Software

ACDSee 11 ovvero ACDSee Photo Manager 2009

Redazione | 2 Ottobre 2008

Fotografia

ACD Software ha presentato ACDSee  Photo Mananger 2009, ultima release del celeberrimo tool per la visualizzazione, l’organizzazione e la condivisione […]

ACD Software ha presentato ACDSee  Photo Mananger 2009, ultima release del celeberrimo tool per la visualizzazione, l’organizzazione e la condivisione dei file fotografici.

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Tra le novità  di rilievo, segnaliamo il nuovo Import Tool che, in fase di importazione degli scatti catturati, consente di rinominarli, fare il backup, la classificazione e l’assegnazione di keywords. Per gli utenti consumer inoltre, si evidenziano la nuova funzione dedicata all’aggiunta di cornici con svariati effetti ai bordi,  la capacità  di condividere in modo rapido ed intuitivo le proprie raccolte di foto digitali ed infine l’implementazione di slideshow personalizzati.
Ricordiamo brevemente che ACDSee rappresenta uno dei pacchetti più longevi nel comparto dell’image browsing. Nato originariamente per sopperire alle carenze dei sistemi operativi in questo specifico settore, è andato evolvendosi di pari passo con la tecnologia digitale, e oggi questo pacchetto è disponibile anche in una veste più evoluta e pensata per i professionisti, vale a dire ACDSee Pro giunto alla versione 2.5.
Sebbene ogni  fotocamera possa essere governata dal rispettivo software a corredo, la famiglia dei prodotti ACDSee costituisce un’efficiente soluzione nel caso si debbano gestire scatti provenienti da diverse fotocamere.

Google Pixel 5 e Pixel 4a 5G

Smartphone

Pixel 5, astrofotografia solo con la fotocamera principale

Luca Colantuoni | 29 Dicembre 2020

Fotografia Google Smartphone

Google ha eliminato la funzionalità astrofotografia per la fotocamera ultra grandangolare dei Pixel 4a 5G e 5, in quanto gli scatti risultano di bassa qualità.

Una delle applicazioni pratiche della fotografia computazionale è la funzionalità che permette di scattare foto delle stelle con i Pixel 4/4 XL, 4a/4a 5G e 5. La cosiddetta astrofotografia era possibile con entrambe le fotocamere posteriori dei Pixel 4a 5G e 5, ma un recente aggiornamento dell’app Fotocamera ha rimosso la modalità per la fotocamera ultra grandangolare. La novità è menzionata nella pagina di supporto.

L’astrofotografia è praticamente una versione potenziata della modalità Foto notturna (Night Sight in inglese). Quando lo smartphone viene utilizzato di notte e posizionato su una superficie stabile o fissato ad un treppiede, l’app Fotocamera mostra il messaggio “Astrofotografia attiva“.

Questa funzionalità permette di scattare una foto del cielo stellato, grazie alla fotografia computazionale. Lo smartphone scatta una serie di foto in successione con diversi valori di esposizione e quindi combina gli scatti nella foto finale. Con i Pixel 4/4 XL si possono utilizzare entrambe le fotocamere posteriori (standard e teleobiettivo). Lo stesso era possibile con i Pixel 4a 5G e 5 che hanno una fotocamera ultra grandangolare invece del teleobiettivo.

Alcuni utenti hanno notato che l’astrofotografia con la fotocamera ultra grandangolare non permette di ottenere scatti di buona qualità (il colore tende al verde).

Pixel 5 astrofotografia

Astrofotografia con fotocamera ultra grandangolare (sopra) e fotocamera principale (sotto) del Pixel 5.

Per questo motivo, Google ha rimosso la funzionalità per la fotocamera ultra grandangolare. Se l’utente sceglie la fotocamera sbagliata viene mostrato l’avviso “Zoom a 1x per l’astrofotografia” (lo zoom della fotocamera ultra grandangolare è 0.6x).

Nella pagina di supporto è infatti scritto che su Pixel 4a 5G e 5 la funzionalità astrofotografia funziona solo con zoom uguale o superiore a 1x. Chi vuole utilizzare entrambe le fotocamere, rinunciando alla qualità degli scatti, può installare una versione precedente dell’app Google Camera.

