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Gli smartwatch potrebbero essere sfruttati per rubare i pin al bancomat

Dopo il furto di dati compiuto “ascoltando” il rumore delle ventole dei PC, stavolta, è il turno degli smartwatch: secondo uno studio effettuato negli Stati Uniti, infatti, questi gadget wearable sarebbero potenzialmente sfruttabili per individuare i PIN digitati al bancomat. Attraverso la registrazione dei movimenti compiuti con il polso e la mano, l’orologio intelligente potrebbe essere usato da malintenzionati per appropriarsi di questo prezioso dato.

Ad arrivare a questa conclusione, è stata la Binghamton University di New York, nel cui studio ha messo in evidenza come i sensori di movimento presenti sugli smartwatch – ma anche sui bracciali fit – siano in grado di registrare in maniera accurata i gesti fatti sulla tastiera dei bancomat, permettendone una riproduzione fedele da parti di altri, che in questo modo potrebbero avere accesso al vostro denaro.

L’aspetto ancor più interessante, sottolineato dallo stesso studio statunitense, è quello relativo al totale dei casi in cui i ricercatori sono riusciti a sfruttare questi gadget wearable per impossessarsi dei PIN: in ben 8 casi su 10, infatti, l’operazione è perfettamente riuscita. Per i loro test, i ricercatori hanno preso in esame 3 diverse interfacce con password (tra cui quello dei bancomat) osservando i gesti effettuati da 20 persone.

Sfruttando gli accelerometri, i magnetometri e i giroscopi presenti nei gadget wearable – usati sull’arco di 11 mesi – e un algoritmo ad hoc pensato per “decifrare” PIN e password analizzando i movimenti, i ricercatori hanno anche poi insistito su un aspetto fondamentale: eventuali “infezioni” provocate da hacker a questi gadget o l’intercettazione del flusso di dati via Bluetooth tra smartwatch e smartphone, potrebbero esporre gli uenti a rischi.

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