Security

Come individuare il ransomware KeRanger sul Mac

Redazione | 7 Marzo 2016

Sicurezza

La notizia è di poche ore fa. Un cryptolocker è ufficialmente approdato nel mondo OS X, KeRanger, e il veicolo […]

La notizia è di poche ore fa. Un cryptolocker è ufficialmente approdato nel mondo OS X, KeRanger, e il veicolo dell’infezione (il paziente zero) è Transmission un’applicazione che consente di collegarsi alla rete Bittorrent ed effettuare scambi di file.

Niente panico: la risposta immunitaria dell’ecosistema è stata veloce. Da Cupertino Apple ha aggiornato dopo poche ore XProtect, la componente del sistema operativo che blocca questi attacchi. Se siete connessi a Internet il vostro Mac ha già  scaricato questo update prioritario, che viene installato senza che all’utente venga chiesto di effettuare alcuna operazione.

Inoltre siete al sicuro se non avete scaricato o aggiornato Transmission tra il 4 e il 5 marzo. Se comunque avete dubbi potete scaricare AntiMalware di Malwarebytes che è in grado di intercettare KeRanger e di suggerire come rimuoverlo.

Noi cogliamo l’occasione per togliere un po’ di polvere ad AppleScript, il sistema di scripting presente su qualsiasi Mac dagli anni ’90 a oggi. Con poche righe di codice possiamo verificare se sul disco fisso è presente il finto file .rtf che contiene il codice maligno. Basta aprire ScriptEditor  (si trova nella cartella Applicazioni/Utility) e copiare queste righe:

set PrimoFile to "/Applications/Transmission.app/Contents/Resources/ General.rtf"
set SecondoFile to "/Volumes/Transmission/Transmission.app/Contents/Resources/ General.rtf"
 tell application "System Events" to set individuatoPrimo to exists disk item (my POSIX file PrimoFile as string)
 tell application "System Events" to set individuatoSecondo to exists disk item (my POSIX file SecondoFile as string)
if individuatoPrimo is true or individuatoSecondo is true then
set messaggio to "KeRanger è stato individuato sul tuo Mac"
else
 set messaggio to "Non sembra presente una versione infetta di Transmission"
end if
display dialog messaggio

Fate clic sul pulsante “Esegui” e leggete il responso.

keranger

Come sempre in questi casi è certa al cento per cento solo l’individuazione del virus, non il contrario. Se il file incriminato è stato in qualche modo spostato o rinominato, il nostro script non può trovarlo. Si tratta come dicevamo di un esercizio di utilizzo di AppleScript. Un controllo più corretto in linea teorica sarebbe la ricerca e la chiusura forzata del processo “kernel_service” (attraverso l’handler di AppleScript SystemEvents) per esempio:

tell application "System Events"
 set ProcessList to name of every process
  if "kernel_service" is in ProcessList then
   set ThePID to unix id of process "kernel_service"
   do shell script "kill -KILL " & ThePID
 end if
end tell

Ma sarebbe purtroppo inutile: se il processo fosse attivo il contenuto del Mac risulterebbe già  criptato e avreste letto la richiesta di riscatto in bitcoin!

Se siete utenti di Transmission vi suggeriamo di effettuare oggi stesso l’aggiornamento alla versione attuale, la 2.92: il processo di aggiornamento effettua in autonomia un controllo per la presenza del cyberlocker KeRanger e lo rimuove.

Windows 10 bug errori disastro

Security

Windows 10, la falla 0-day ha bisogno di una nuova patch

Alfonso Maruccia | 24 Dicembre 2020

Sicurezza Windows

I ricercatori di Google pubblicano un nuovo exploit per una vulnerabilità di Windows 10 nota da mesi. La patch precedente non funziona, la prossima arriverà solo a gennaio.

Microsoft non è più in grado di garantire la sicurezza nemmeno per i tool basilari di Windows 10, e anche le patch rilasciate per le falle già note da tempo a volte riescono col buco. Una di queste patch è disponibile da mesi, ma stando ai ricercatori non è sufficiente a mitigare il pericolo di una vulnerabilità già sfruttata dai cyber-criminali.

La falla in questione (CVE-2020-0986) è stata scoperta dai ricercatori di Project Zero (Google) e permette a un malintenzionato di aumentare i privilegi di accesso a livello di kernel. Microsoft ha distribuito una patch correttiva a giugno, ma stando ai ricercatori di Google il problema persiste ancora oggi.

Il nuovo rapporto di Project Zero evidenzia come la falla, ora classificata come CVE-2020-17008, possa essere ancora sfruttata tramite un nuovo codice proof-of-concept (POC) adattato da quello originale sviluppato da Kaspersky. I criminali avranno gioco facile a sfruttare ancora il problema, avvertono gli esperti, poiché hanno già una certa familiarità con il bug.

Microsoft ha riconosciuto l’esistenza del problema (e quindi l’inconsistenza della sua patch) con il tracciamento del bug (CVE-2020-17008), e un nuovo fix era già in programma per novembre. I problemi identificate in fase di test hanno costretto la corporation a rimandare l’update al 12 gennaio 2021, quando si spera che verrà distribuita una correzione definitiva al problema.

