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Facebook lancia l’intelligenza artificiale con DeepText

Alla base della nuova rivoluzione in casa Facebook, c’è il deep learning, una tecnologia nata circa trent’anni fa, e che cerca di imitare – attraverso le macchine – ciò che avviene all’interno del cervello umano con i neuoroni, con il risultato che i circuiti elettronici, con il passare del tempo, riusciranno ad utilizzare una forma di autoapprendimento sempre più raffinata per comprendere ciò che fanno le persone all’interno del social network.

La novità  di Mark Zuckerberg si chiama DeepText, ed è un progetto nato dall’impegno di Aparna Lakshmiratan, Joy Zhang e Ahmad Abdulkader, tre dipendenti del social network, i quali, presentando questo nuovo sistema di autoapprendimento, hanno affermato che lo stesso è già  in grado di comprendere i contenuti (in forma di testo) presenti in diverse centinaia di post – condivisi in un secondo – in venti lingue differenti.

Al di là  della quantità  di informazioni, gli stessi sviluppatori di DeepText hanno posto l’accento sulla raffinatezza del sistema, che giudicano di una competenza nel comprendere di livello quasi umano: ma quali saranno gli usi futuri di questa novità  firmata Facebook? Si possono avanzare delle ipotesi molto interessanti, che tratteggiano il quadro di un social network sempre più in grado di comprendere l’utente dalle sue azioni.

Prima di tutto, sarà  possibile ordinare quantità  impressionanti di informazioni per argomento, riconoscendo anche dettagli rilevanti delle stesse discussioni, mettendo le macchine nella condizione di essere alla pari con gli esseri umani anche nell’individuare sfumature di significato in ciò che si dice, con il risultato che l’interazione tra macchina e persona sarà  sempre più orientata al raggiungimento di un rapporto tra (quasi) pari.

Nel breve periodo, all’interno del social network, c’è da aspettarsi che annunci pubblicitari, suggerimenti nelle ricerche e contenuti mostrati in timeline diventino sempre più affini ai nostri interessi. Per ora, DeepText sarà  sottoposto a test all’interno di Facebook Messenger: lo strumento, seguendo le conversazioni tra gli utenti, potrà  proporre suggerimenti utili alle circostanze (per esempio, prenotare un ristorante se si afferma di avere appetito).

In secondo luogo, lo stesso DeepText verrà  sfruttato da Facebook per individuare potenziali transazioni tra utenti, cercando di spingere gli stessi a concludere i propri affari sfruttando la piattaforma social. Che cosa ci riserverà  per il futuro la creatura di Mark Zuckerberg?

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