Security

Netflix: stop alle Vpn. Ma è un telefilm già  visto

Andrea Monti | 15 Aprile 2016

Servizi Web Sicurezza SmartTV

Netflix impedisce l’accesso ai suoi servizi tramite Vpn. La materia sembra quanto mai attuale e legata al momento tecnologico, ma facciamo […]

Netflix impedisce l’accesso ai suoi servizi tramite Vpn. La materia sembra quanto mai attuale e legata al momento tecnologico, ma facciamo un brevissimo viaggio nel tempo, torniamo per qualche paragrafo al 2002. «Vi segnaliamo che l’attuale commercializzazione di Dvd avviene – in Italia ma anche nel resto del mondo – con modalità  distorsive della libera concorrenza. Pregiudicando sia i diritti delle imprese che operano nel settore della commercializzazione dei suddetti supporti (che non possono reperire film più recenti o a prezzi più vantaggiosi), sia i diritti dei consumatori (che sono totalmente esclusi dalla fruizione dei prodotti di un certo mercato, subiscono l’aggravio di maggiori prezzi e non sono liberi di effettuare copie di riserva di quanto da loro legittimamente acquistato, ex art. 64 ter L.633/41). In conseguenza chiediamo di adottare tutti i provvedimenti per eliminare queste distorsioni commerciali e ripristinare i diritti dei consumatori. […] Tutti i produttori di apparati … e di film … impiegano un sistema che per pure ragioni commerciali fa si che un Dvd legittimamente acquistato negli USA e nel Canada sia riproducibile solo ed esclusivamente da un lettore acquistato negli stessi paesi e non altrove. … Recentemente, per contrastare la diffusione di lettori Dvd universali in grado di leggere supporti codificati in una qualsiasi delle sei zone alcune imprese … hanno adottato degli ulteriori sistemi basati sulla tecnologia RCE (Region Control Enhancement) che impediscono l’impiego dei Dvd Regione 1 su questi lettori. Questa strategia commerciale è un grave pregiudizio per i consumatori che sono costretti a comprare un lettore per ogni zona (posto poi di avere il televisore compatibile) o a modificare il proprio lettore, spendendo somme spesso consistenti, perdendo ogni garanzia sul prodotto e, in certi casi, violando anche involontariamente norme di legge. … Nell’economia globale, è inaccettabile che un consumatore non possa scegliere il miglior prezzo per lo stesso prodotto. Con ciò attribuendo ingiustificati vantaggi commerciali ad alcuni operatori e a scapito degli altri.
Ma il rischio più grave è per la diffusione della cultura. Il Dvd è uno strumento utilissimo per veicolare espressioni artistiche della più varia natura. Impedire – per mere questioni di interesse commerciale – di poter vedere un film o una rappresentazione teatrale realizzati in America, che mai sarebbero “tradotte” nella zona europea (o viceversa), significa tagliare fuori le persone da importanti esperienze di arricchimento culturale.»

Questo scriveva l’associazione ALCEI nel 2002 in un esposto (https://www.alcei.it/?p=81) all’Autorità  antitrust, che nel novembre 2003 rispondeva (https://www.alcei.it/?p=82): «Si comunica che l’Autorità  Garante della Concorrenza e del Mercato, …, ha ritenuto che, stante gli accertamenti svolti, allo stato degli atti, non risultano emergere in relazione alla fattispecie segnalata elementi di fatto e di diritto sufficienti a giustificare un intervento ai sensi della legge 10 ottobre 1990, n.287, recante norme a tutela della concorrenza e del mercato, e ne ha, pertanto, disposto l’archiviazione. In particolare lo standard in questione deriva da un accordo internazionale fra produttori di Dvd e supporti audiovisivi che non appare avere un effetto significativo sul territorio italiano ai sensi della L.287/90. Infatti, in ragione dell’incidenza delle normative internazionali in tema di diritto d’autore e del limitato rilievo delle vendite di Dvd “regionalizzati” in lingua originale su Internet, l’impatto di tali pratiche sul territorio nazionale appare comunque modesto».

Sostituite “Dvd” con “streaming”, “zone” con “IP” e “Dvd dezonati” con “Vpn” e vi troverete oggi esattamente nella stessa situazione nella quale si trovavano quindici anni fa quegli utenti paganti (non pirati, dunque) che pur non volendo violare la legge sul diritto d’autore venivano palesemente discriminati dalle lobby del copyright nell’indifferenza delle istituzioni. Le restrizioni di Netflix non sono, per certi versi, cosa inedita.

