Da Bruxelles una stretta sul copyright

pirate bay logoSoffiano venti gelidi contro i pirati in quel di Bruxelles, dove ieri si è scelto di seguire la linea francese di maggior rigore e intransigenza verso chi viola il copyright in Rete, votando al Parlamento Europeo l’adozione del report di Marielle Gallo come linea guida al problema del copyright digitale. Il report della Gallo era stato presentato lo scorso giugno alla Commissione, in risposta alla richiesta di Bruxelles di rafforzare i diritti di tutela della proprietà  intellettuale nei singoli stati membri.
Senza addentrarci nel lungo documento, vale la pena però sottolineare come tra le proposte vi sia quella di adottare un framework legislativo unico a tutti gli stati membri in materia di copyright (oltre a quello già  in essere con Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione e la Convenzione Europa per la protezione dei diritti Umani) che preveda di omologare la pirateria a reato e non solo a illecito civile.

Ciò che il Comitato per Gli Affari Legali chiede alla Commissione e al Parlamento Europeo è una legislazione specifica che sancisca una volta per tutte come non sia il privato cittadino a dover dimostrare la legittimità  della copia privata che ha in uso di un’opera soggetta a copyright, ma spetti piuttosto alle parti interessati (ovvero le major) provare le eventuali violazioni delle leggi a tutela del diritto d’autore.
Una possibile soluzione al problema viene intravista anche nella creazione di un mercato unico dei contenuti digitali, senza più confini nazionali e con una licenza unica europea, evitando così il proliferare dei siti nazionali di uno stesso servizio (vedi il caso iTunes) con differenti meccanismi di licenze. Paradossalmente dice il Commissario all’Agenda Digitale i pirati sono stati in grado di realizzare ciò che a livello europeo nessuno è stato capace di fare: creare un mercato unico digitale.

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