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Twitter, arrestati gli autori dell’attacco del 15 luglio

Luca Colantuoni | 2 Agosto 2020

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Dopo appena due settimane di indagini, le autorità statunitensi hanno individuato gli autori dell’attacco informatico subito da Twitter il 15 luglio.

Dopo un’indagine durata circa due settimane e condotta da FBI, IRS (Internal Revenue Service), U.S. Secret Service, forze dell’ordine della Florida e NCA (National Crime Agency) del Regno Unito, il 31 luglio sono stati individuati e arrestati gli autori dell’attacco informatico contro Twitter del 15 luglio. La mente dietro il più grande hack della storia del social network è un minorenne di Tampa (Florida).

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha pubblicato un comunicato ufficiale con i nomi di due individui: Mason Sheppard (alias Chaewon), 19enne di Bognor Regis (Regno Unito), e Nima Fazeli (alias Rolex), 22enne di Orlando (Florida). Il primo è accusato di frode, riciclaggio di denaro e accesso intenzionale ad un computer protetto. Il secondo è accusato di aver favorito l’accesso intenzionale ad un computer protetto.

Il terzo cybercriminale, considerato la mente del gruppo, si chiama Graham Ivan Clark (alias Kirk), 17enne di Tampa (Florida). Il minorenne è accusato di oltre 30 reati, tra cui frode organizzata, uso fraudolento di informazioni personali, accesso non autorizzato ad un computer protetto e frode nelle comunicazioni. Se giudicati colpevoli, Sheppard e Fazeli rischiano 5 e 20 anni di carcere, rispettivamente. Non si conosce la massima pena prevista per Clark, ma verrà trattato come un adulto, in base alla legge della Florida.

L’indagine proseguirà nei prossimi giorni per individuare altre persone che potrebbero aver partecipato all’attacco contro Twitter. L’azienda californiana aveva spiegato che l’accesso ai tool interni era stato ottenuto tramite “phone spear phishing“. Un ricercatore di sicurezza che ha collaborato con l’FBI ha fornito nuovi dettagli sull’accaduto.

I cybercriminali hanno cercato su LinkedIn informazioni sui dipendenti di Twitter, in particolare il loro numero di telefono. Gli autori dell’attacco hanno quindi chiamato i dipendenti, facendogli credere di essere colleghi di lavoro e convincendoli ad inserire le loro credenziali di accesso (user ID, password e PIN dell’autenticazione in due fattori) in una pagina simile a quella del portale VPN di Twitter.

La tecnica di ingegneria sociale ha avuto successo perché i dipendenti lavorano in smart working (a causa della pandemia COVID-19), per cui non hanno potuto verificare l’identità dei (falsi) colleghi con le procedure di sicurezza presenti in ufficio.

Gli investigatori hanno scoperto i tre cybercriminali grazie alle loro discussioni sul forum OGUsers, il cui database con account, indirizzi email, post pubblici, messaggi privati e indirizzi IP era in possesso dell’FBI. Gli esperti della Cyber Crime Unit dell’IRS sono riusciti a trovare gli autori dell’hack attraverso gli indirizzi dei portafogli Bitcoin. Il caso rappresenta è un esempio classico del famoso “follow the money“.

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Elon Musk vuole alzare il limite caratteri su Twitter a 1000

Martina Pedretti | 29 Novembre 2022

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Elon Musk sta pensano di stabilire un limite di massimo 1000 caratteri su Twitter, quadruplicando la cifra attuale di battute

Elon Musk pensa di alzare a 1000 caratteri il limite di Twitter

Continuano le colorite idee di Elon Musk per rivoluzionare Twitter e questa volta si pensa all’innalzamento del limite di caratteri. Il CEO vorrebbe che ogni tweet avesse un massimo i 1000 caratteri, alzando quindi di molto il tetto.

Si parla di quadruplicare l’attuale limite di 280. Si tratterebbe della seconda volta che il social aumenta il limite di caratteri, dato che nel 2017, si è passato da 140 agli attuali 280.

Secondo Business Insider, il nuovo CEO di Twitter Elon Musk sta valutando l’idea di modificare e innalzare il limite di caratteri. Un utente di recente ha consigliato al volto di Tesla di passare a 420 caratteri, ma quando un secondo gli ha parlato di 1.000 caratteri, Elon Musk ha scritto che è “nella lista delle cose da fare”.

Questa nuova idea non andrebbe però forse contro l’obiettivo di incisività e brevità di Twitter? Non sarebbe snaturata la sua natura principale?