DHS Cina USA

Security

Il DHS alle aziende USA: l’hi-tech cinese pericoloso per business e dati

Alfonso Maruccia | 24 Dicembre 2020

Donald Trump Privacy Sicurezza

Le autorità statunitensi del DHS lanciano l’allarme nei confronti delle aziende a stelle e strisce. L’uso dei prodotti hi-tech cinesi è pericoloso, ed è meglio informarsi per contrastare i rischi.

L’attacco contro SolarWinds evidenzia l’estrema pericolosità dei cyber-guastatori russi, ma finché Donald Trump resterà alla Casa Bianca l’“amico Putin” ha ben poco di cui preoccuparsi. I cinesi, invece, continuano a essere il bersaglio prediletto dell’Amministrazione Trumpiana, e un nuovo rapporto del DHS vuole evidenziare i rischi connessi all’uso dei dispositivi realizzati nel paese asiatico da parte delle aziende USA.

L’allarme del Department of Homeland Security (DHS), dipartimento federale equivalente del Ministero dell’Interno italiano, è indirizzato specificatamente ai business statunitensi che usano (o vorrebbero usare) prodotti hi-tech realizzati da aziende collegate al governo cinese. La Repubblica Popolare Cinese rappresenta un grave rischio alla sicurezza dei dati per il governo e i business USA, dice il DHS, perché Pechino ha “sia l’intento che l’abilità” di accedere direttamente alle informazioni grazie a framework legali vecchi e nuovi oltre che alla collaborazione diretta dei marchi cinesi.

USA vs Cina

Il rapporto del DHS cita in particolare la legge cinese sull’intelligence nazionale in vigore dal 2017, norma che obbliga tutte le aziende cinesi a supportare, assistere e cooperare con i servizi di intelligence di Pechino. Una nuova legge sulla sicurezza dei dati, la cui entrata in vigore è prevista per il 2021, rende ancora più grave la situazione fornendo alla dittatura comunista nuovi strumenti di sorveglianza e controllo sui business stranieri.

Usando dispositivi e soluzioni tecnologiche progettati e venduti da aziende cinesi, avverte il DHS, le attività imprenditoriali statunitensi espongono se stesse e i loro clienti al furto di segreti industriali, violazione delle leggi USA sull’esportazione e la privacy, rottura dei termini contrattuali, sorveglianza, tracciamento dei critici del regime, pericoli per la reputazione aziendale.

Persino l’utilizzo delle app mobile e dei braccialetti per il fitness, avverte il DHS, rappresenta un grave rischio alla sicurezza e alla privacy visto che dà al Partito Comunista Cinese l’opportunità di raccogliere i dati geolocalizzati, incrociare i dati con i registri contabili sulle proprietà e infine identificare i nomi e le famiglie dei cittadini americani. E lo spionaggio russo? E la sorveglianza ben documentata a opera della NSA statunitense? Niente, sarà per la prossima volta.

SolarWinds

Security

SolarWinds, l’attacco contro gli USA è sempre più grave

Alfonso Maruccia | 23 Dicembre 2020

Donald Trump Sicurezza SolarWinds

I contorni della breccia di sicurezza contro il software di SolarWinds si estendono, coinvolgendo sempre più vittime istituzionali e private. Gli USA sono sul piede di guerra, ma a Donald Trump non interessa granché.

I dettagli sulla breccia di sicurezza nei sistemi di SolarWinds, attacco APT di presunta origine russa che sta scatenando il panico negli USA, si fanno ogni giorno più gravi e inquietanti. Inizialmente classificato come un assalto contro le sole organizzazioni e amministrazioni del governo federale, l’attacco sembra ora aver preso di mira molti tra i grandi nomi dell’hi-tech a stelle e strisce.

Oltre a Microsoft e FireEye, dalle cui indagini è emersa l’esistenza dell’intera operazione a base di DLL malevole, almeno due dozzine di aziende hanno installato il medesimo aggiornamento alla piattaforma Orion contenente il componente infetto. Organizzazioni del calibro di Intel, NVIDIA, VMware e Belkin, che al momento sono impegnate in indagini interne ma tendono a escludere la compromissione o il furto di informazioni riservate.

Breccia di Sicurezza

Il potenziale di vittime dell’operazione contro SolarWinds è di quasi 20.000 organizzazioni, ma tutto lascia intendere che il vero obiettivo degli hacker fossero le autorità statunitensi. I criminali al soldo del Cremlino hanno compromesso anche dozzine di caselle di posta elettronica del Dipartimento del Tesoro USA, e anche in questo caso è in corso un’indagine per stabilire i contorni precisi della violazione e l’eventuale furto di dati riservati.

Il problema principale dell’intera faccenda SolarWinds sembra al momento essere lo scarso interesse del presidente uscente Donald Trump, che ha fin da subito minimizzato il presunto coinvolgimento dell’amico Putin. Un comportamento criticato dal presidente eletto Joe Biden, che ha richiamato Trump al suo dovere di preservare la sicurezza degli USA anche nelle sue ultime settimane di presidenza. Lamentandosi infine del fatto che il Pentagono Trumpiano si rifiuta di fornire informazioni precise sull’attacco come dovrebbe essere normale in una fase di transizione tra una presidenza e l’altra.

Aggiungi alla collezione

No Collections

Here you'll find all collections you've created before.