Server

Security

Il rispetto del Gdpr passa anche per la protezione dei dispositivi

Giulio Colombo | 11 Maggio 2018

Reti Sicurezza

Un aspetto senza dubbio critico, per garantire la sicurezza, è impedire – anche dal punto di vista fisico –  l’accesso a personale non autorizzato ai dispositivi che contengono dati sensibili.

Il 25 maggio è ormai alle porte e, in questa data, diventerà effettivo il nuovo Regolamento Europeo in materia di protezione dei dati personali (Gdpr o General Data Protection Regulation). Un regolamento di quasi 90 pagine (qui la versione completa https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=uriserv:OJ.L_.2016.119.01.0001.01.ITA&toc=OJ:L:2016:119:TOC) la cui essenza è perfettamente racchiusa nel suo primo punto: “La protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati di carattere personale è un diritto fondamentale.”

Un regolamento che affronta tutti gli aspetti del trattamento dei dati personali, in primis la sicurezza. E un aspetto senza dubbio critico, per garantire la sicurezza, è impedire – anche dal punto di vista fisico –  l’accesso a personale non autorizzato ai dispositivi che contengono dati sensibili. Al punto 39, per esempio, è espressamente dichiarato che “I dati personali dovrebbero essere trattati in modo da garantirne un’adeguata sicurezza e riservatezza, anche per impedire l’accesso o l’utilizzo non autorizzato dei dati personali e delle attrezzature impiegate per il trattamento.” La protezione di tutti i dispositivi è la norma nelle grandi imprese, ma è meno scontata nelle Pmi e negli uffici. Ma anche loro devono al più presto adeguarsi per rispettare il Gdpr anche sotto questo aspetto e mettere in sicurezza non solo server, ma Nas, soluzioni di videosorveglianza e così via.

IC INTRACOM, azienda friulana con sede a Sacile (Pordenone), ha tra i suoi brand due marchi specifici per le soluzioni di networking: Intellinet e Techly Professional. Il primo è più focalizzato sui dispositivi di networking, il secondo sui relativi accessori. Ed è proprio con il marchio Techly Professional che sono distribuite le soluzioni che vedremo in queste pagine.

Techly Professional I-CASE-EW-2009G5

Techly Professional EW-2009G5

Per racchiudere – e proteggere – i dispositivi rack-mountable, ad esempio, potete trovare a listino una serie di armadi a muro da 19”. Hanno tutti una profondità di 500 mm e sono disponibili in tre diverse altezze: 10U (EW-2009G5), 13U (EW-2012G5) e 16U (EW-2015G5). Realizzati in acciaio verniciato, sono dotati di una porta in vetro temprato (ovviamente con chiusura a chiave) facilmente removibile e reversibile. Il pannello superiore è fornito di fori per la corretta areazione dei componenti interni ed è predisposto per l’installazione di due ventole supplementari da 120 mm. Questi armadi di Techly Professional sono pensati per il montaggio a muro (sono già presenti i fori per l’installazione rapida a parete) e hanno una portata massima di 50 kg.

Techly Professional ICRLIM08

Techly Professional ICRLIM08

È invece pensato per mettere in sicurezza un sistema completo di videosorveglianza l’ICRLIM08, un armadietto, sempre metallico, in grado di alloggiare al suo interno un sistema di registrazione e un monitor. Il monitor, fino a 19”, si fissa grazie agli attacchi Vesa (50/75 e 100), mentre il sistema di registrazione è invece fissabile all’anta anteriore a ribalta, che è compatibile con tutti i dispositivi di altezza 1U e larghezza compresa tra 24 e 48 cm. Eventualmente è possibile sostituire la staffa da 1U con una 2U, ma in questo caso non è installabile il monitor. Per garantire una maggiore sicurezza agli accessi, l’ICRLIM08 è dotato di una doppia chiusura con due diverse chiavi. Come nei modelli per server, anche in questo caso sono presenti feritoie laterali e superiori per permettere il corretto raffreddamento dei componenti interni (è inoltre possibile installare una ventola aggiuntiva) e il passaggio dei cavi. Da segnalare infine la presenza di due alette interne per il fissaggio di una multipresa da 10” (tra cui la I-CASE M10-4 della stessa Techly Professional).

Esistono altre situazioni in cui è necessario mettere “sotto chiave” non solamente i dispositivi fissi, ma anche quelli mobili. Basti pensare a tutte le installazioni in cui è presente un notebook dedicato come, ad esempio, le aule scolastiche o le sale conferenze, in cui è necessario un computer per gestire i dispositivi di visualizzazione come Lim, videoproiettori o grandi monitor.

