Privacy on line: nuove regole in arrivo dall’Unione Europea

È atteso per il 25 gennaio il nuovo provvedimento legislativo che dovrebbe portare una disciplina più rigorosa nel modo in cui le internet companies gestiscono i dati personali degli utenti. La questione non è nuova e si riassume in due domande cruciali: chi possiede le informazioni che gli utenti inseriscono quotidianamente su Facebook e Linkedln? Quanto tempo è giusto che restino on line i dati personali di ognuno di noi accumulati negli anni?

Nell’era dei social network con miliardi di persone connesse on line tutto il giorno, c’è il rischio che l’entità  del problema sfugga di mano. “In Europa ci sono troppe norme diverse, in conflitto tra loro, ha detto Viviane Reding, vice presidente della Commissione Europea, in un discorso tenuto alla DLD Conference di Monaco, in questi giorni, e Il costo di questa ridondanza è pari a 2,3 miliardi di euro all’anno”. Così l’Unione Europea ha deciso di varare regole più severe e soprattutto univoche. Dalle anticipazioni pubblicate dalla Reuters le principali novità  in arrivo per i consumatori sono il cosiddetto diritto all’oblio (ovvero la possibilità  di chiedere che le proprie informazioni personali vengano cancellate e non disseminate nel web) e il diritto alla portabilità  dei dati da un servizio internet all’altro, senza la complicazione di registrarsi ogni volta di nuovo.

Per le società  che non rispettano queste regole sono previste sanzioni fino all’1% del loro fatturato globale, applicabili direttamente dagli Stati membri. Naturalmente l’impatto più forte di questa stretta sulla privacy sarà  per Facebook che non ha mancato di far sentire la sua voce: “in questo modo l’Europa corre il rischio di soffocare lo sviluppo di servizi innovativi per i suoi cittadini ” ha commentato un portavoce del social network. Mentre Chris Poole, fondatore della community 4chan, ha puntato il dito sull’opportunità  di inserire norme più severe anche per le aziende che si rendono responsabili del furto dei dati dei propri clienti, come accadde a Sony lo scorso anno quando gli hacker rubarono gli account di 77 milioni di utenti PSP e PS3.

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