Garmin Instinct

Servizi Garmin offline, attacco ransomware?

Un probabile attacco ransomware ha colpito il sito di Garmin, il servizio Garmin Connect e costretto l'azienda ad interrompere la produzione a Taiwan.

Il noto produttore di smartwatch, smartband e altri dispositivi indossabili per varie attività sportive ha comunicato l’interruzione del servizio Garmin Connect e problemi per il sito ufficiale. A distanza di quasi 24 ore dall’avviso pubblicato su Twitter non sono stati rilasciati ulteriori dettagli sull’accaduto. Alcuni sospettano che l’azienda statunitense sia rimasta vittima di un attacco ransomware.

Questo è il messaggio condiviso su Twitter e visualizzato anche sul sito italiano:

Al momento stiamo riscontrando un’interruzione che riguarda Garmin.com e Garmin Connect. Questa interruzione riguarda anche i nostri call center e al momento non siamo in grado di ricevere chiamate, e-mail o chat online. Stiamo lavorando per risolvere il problema il più rapidamente possibile e ci scusiamo per l’inconveniente.

Garmin Connect è il servizio che permette di sincronizzare i dati registrati con i vari dispositivi. ZDNet riporta che anche flyGarmin è fuori uso. Si tratta del servizio utilizzato dai piloti per scaricare l’ultima versione del database per i sistemi di navigazione aerea, come richiesto dalla FAA. Anche l’app Garmin Pilot usata per programmare i piani di volo non funziona più.

Garmin Connect offline

Garmin non ha fornito ulteriori dettagli sull’attacco, ma alcuni dipendenti hanno indicato la causa in WastedLocker, un ransomware che colpisce le reti aziendali, bloccando l’accesso ai dati finché non viene pagato un riscatto piuttosto salato (fino a 10 milioni di dollari in Bitcoin).

Secondo un sito taiwanese, Garmin avrebbe pianificato una manutenzione di due giorni (24 e 25 luglio), durante i quali la produzione nelle fabbriche locali verrà sospesa. La situazione sembra quindi piuttosto seria. Solo un ransomware può causare simili danni in breve tempo.

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Seguo l'evoluzione tecnologia dalla fine degli anni '80 dopo aver acquistato il Commodore 64 e dal 2008 questa passione è diventata un lavoro. Da oltre 12 anni scrivo articoli su diversi argomenti tech e da maggio 2020 ho iniziato la collaborazione con PC Professionale.