Techly Professional ICRLIM01

Techly Professional ICRLIM01

All’interno dell’offerta Techly Professional esistono ben quattro varianti (tutte installabili a muro e realizzate in robusto acciaio), progettate per accogliere in tutta sicurezza un notebook fino a 19”. Tutto ruota intorno all’anta a ribalta: quando è chiusa mantiene in posizione il notebook tramite una comoda fascia elastica, mentre quando è aperta funge da pratico piano di appoggio.

Le quattro varianti di armadietti possono essere suddivise in due macro-famiglie. Si parte dalla soluzione base ICRLIM04, dotata di una “normale” anta a ribalta e cassetto inferiore apribile solo dall’interno (a ribaltina aperta), per salire alle tre soluzioni professionali ICRLIM01, ICRLIM02 e ICRLIM06. Il primo aspetto che differenzia questi ultimi tre modelli dalla soluzione entry è la struttura, più robusta, realizzata con acciaio dallo spessore di 1,5 mm. Anche internamente si rivelano decisamente più evolute: come nell’armadietto per la videosorveglianza appena visto (l’ICRLIM08), anche in questo caso c’è già la predisposizione per il montaggio di una multipresa da 10” (come la I-CASE M10-4). Diversamente dalla versione ICRLIM04 è presente un pratico ripiano interno (che può accogliere mouse, telecomandi o altri piccoli accessori), mentre il cassetto inferiore ha una chiusura con chiave. Le differenze tra i tre modelli sono limitate al sistema di chiusura dell’anta a ribalta: l’ICRLIM01 ha un sistema a chiave standard, mentre l’ICRLIM02 ha un sistema antiintrusione con chiave tubolare. Infine, l’ICRLIM06 è dotato di una chiusura standard ma anche di una doppia asola metallica, che consente di aggiungere l’ulteriore protezione di due lucchetti. Tutti i prodotti citati sono visibili sul sito web www.manhattanshop.it dove si possono trovare anche molte altre soluzioni per il networking e la protezione dei dispositivi di rete.

Wireshark

Software

Download del giorno: Wireshark 3.4.1

Alfonso Maruccia | 10 Dicembre 2020

Download del giorno Reti Sicurezza

Nuova release stabile per Wireshark, popolare tool per l’analisi dei pacchetti di rete che corregge diversi bug e aggiorna il supporto per i protocolli di rete.

Wireshark è un software per l’analisi dei pacchetti di rete che ha acquisito una notevole popolarità in diversi scenari di utilizzo, un “packet sniffer” open source in grado di leggere, interpretare e anche decodificare diverse tipologie di comunicazioni telematiche a scopo di studio, manutenzione o hacking.

Grazie all’interfaccia e alle librerie di Wireshark, esperti e utenti comuni possono controllare una qualsiasi connessione di rete wireless o cablata per analizzare i dati scambiati tra client e router/server, raffinando poi l’analisi grazie al complesso sistema di regole e filtri applicabili dal tool.

Wireshark è in grado di effettuare una “deep inspection” di centinaia di protocolli diversi, di catturare il traffico in tempo reale o per l’analisi off-line, di analizzare il traffico VoIP, leggere/scrivere diversi formati di cattura, leggere il traffico da reti Ethernet, Bluetooth, USB, ATM, Wi-Fi e altre, di decifrare i protocolli criptati (IPsec, SSL/TLS, WEP, WPA/WPA2) e molto, molto altro ancora.

L’ultima versione di Wireshark distribuita in queste ore (Wireshark 3.4.1) non aggiunge nuovi protocolli a quelli già supportati in precedenza. In compenso, il programma risulta ora mondato da svariati bug, corregge quattro vulnerabilità di sicurezza classificate nel database CVE, migliora il supporto per i file di cattura in formato pcapng (PCAP Next Generation Dump File Format).

Pagina ufficiale del download di Wireshark 3.4.1 per Windows, Linux, macOS, …

Starlink

Networking

Starlink, la Internet satellitare di SpaceX entra in beta

Alfonso Maruccia | 29 Ottobre 2020

Reti SpaceX Spazio

I primi utenti hanno ricevuto l’invito a partecipare a un “giro di prova” di Starlink, il servizio di connettività satellitare con cui SpaceX intende fare una fortuna.