Il cardine attorno al quale ruota l’intera vicenda del controllo geografico sui contenuti audiovisivi di Netflix è quello della moltiplicazione e l’aumento del costo dei diritti. Il modello tradizionale del diritto d’autore prevede che il proprietario dell’opera (che non sempre, anzi quasi mai è l’autore) possa “licenziare” i diritti a terze parti e vivere di rendita. È evidente che il proprietario dell’opera ha interesse a “licenziare” il suo prodotto al maggior numero di soggetti, e dunque ci si è inventati il concetto di “licenza territoriale”. Grazie a questo escamotage legale, è possibile, letteralmente, moltiplicare pani e pesci (pardon, musica e film di Netflix) perché lo stesso identico oggetto viene venduto singolarmente, paese per paese, con l’impegno che ciascun licenziatario si astenga dal rendere disponibile l’opera al di fuori dei confini dei paesi per i quali ha acquistato i diritti.

È chiaro che se invece di accedere a canali televisivi nazionali posso collegarmi direttamente a quelli del proprietario dell’opera, non ha più senso la vendita dei diritti televisivi e tutti gli operatori del settore perdono soldi. Il proprietario dell’opera, perché nessuno compra più la sua merce; le emittenti nazionali perché nessuno compra abbonamenti per vedere trasmissioni già  disponibili (magari a prezzo più contenuto) direttamente alla fonte.

Di conseguenza, no, non è legale utilizzare Vpn per arrivare su Netflix con un IP americano: questo vi trasformerebbe in pericolosi “pirati” e, come tali, soggetti a perquisizioni alle sei di mattina, sequestri hardware, mouse compresi (si, accade ancora) e accuse di pentiti, come espressamente previsto dalla legge sul diritto d’autore.

Caminetto virtuale

Internet

Trasformare lo schermo del PC o della Smart TV in un caminetto virtuale con YouTube

Alfonso Maruccia | 30 Dicembre 2020

COVID-19 Servizi Web Streaming YouTube

Grazie allo streaming di YouTube è possibile replicare, ancorché in maniera virtuale, l’esperienza rilassante del caminetto sugli schermi moderni. Ideale per Smart TV e non solo.

Sebbene il 2020 sia stato un anno decisamente anomalo a causa della pandemia di COVID-19, l’arrivo di dicembre, delle festività di fine anno e del primo, vero freddo stagionale incoraggia come da tradizione l’uso del fuoco nelle abitazioni dotate di camino. Per chi invece il camino non ce l’ha, la tecnologia è in grado di fornire un surrogato virtuale ma potenzialmente utilissimo per ravvivare cucine, sale da pranzo o soggiorni living.

Basta avere a disposizione una Smart TV dotata di accesso a Internet e app per lo streaming via YouTube, un PC collegato a un televisore o anche un dongle Chromecast configurato per l’accesso al portale di video-sharing di Google. Le dimensioni non sono importanti, anche se ovviamente maggiore è la diagonale del display più soddisfacente sarà l’esperienza visiva.

YouTube offre un numero sterminato di clip video in loop che riprendono il fuoco acceso di un caminetto a distanza ravvicinata, con tanto di crepitio del legno e gli altri effetti “ambientali” correlati. Basta cercare fireplace, caminetto o termini similari per trovare un gran numero di risultati utili allo scopo.

Esistono ovviamente anche canali dedicati ai caminetti virtuali come Virtual Fireplace, e ogni sorta di variazione sul tema con musiche natalizie sullo sfondo, animali domestici accucciati, pacchi natalizi e chi più ne ha più ne metta. Per facilitarvi il compito, abbiamo selezionato tre diversi caminetti virtuali da cui cominciare lo streaming festivo senza bisogno di ricerche o clic aggiuntivi.

https://www.youtube.com/watch?v=0fYL_qiDYf0

Il primo caminetto virtuale lo offre Virtual Fireplace, una clip della durata di due ore perfettamente centrata sui ceppi che sfrigolano e bruciano. La risoluzione massima è Full HD, la definizione non esaltante, il crepitio sonoro è cristallino e ha un effetto catartico come da copione.