Huawei Mate 40 Pro+

Smartphone

Huawei Mate 40 Pro+, re dei camera phone

Luca Colantuoni | 22 Dicembre 2020

Fotografia Huawei Smartphone

Secondo gli esperti di DxOMark, il nuovo Huawei Mate 40 Pro+ (non disponibile in Italia) è attualmente il migliore camera phone in assoluto.

Ancora una volta Huawei riesce a posizionare un suo smartphone in vetta alla classifica di DxOMark. Dopo i numerosi test effettuati, gli esperti francesi hanno decretato che il Mate 40 Pro+ è attualmente il re dei camera phone. Questo modello, non venduto in Italia, è il migliore della serie annunciata dal produttore cinese a fine ottobre.

Il Mate 40 Pro+ possiede quattro fotocamere posteriori e un sensore ToF 3D. Huawei ha scelto un sensore principale da 50 megapixel, abbinato ad un obiettivo con apertura f/1.9 con stabilizzazione otica delle immagini (OIS). La fotocamera ultra grandangolare ha un sensore da 20 megapixel e un obiettivo con apertura f/2.4. Ci sono inoltre un teleobiettivo con zoom 3x e apertura f/2.4, abbinato ad un sensore da 12 megapixel, e un teleobiettivo con zoom 10x e apertura f/4.4, abbinato ad un sensore da 8 megapixel. Per entrambi è presente la stabilizzazione ottica delle immagini.

Il punteggio di 144 relativo alla qualità delle foto è il più alto raggiunto finora. Secondo DxOMark, gli scatti sono quasi perfetti in ogni condizione di illuminazione. Ciò è merito dell’ampio range dinamico, del bilanciamento del bianco e della fedeltà cromatica. Tra buoni ed eccellenti i dettagli delle foto ottenute con la fotocamera ultra grandangolare e i due teleobiettivi, grazie anche al basso livello di rumore.

Huawei Mate 40 Pro+

Huawei Mate 40 Pro+

L’autofocus è veloce e preciso in quasi tutte le condizioni. Buona anche la qualità delle registrazioni video che sfruttano il sistema di stabilizzazione. Tra i pochi difetti ci sono gli artefatti (aliasing e ghosting) e differenze tra l’anteprima delle immagini mostrate sullo schermo e quelle catturate. Con il punteggio complessivo di 139, il Mate 40 Pro+ si posiziona davanti al “fratello minore” Mate 40 Pro.

Lo smartphone è dunque un ottimo acquisto, ma il prezzo è piuttosto elevato. Inoltre, come è noto, mancano i servizi Google. Gli utenti troveranno però molte app popolari sullo store AppGallery.

Google Foto

App

Google Foto, ricordi con foto cinematiche

Luca Colantuoni | 17 Dicembre 2020

Fotografia Google

Google Foto utilizza il machine learning per creare foto cinematiche con effetto panning da mostrare nei Ricordi o condividere come un video.

Una delle funzionalità più utilizzate in Google Foto è Ricordi, una serie di immagini e video del passato che vengono mostrati nella parte superiore della schermata. Dal prossimo mese verranno aggiunte animazioni che permettono di ottenere foto cinematiche e quindi ricordi più realistici. Android Police ha scoperto inoltre l’integrazione con Google Maps che consente di vedere dove sono state scattate le foto.

Per creare le foto cinematiche, Google usa il machine learning per aggiungere la profondità all’immagine e produrre una rappresentazione 3D della scena. L’immagine viene quindi animata tramite una fotocamera virtuale per creare un effetto panning. La foto cinematica può essere salvata (ma attenzione allo spazio occupato) e condivisa come un video.

Google Foto - Effetto cinematico

Google ha inoltre incluso nuovi temi per i ricordi, ad esempio per mostrare foto con le persone più care o in base alle attività. Ovviamente è sempre possibile nascondere immagini di persone o scattate in date specifiche. In Google Foto sono stati infine aggiunti nuovi layout per i collage che usano l’intelligenza artificiale per trovare foto con colori simili.

L’ultima funzionalità, presente nella versione 5.23 dell’app, sfrutta la timeline di Google Maps. L’utente può visualizzare sulla mappa i luoghi in cui sono state scattate le foto e il percorso seguito. Ovviamente deve essere attivata la cronologia delle posizioni in Google Maps e il salvataggio dell’informazione nelle foto. Se la foto non è “geotaggata”, l’app stima la posizione in base al contenuto dell’immagine. L’integrazione con Google Maps può essere disattivata in qualsiasi momento.

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