Il mercato per le connessioni Internet via satellite si fa sempre più affollato, sia sul fronte dei servizi cloud o professionali (Azure Space) che su quello della connettività dedicata espressamente agli utenti finali (Project Kuiper). SpaceX è a quanto pare in vantaggio rispetto alla concorrenza, visto che il suo progetto Starlink è già entrato in fase di beta ristretta negli Stati Uniti e in Canada.

La space company di Elon Musk non è certo priva di ambizioni, ma con Starlink l’obiettivo è se possibile ancora più temerario. SpaceX intende costruire una flotta di circa 12.000 piccoli satelliti posizionati nell’orbita terrestre bassa, offrendo quindi un servizio di Internet “spaziale” in grado di servire gli utenti non coperti dalle reti cablate o wireless di superficie. Un mercato dal valore potenziale di 1.000 miliardi di dollari.

SpaceX

L’ultima tornata di lanci orbitali risale all’inizio del mese, quando SpaceX ha annunciato la messa in orbita di altri 60 satelliti per un totale di 700 satelliti già operativi. In un primo “beta testing” estivo, Starlink ha permesso agli utenti partecipanti di raggiungere velocità massime comprese tra 60 Mbps in downstream e 18 Mbps in upstream con una latenza minima di 31 millisecondi.

Ora SpaceX ha invitato una selezione limitata dei 700.000 utenti che hanno espresso interesse verso il servizio a un nuovo programma di beta, con la promessa di fornire velocità da 50 a 150Mbps a 20-40ms di latenza. La connettività è intermittente, il costo dell’antenna e del router di $500 mentre l’abbonamento mensile richiede l’esborso di altri $100.

La Internet satellitare di Starlink è al momento affetta da temporanei periodi di interruzione del servizio, avverte la corporation, ma a quanto pare non sono previste le solite limitazioni al consumo di dati che da sempre piagano il mercato della connettività USA. SpaceX intende fornire un servizio Internet globale in grado di connettere gli utenti presenti in zone rurali o non serviti dalla connettività tradizionale; se tutto andrà secondo le previsioni, la versione commerciale di Starlink debutterà sul mercato globale entro il 2021.

Qnap QSW-1105-5T

Networking

Qnap QSW-1105-5T, reti a 2,5 Gbps per tutti

Pasquale Bruno | 8 Ottobre 2020

Nas Qnap Reti

Un piccolo switch di rete a 2,5 Gbps, totalmente plug&play, per superare i limiti delle comuni reti gigabit Ethernet.

Qnap è nota soprattutto per le sue soluzioni Nas (Network Attached Storage), in realtà da qualche tempo propone anche componenti per le reti. Tra questi, una nutrita serie di switch di rete con connettività variabile da 1 a 10 gigabit Ethernet. Uno di questi è il Qnap QSW-1105-5T, il primo di classe 2,5 GbE dell’azienda, che rappresenta una soluzione semplice e immediata per i piccoli uffici e l’ambito domestico per andare oltre i limiti delle comuni reti a 1 Gbps.

Qnap QSW-1105-5T

Si tratta di uno switch con cinque porte 2,5GbE/NBASE-T RJ45 particolarmente compatto, compatibile anche con le velocità di trasferimento di 1 Gbps e 100 Mbps. La compatibilità avviene tramite auto sensing e l’utente non deve preoccuparsi di nulla; sarà lo switch a negoziare la velocità adatta a seconda di quel che viene collegato.

Un aspetto importante è che le reti a 2,5 Gbps possono utilizzare i comuni cavi Cat.5e oppure Cat.6 presenti nelle consuete infrastrutture di rete gigabit Ethernet. Dunque per sfruttare la velocità di 2,5 gigabit al secondo non è necessario cambiare i cavi, un vantaggio enorme a tutti i livelli. Basta aggiungere il QSW-1105-5T, collegare i client e si è pronti all’uso. Essendo uno switch di tipo unmanaged, non c’è da configurare nulla.

Qnap QSW-1105-5T

Il Qnap QSW-1105-5T è in grado di rilevare un loop di rete (una sorta di “corto circuito” tra due porte Lan) e bloccare automaticamente le porte interessate, permettendo alle altre porte di continuare a operare normalmente. È anche uno switch silenzioso, dato che non ha ventole interne.

Per sfruttare la maggiore velocità, ovviamente anche i client devono avere interfacce di rete compatibili 2,5 GbE. Qnap ne propone alcune con interfaccia Pci Express adatte sia a PC desktop sia a Nas dotati di bus di espansione; per i notebook c’è un adattatore per porta Usb 3.2 Gen 1.

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