Si accentua il segno meno per l’IT e Assinform prevede -4,4% a fine anno

Non accenna a finire la crisi che ha investito il settore dell’ICT e stando alle anticipazioni fornite oggi alla stampa da Assinform sull’andamento del 2012 c’è da credere che anche tutto il 2013 sarà  un anno di sofferenza e immobilismo per l’ industria hi tech.

Leggendo i dati forniti da NetConsulting per il Global Digital Market, il format innovativo che include non solo i comparti tradizionali dell’Ict ma anche i nuovi mercati digitali, risulta sempre più evidente il gap nell’andamento tra nuova e vecchia It. Crescono  infatti tutte le componenti legate a Internet, come il cloud + 41,6% i tablet (+78,5%) e gli smartphone (+30%) ma il loro trend positivo non compensa la crisi profonda dell’It tradizionale.

Il primo semestre 2012 ha registrato un -3,8% per il segmento Ict (informatica più telecomunicazioni) che ha subito un’ulteriore contrazione rispetto al 2011 e si è fermato a un valore di 28.306 milioni di euro. L’informatica italiana oggi vale 8.426 milioni di euro; in particolare cala del 7% il comparto PC e server, il software si ferma a un -0,6% e i servizi registrano un -3,3%.

Rallenta invece la discesa del comparto delle telecomunicazioni che chiude il primo semestre 2012 con un -1,3%  grazie alla ripresa degli investimenti nelle infrastrutture di rete (+2,2%) e nei terminali (+4,4%).  Ma la percezione generale è quella di un aggravarsi della recessione. “Rinunciare a investire in innovazione, come molte imprese sono costrette a fare oggi, anche loro malgrado, significa soprattutto rinunciare a crescere in competitività , efficienza e produttività , contribuendo ad avvitare verso il basso la spirale della crisi economica” ha commentato Paolo Angelucci, presidente Assinform, aggiungendo che visto il quadro di estrema difficoltà , la seconda parte dell’anno non potrà  che essere all’insegna del peggioramento: il mercato It subirà  una riduzione aggiuntiva chiudendo il 2012 a – 4,4%.

Assinform fa notare come la difficoltà  dell’It sia acuita anche dai cambiamenti tecnologici in atto che, stanno trasformando la domanda, ampliandone i confini e penalizzando i prodotti più tradizionali.

Tipico esempio l’impennata nelle vendite dei tablet (+ 77,1% in volumi) e la frenata in quelle dei PC (-17,5%) cannibalizzati nella fascia consumer proprio dai tablet. Consistente risulta anche la riduzione delle vendite  in tutti gli altri segmenti (medi e grandi sistemi, stampanti, sistemi di storage, ecc), dove il cloud computing sta stimolando il passaggio dall’acquisto alla fruizione in rete e on demand di un numero crescente di risorse IT. Infine rispetto al mercato  ICT tradizionale, il global digital market ha riportato nei primi sei mesi dell’anno un risultato economico (33.496 milioni) non solo superiore di 5200 milioni ma è anche calato di meno (-1,3%).

In questo scenario, che Assinform non ha esitato a definire allarmante, l’unica ricetta per invertire il trend negativo è convertire al più presto in legge il recente pacchetto di misure sull’Agenda Digitale varato dal Governo lo scorso 4 ottobre. Nella realizzazione dell’Agenda Digitale ha fatto notare Angelucci, occorre tenere presente quanto emerge dai dati di mercato e cioè che la parte del Paese connessa a Internet si sta orientando verso soluzioni di connettività  mobile, privilegiando le tecnologie che consentono l’accesso a Internet in movimento.

Per il resto Assinform prevede che l’Ict tradizionale chiuda l’anno con un -2,6% e un valore di 56.549 milioni di euro. L’informatica sarà  come detto la più penalizzata, con una stima di -4,4% e le telecomunicazioni segneranno un -1,8%. Per il global digital market le previsioni sono meno severe: – 1,4%

Nessun Articolo da visualizzare