I 500.000 posti di lavoro creati da Apple

Da venerdì sul sito di Apple campaggia una pagina web molto in stile americano, dove sono più i numeri a parlare delle parole.

Grazie alla forte innovazione di prodotti come iPhone e iPAd Apple è riuscita a generare negli Stati Uniti ben 500.000 nuovi posti di lavoro. Dagli ingegneri che progettano i nuovi prodotti agli spedizionieri che li consegnano a domicilio la rete di addetti che ruota attorno all’ecosistema Apple è pari a 304.000 persone, così ripartite: 47.000 sono i dipendenti dell’azienda di Cupertino (in USA) e 257.000 quelli che lavorano in altre società  coinvolte nello sviluppo di componenti e apparecchiature, servizi tecnici, vendite e trasporti di prodotti a marchio Apple.

A questi vanno aggiunti 210.000 posti di lavoro derivanti dall’economia generata dalle App per il sistema operativo IOS in uso su iPhone e iPad. Un universo di 550.000 applicazioni per  25 miliardi di download in soli quattro anni, che ha generato introiti di 4 miliardi di dollari agli sviluppatori dell’App Store.  Poi ci sono i 246 negozi (Apple Store) aperti in 44 stati. È nell’ultimo decennio che il produttore del melafonino ha riscontrato la crescita maggiore: passando da 10.000 agli attuali 47.000 addetti solo negli stati Uniti (su scala internazionale i dipendenti sono 70.000)

L’unica cosa che Apple non spiega è il perché si sia decisa a pubblicare dati così dettagliati sulla sua presenza negli Stati Uniti. Forse un’operazione di marketing in un momento in cui viene messa in discussione proprio la bontà  dei meccanismi di produzione dell’azienda? O un modo per ribadire il peso economico del gruppo e la sua incidenza sul Pil degli Stati Uniti in un momento di crisi economica.

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