Metti al sicuro il tuo cloud. E non solo le foto

Anche se i servizi di storage online proteggono i dati cifrandoli sia durante la trasmissione sia quando sono memorizzati nel cloud, normalmente non tutelano in modo diretto gli utenti dall’evenienza che qualche persona non autorizzata possa intrufolarsi negli account grazie al furto delle credenziali oppure per un errore nel sistema di autenticazione. Il caso più recente è quello di Apple, con le fotografie personali di alcune starlette carpite sfruttando una vulnerabilità  di iCloud (o più precisamente della funzione Find my iPhone).

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Per tutelare nel modo più completo i propri dati è necessario che sia l’utente stesso ad aggiungere un livello ulteriore di protezione, rendendoli illeggibili a chi dovesse entrarne in possesso in modo fraudolento. Fortunatamente esistono alcuni software di cifratura specifici per l’uso con i servizi di storage nel cloud, che permettono di facilitare il più possibile le procedure codifica e decodifica dei file. BoxCryptor (www.boxcryptor.com) è disponibile per Windows, OS X, Linux, Android e iOS funziona seguendo lo stesso schema del drive virtuale sincronizzato online con una cartella di Dropbox (o di altro servizio).

La versione gratuita supporta un solo fornitore di spazio cloud (per esempio DropBox). BoxCryptor permette di oscurare anche i nomi dei file e di scegliere la dimensione della chiave di cifratura: 128, 192 o 256 bit (l’algoritmo è anche in questo caso l’Aes); una chiave più piccola rende più rapide le operazioni di codifica e decodifica, un vantaggio significativo nel caso di file molto grandi. Le versioni a pagamento (36 oppure 72 euro all’anno) rimuovono questi limiti e offrono funzionalità  accessorie.

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