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Imzy: ecco il social network in cui la regola aurea è la gentilezza

Se all’interno del mondo dei social network esistono davvero piattaforme per tantissimi scopi differenti, forse, fino ad oggi non si è ancora visto un mondo virtuale in cui la parola d’ordine sia la gentilezza, dove gli utenti si preoccupino prima di tutto di approcciarsi gli uni agli altri con umanità , senza sbraitare o insultarsi: e su Imzy tutto questo è finalmente realtà .

Realizzato dall’omonimo società  – a sua volta fondata da alcuni veterani del mondo di Twitter e di Reddit – lo scopo di questo social network è proprio quello di creare un’oasi migliore all’interno del mondo del web: dopo esser stato lanciato in beta con la possibilità  di iscriversi solo su invito, ora Imzy è stato ufficialmente aperto a tutti quanti.

Nel parlare della piattaforma, il CEO Dan McComas ha indicato che Imzy non è una media company e, ancora, che Imzy vuole essere una piattaforma social dove è possibile creare community sulla base degli interessi condivisi tra gli utenti, con lo scopo di creare una sorta di standard per migliorare Internet.

Per interagire con i gruppi all’interno del social, gli utenti devono prima unirsi agli stessi: dopo esser stati accettati in queste community, dove possono essere anche chiesti i nomi reali delle persone – Imzy non richiede una prova di identità  da parte dell’utente – oppure pseudonimi (l’iscritto può creare diversi profili a seconda delle community cui partecipa), l’utente può prendere parte alle discussioni.

Al momento ci sono circa 50.000 persone iscritte sulla piattaforma, suddivise in circa 6.000 community, delle quali circa il 50-60 percento sono attive settimanalmente, con gli utenti che parlano dei loro argomenti preferiti.

Imzy ha anche adottato un sistema che permette di “ricompensare” i migliori post pubblicati dagli utenti o dai moderatori delle community, utilizzando denaro reale: a questo proposito, l’azienda sta lavorando alla realizzazione di un sistema di transazioni peer-to-peer, con il quale supportare anche crowdfunding, o ancora, la vendita di biglietti o di merchandising.

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