La seconda clip dura la bellezza di 10 ore, ed è quindi ideale per le lunghe cene estive o i pomeriggi passati in compagnia dei (pochi) parenti in visita consentiti dalle norme anti-pandemia del governo. Risoluzione Full HD anche in questo caso, ottima definizione ed effetti sonoro ma un vistoso “stacco” di pochi frame a ogni minuto, in corrispondenza dell’avvio del loop successivo.

https://www.youtube.com/watch?v=vQpySz8kOKg

L’ultima clip che segnaliamo è infine quella che offre la migliore qualità visiva, con un primissimo piano del legno che brucia e una risoluzione che arriva fino all’Ultra HD/4K. Tre ore di durata in tutto, in questo caso, che è ovviamente possibile impostare per la visione con loop infinito in caso di necessità.

Ridimensionare PNG con Online PNG Tools

Internet

Ridimensionare le immagini PNG sul Web con Online PNG Tools

Alfonso Maruccia | 21 Dicembre 2020

Grafica Servizi Web

Online PNG Tools fornisce un’alternativa semplice e veloce ai programmi per la modifica delle immagini in locale. Ottimo per preservare le trasparenze e non solo.

I programmi per la modifica e la manipolazione delle immagini PNG (e non solo) non mancano certo di alternative anche gratuite e open source. Nel caso in cui non volessimo, o non potessimo utilizzare un software da installare in locale, anche sul Web c’è un mercato strapieno di offerte utili a raggiungere l’obiettivo.

Lo strumento che prendiamo in considerazione in questa guida è in particolare Online PNG Tools, sito parte del network Online Image Tools utilizzabile per ridimensionare le immagini codificate nel formato nato per prendere il posto del vetusto e tradizionale formato GIF. Le immagini PNG supportano la codifica lossless dei dati senza perdita di informazioni, così come la trasparenza e altre caratteristiche avanzate.

Grazie a Online PNG Tools, il ridimensionamento delle immagini PNG è senza fallo ed è in grado di preservare le trasparenze eventualmente presenti nell’immagine. Basta accedere al sito, trascinare il file PNG che desideriamo ridimensionare nello spazio vuoto sulla sinistra, impostare le dimensioni e le proporzioni nelle caselle delle opzioni in basso, infine salvare l’immagine risultate sulla destra tramite il pulsante Save as e poi Download.

Ridimensionare PNG - 1
Ridimensionare PNG - 2

I file PNG manipolati da Online PNG Tools avranno le dimensioni e le proporzioni specificate, e continueranno a essere trasparenti come gli originali. L’uso del servizio, così come gli altri siti della galassia Browserling, è gratuito per l’utente finale.

Blob Opera

Tech

Blob Opera, l’esperimento operistico di Google a base di machine learning

Alfonso Maruccia | 17 Dicembre 2020

Google IA Servizi Web

Gli algoritmi intelligenti del machine learning danno vita a Blob Opera, ennesimo esperimento pubblicato da Google con un focus sul canto operistico.

Sfruttando le capacità del machine learning, David Li e Google hanno dato vita a Blob Opera, l’ennesimo esperimento pensato per esemplificare le possibili applicazioni degli algoritmi intelligenti. Una applet Web canterina, dove la voce (reale) dei cantanti viene gestita e armonizzata in automatico dalla IA.

Blob Opera è un esperimento interattivo in cui l’utente può “manipolare” le voci di basso, tenore, soprano e mezzo soprano, stabilendo il tono con un movimento verticale e la vocale con un movimento orizzontale da destra a sinistra. Il controllo riguarda un solo “blob” alla volta, mentre gli altri cantanti gommosi fanno da accompagnamento grazie agli algoritmi della IA.

Com’è tipico delle applicazioni di machine learning, dietro Blob Opera c’è un lungo lavoro di training della IA basato su dati e performance reali. Grazie al coinvolgimento di Google, il designer David Li ha potuto contare sulla registrazione di 16 ore di materiale e vocalizzazioni a opera del tenore Christian Joel, del basso Frederick Tong, del soprano Olivia Doutney e del mezzo soprano Joanna Gamble.

Oltre al controllo dei singoli blog canterini, l’esperimento Blob Opera permette all’utente di registrare le proprie composizioni e di condividerle tramite social network. Dal pulsante a forma di albero di natale in basso a destra è invece possibile accedere a registrazioni pre-esistenti a tema eminentemente festivo.

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