager e utility di ottimizzazione per i mercati consumer, business e mobile, ma l’antivirus gratuito è ancor oggi il prodotto più noto e scaricato. Per scaricarlo basta raggiungere l’homepage della software house (www.avast.com): la versione free è indicata chiaramente, accanto a quelle commerciali, in una tabella che evidenzia le principali differenze tra i vari prodotti.

L’installer è molto leggero (meno di 5 Mbyte), perché scaricherà  i componenti necessari durante la procedura di setup. All’avvio, l’installer propone di scaricare e installare anche Chrome e la Google Toolbar per Internet Explorer; l’offerta può essere facilmente declinata, perché le due opzioni sono indicate chiaramente nella finestra iniziale. Con un clic sul pulsante Installa si avvia la procedura, che viene completata automaticamente nel giro di qualche minuto. Una volta conclusa l’installazione, una finestra con il rassicurante titolo «Sei protetto» accoglie l’utente in una procedura guidata che illustra alcune funzioni del prodotto e propone anche la versione Android dell’antivirus.

L’interfaccia del programma è molto semplice, ed è completamente tradotta in italiano. La pagina principale mostra in modo chiaro lo stato della protezione, ed è dominata da un grande pulsante per avviare la scansione del computer. Subito sopra si trovano quattro pulsanti, che richiamano altrettanti menu di funzioni: Scansione, Strumenti, Password e Store. Alcune delle funzioni in realtà  non sono attive, ma rimandano alle versioni commerciali del programma; non sono però disattivate e la maggior parte non è neppure segnalata. Capita quindi di richiamarle per poi essere rinviati a una pagina di acquisto.

Le funzioni antimalware di Avast comprendono la protezione in tempo reale, che analizza i file scaricati, aperti o manipolati, la classica scansione del computer e alcuni altri strumenti per individuare i componenti software obsoleti, verificare le estensioni del browser o controllare lo stato di protezione della rete domestica; è presente anche un ottimizzare delle prestazioni del computer, ma per applicare le modifiche suggerite bisogna acquistare l’abbonamento al servizio.

Creare un disco avviabile per analizzare e ripulire un computer infetto è molto semplice e anche piuttosto rapido. La funzione di creazione inserisce automaticamente le definizioni dei virus più recenti, e permette di scegliere se realizzare un Cd oppure una chiavetta Usb avviabile.

avast

Tra le funzioni più originali del software antimalware di Avast c’è un interessante scanner che analizza i dispositivi presenti nella rete locale alla ricerca di eventuali problemi di sicurezza.

Richiamando le impostazioni si trovano alcune opzioni interessanti, che forse avrebbero meritato maggiore visibilità : per esempio, si può attivare la modalità  silenziosa, utile quando non si vuole essere disturbati dalle notifiche dell’antivirus (per esempio quando si guarda un film). Anche la scansione dei programmi potenzialmente non voluti (adware e simili) è disabilitata per default, e bisogna raggiungere le impostazioni per attivarla.

Avast aggiunge un componente ai principali browser, per analizzare le pagine visitate ed evitare sorprese sgradite durante la navigazione. La sua presenza non è comunque intrusiva: non aggiunge informazioni alle pagine di risultati dei motori di ricerca, ma entra in azione soltanto quando si tenta di accedere a una pagina potenzialmente pericolosa, un po’ come le funzioni di sicurezza integrate in vari browser moderni. Interessante è anche la funzione di protezione delle password: Avast crea un archivio protetto e può integrarsi con Chrome, Firefox e Internet Explorer. L’antivirus integra addirittura un funzione di Assistenza Remota, ma le sue funzioni sono molto più crude rispetto a quelle di prodotti dedicati, come per esempio TeamViewer.

Nel complesso Avast è un prodotto ben realizzato, che forse tenta con un po’ troppa insistenza di convincere gli utenti a passare alla versione commerciale. Le sue prestazioni sono buone, e i molti test indipendenti a cui è stato sottoposto hanno certificato una buona affidabilità  nella prevenzione e nella rimozione dei pericoli. L’interfaccia è gradevole e intuitiva, ma alcune opzioni e funzioni avanzate sono nascoste nelle finestre di configurazione.
Dario Orlandi
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Windows 10 bug errori disastro

Security

Windows 10, la falla 0-day ha bisogno di una nuova patch

Alfonso Maruccia | 24 Dicembre 2020

Sicurezza Windows

I ricercatori di Google pubblicano un nuovo exploit per una vulnerabilità di Windows 10 nota da mesi. La patch precedente non funziona, la prossima arriverà solo a gennaio.

Microsoft non è più in grado di garantire la sicurezza nemmeno per i tool basilari di Windows 10, e anche le patch rilasciate per le falle già note da tempo a volte riescono col buco. Una di queste patch è disponibile da mesi, ma stando ai ricercatori non è sufficiente a mitigare il pericolo di una vulnerabilità già sfruttata dai cyber-criminali.

La falla in questione (CVE-2020-0986) è stata scoperta dai ricercatori di Project Zero (Google) e permette a un malintenzionato di aumentare i privilegi di accesso a livello di kernel. Microsoft ha distribuito una patch correttiva a giugno, ma stando ai ricercatori di Google il problema persiste ancora oggi.

Il nuovo rapporto di Project Zero evidenzia come la falla, ora classificata come CVE-2020-17008, possa essere ancora sfruttata tramite un nuovo codice proof-of-concept (POC) adattato da quello originale sviluppato da Kaspersky. I criminali avranno gioco facile a sfruttare ancora il problema, avvertono gli esperti, poiché hanno già una certa familiarità con il bug.