Tra le altre novità che Elon Musk vuole introdurre su Twitter ricordiamo: messaggi privati crittografati, spunte blu, argento e oro, e tanto altro.

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Twitter fuori dagli store? Elon Musk pensa a fare il suo smartphone

Martina Pedretti | 29 Novembre 2022

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Elon Musk pensa all’eventualità di realizzare il suo smartphone se Twitter sarà rimosso dagli store iOS e Android

Elon Musk potrebbe realizzare il suo smartphone se Twitter sarà rimosso dagli store

Continua la strada di Twitter guidato da Elon Musk, tra pochi alti e molti bassi. Tra l’amnistia generale e la continua minaccia di chiusura, il social non è sicuramente al picco del suo potenziale e ora il CEO, spaventato all’idea di vedere Twitter rimossa dagli store iOS e Android, è pronto a creare la sua linea di smartphone.

Le fin troppe concessioni che Musk sta lasciando passare agli utenti Twitter potrebbero infatti spingere Apple e Google a rimuovere il social dai loro Store. A parlarne su Twitter è stata Elizabeth Wheeler, commentatrice politica conservatrice americana, autrice e conduttrice di podcast.

Se Apple e Google cacciano Twitter dai loro app store, Elon Musk dovrebbe produrre il proprio smartphone. Metà del paese abbandonerebbe felicemente iPhone e Android, ficcanaso e di parte. Quell’uomo costruisce razzi su Marte, uno stupido smartphone dovrebbe essere facile, giusto?”, ha scritto sul social.

Non è tardata la risposta del volto di Tesla: “Certamente spero che non si arrivi a questo, ma, sì, se non c’è altra scelta, realizzerà un telefono alternativo.

Wheeler non ci ha messo molto a dare un nome a questo fittizio progetto, il tELONphone. Un sondaggio avviato dalla stessa mostra l’interesse di diverse persone favorevoli all’acquisto dello smartphone di Elon Musk..

Nel frattempo Phil Schiller, capo dell’App Store di Apple ha cancellato il suo account Twitter, allontanandosi dal nuovo ambiente dominato da Elon Musk. Il CEO Tesla inoltre ha twittato qualcosa di allarmante che ha preoccupato gli utenti iOS.

“Apple ci ha anche minacciato di bloccare Twitter da App Store, senza dirci il perché”.

Insomma sembra che stia per iniziare una vera e propria guerra, al cui centro si trova sempre il povero Twitter.

Amnistia generale su Twitter

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Amnistia generale su Twitter: addio a tutti i ban

Martina Pedretti | 25 Novembre 2022

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Elon Musk ha optato per un’amnistia generale su Twitter: revocati tutti i ban attuati prima del suo arrivo come CEO della piattaforma

Con un sondaggio Elon Musk apre a un’amnistia generale su Twitter

Continua la rivoluzione in casa Twitter da parte del nuovo CEO Elon Musk, che ha avviato un’amnistia generale per tutti gli account bannati dal social. Con un sondaggio ha deciso che sarà revocato il ban a tutti i profili allontanati dalla piattaforma prima del suo arrivo.

Nel sondaggio twittato da Elon Musk sul suo profilo personale si legge: “Twitter dovrebbe offrire un’amnistia generale per gli account sospesi, purché non abbiano infranto la legge o commesso spam esagerato?“.

Con oltre tre milioni di voti, ovvero nemmeno l’1% degli utenti della piattaforma, il sì ha raggiunto il 72,4%. Così Musk ha ascoltato la voce del popolo: “Le persone hanno parlato. L’amnistia comincia la settimana prossima. Vox populi, vox dei”.

Prima di questo sondaggio, Elon Musk aveva tolto il ban da Twitter all’ex Presidente Donald Trump, che era stato allontanato dopo l’assalto dei suoi sostenitori al Campidoglio del 6 gennaio 2021. Tra i commenti al post del CEO in tanti erano proprio in supporto a Trump. Anche altre personalità controverse come Kanye West e Andrew Tate sono state reintegrate grazie all’arrivo di Musk.

Tuttavia Musk ha in precedenza chiarito che non farà tornare sul social il sostenitore di Trump e conduttore radiofonico Alex Jones. Questo è stato di recente condannato per aver dato spazio e voce auna teoria cospirazionista che nega la sparatoria avvenuta nella scuola Sandy Hook nel 2012. Il risultato della sua calunnia? Dovrà pagare 473 milioni di dollari ai genitori delle vittime.

Siamo pronti quindi all’amnistia generale di Twitter?

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