Microsoft ha riconosciuto l’esistenza del problema (e quindi l’inconsistenza della sua patch) con il tracciamento del bug (CVE-2020-17008), e un nuovo fix era già in programma per novembre. I problemi identificate in fase di test hanno costretto la corporation a rimandare l’update al 12 gennaio 2021, quando si spera che verrà distribuita una correzione definitiva al problema.

DHS Cina USA

Security

Il DHS alle aziende USA: l’hi-tech cinese pericoloso per business e dati

Alfonso Maruccia | 24 Dicembre 2020

Donald Trump Privacy Sicurezza

Le autorità statunitensi del DHS lanciano l’allarme nei confronti delle aziende a stelle e strisce. L’uso dei prodotti hi-tech cinesi è pericoloso, ed è meglio informarsi per contrastare i rischi.

L’attacco contro SolarWinds evidenzia l’estrema pericolosità dei cyber-guastatori russi, ma finché Donald Trump resterà alla Casa Bianca l’“amico Putin” ha ben poco di cui preoccuparsi. I cinesi, invece, continuano a essere il bersaglio prediletto dell’Amministrazione Trumpiana, e un nuovo rapporto del DHS vuole evidenziare i rischi connessi all’uso dei dispositivi realizzati nel paese asiatico da parte delle aziende USA.

L’allarme del Department of Homeland Security (DHS), dipartimento federale equivalente del Ministero dell’Interno italiano, è indirizzato specificatamente ai business statunitensi che usano (o vorrebbero usare) prodotti hi-tech realizzati da aziende collegate al governo cinese. La Repubblica Popolare Cinese rappresenta un grave rischio alla sicurezza dei dati per il governo e i business USA, dice il DHS, perché Pechino ha “sia l’intento che l’abilità” di accedere direttamente alle informazioni grazie a framework legali vecchi e nuovi oltre che alla collaborazione diretta dei marchi cinesi.

USA vs Cina

Il rapporto del DHS cita in particolare la legge cinese sull’intelligence nazionale in vigore dal 2017, norma che obbliga tutte le aziende cinesi a supportare, assistere e cooperare con i servizi di intelligence di Pechino. Una nuova legge sulla sicurezza dei dati, la cui entrata in vigore è prevista per il 2021, rende ancora più grave la situazione fornendo alla dittatura comunista nuovi strumenti di sorveglianza e controllo sui business stranieri.

Usando dispositivi e soluzioni tecnologiche progettati e venduti da aziende cinesi, avverte il DHS, le attività imprenditoriali statunitensi espongono se stesse e i loro clienti al furto di segreti industriali, violazione delle leggi USA sull’esportazione e la privacy, rottura dei termini contrattuali, sorveglianza, tracciamento dei critici del regime, pericoli per la reputazione aziendale.

Persino l’utilizzo delle app mobile e dei braccialetti per il fitness, avverte il DHS, rappresenta un grave rischio alla sicurezza e alla privacy visto che dà al Partito Comunista Cinese l’opportunità di raccogliere i dati geolocalizzati, incrociare i dati con i registri contabili sulle proprietà e infine identificare i nomi e le famiglie dei cittadini americani. E lo spionaggio russo? E la sorveglianza ben documentata a opera della NSA statunitense? Niente, sarà per la prossima volta.

SolarWinds

Security

SolarWinds, l’attacco contro gli USA è sempre più grave

Alfonso Maruccia | 23 Dicembre 2020

Donald Trump Sicurezza SolarWinds

I contorni della breccia di sicurezza contro il software di SolarWinds si estendono, coinvolgendo sempre più vittime istituzionali e private. Gli USA sono sul piede di guerra, ma a Donald Trump non interessa granché.

I dettagli sulla breccia di sicurezza nei sistemi di SolarWinds, attacco APT di presunta origine russa che sta scatenando il panico negli USA, si fanno ogni giorno più gravi e inquietanti. Inizialmente classificato come un assalto contro le sole organizzazioni e amministrazioni del governo federale, l’attacco sembra ora aver preso di mira molti tra i grandi nomi dell’hi-tech a stelle e strisce.

Oltre a Microsoft e FireEye, dalle cui indagini è emersa l’esistenza dell’intera operazione a base di DLL malevole, almeno due dozzine di aziende hanno installato il medesimo aggiornamento alla piattaforma Orion contenente il componente infetto. Organizzazioni del calibro di Intel, NVIDIA, VMware e Belkin, che al momento sono impegnate in indagini interne ma tendono a escludere la compromissione o il furto di informazioni riservate.

Breccia di Sicurezza

Il potenziale di vittime dell’operazione contro SolarWinds è di quasi 20.000 organizzazioni, ma tutto lascia intendere che il vero obiettivo degli hacker fossero le autorità statunitensi. I criminali al soldo del Cremlino hanno compromesso anche dozzine di caselle di posta elettronica del Dipartimento del Tesoro USA, e anche in questo caso è in corso un’indagine per stabilire i contorni precisi della violazione e l’eventuale furto di dati riservati.

Il problema principale dell’intera faccenda SolarWinds sembra al momento essere lo scarso interesse del presidente uscente Donald Trump, che ha fin da subito minimizzato il presunto coinvolgimento dell’amico Putin. Un comportamento criticato dal presidente eletto Joe Biden, che ha richiamato Trump al suo dovere di preservare la sicurezza degli USA anche nelle sue ultime settimane di presidenza. Lamentandosi infine del fatto che il Pentagono Trumpiano si rifiuta di fornire informazioni precise sull’attacco come dovrebbe essere normale in una fase di transizione tra una presidenza e l’altra.

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