Kingsoft Office 2012 in prova: suite moderna ed economica

Questa suite “made in China” è sul mercato ormai da moltissimi anni, ma è rimasta a lungo nell’anonimato. La versione 2012 offre molte funzioni interessanti e un’interfaccia utente moderna ed elegante.

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Microsoft mantiene una posizione di dominio quasi assoluto nel settore delle suite per l’ufficio, con l’ottimo e costoso Office, ma questo non ha impedito la nascita e lo sviluppo di prodotti concorrenti. Quando si pensa a un’alternativa vengono subito alla mente le suite open source OpenOffice e LibreOffice, che offrono un’ottima dotazione di funzioni, coprono tutte le principali esigenze ma sono rimaste molto indietro sul fronte dell’interfaccia e, di conseguenza, dell’usabilità . Da moltissimi anni esiste un altro concorrente di Microsoft Office, che però ha avuto pochissima visibilità : il cinese WPS Office, che è stato rinominato in Kingsoft Office per i mercati occidentali. Questo prodotto è nato come semplice word processor per Ms Dos nel lontano 1988, e ha avuto un notevole successo nel Paese d’origine; con l’avvento di Windows il programma si è trasformato in una suite vera e propria, aggiungendo all’editor di testi, chiamato Kingsoft Writer, altri due software: Spreadsheets e Presentation. Kingsoft ha potuto contare su un canale d’accesso privilegiato a un mercato enorme ma difficile da raggiungere per gli sviluppatori occidentali, come quello cinese, che gli ha permesso di continuare a sviluppare la sua suite, specialmente dopo che il governo del Paese asiatico ha iniziato una seria politica di contrasto alla pirateria. Kingsoft Office è dunque un prodotto di grandissimo successo, che vanta molti milioni di installazioni, anche se in occidente rimane ancor oggi poco conosciuto.

Kingsoft-Office-Spreadsheets

Attualmente è disponibile la versione 2012, sesta major release, che è proposta in tre diverse edizioni. Alla base dell’offerta si trova Kingsoft Office Free, gratuita, che copre le esigenze di base ma manca di alcune funzioni avanzate, come vedremo in dettaglio nel corso dell’articolo. Ci sono poi due edizioni a pagamento, denominate Standard e Professional, che si differenziano tra loro per la presenza, nella seconda versione, di un potente sistema di automazione basato su Vba (Visual Basic for Applications), che permette anche di registrare macro. Il linguaggio di programmazione è identico a quello utilizzato da Office, così come uguale è anche l’ambiente di sviluppo; il modello a oggetti, però, mostra differenze sensibili, e quindi non è scontato che le macro scritte per le applicazioni Microsoft funzionino senza modifiche anche in Kingston Office. Chi ha sviluppato in passato routine per Office si troverà  però subito a casa, e potrà  creare nuove personalizzazioni senza troppe difficoltà .

Kingston Office utilizza formati di file proprietari, ma permette anche di salvare nei tradizionali formati Microsoft (Doc, Xls, e Ppt); la compatibilità  è così elevata che Kingsoft Office propone questi standard come default quando si vuole salvare un nuovo documento. Le applicazioni della suite aprono anche i documenti nei nuovi standard Open XML (Docx, Xlsx e Pptx), tramite una funzione di importazione che elimina le caratteristiche incompatibili, ma non ne consentono il salvataggio. Tutte le applicazioni della suite permettono invece di salvare documenti Pdf.

Kinston Office Writer

Una delle caratteristiche più interessanti di Kingsoft Office, quantomeno nelle due edizioni commerciali, è l’interfaccia utente: le tre applicazioni, infatti, permettono di scegliere tra un’impostazione tradizionale (simile a quella di Microsoft Office fino alla versione 2003), con menu e barre degli strumenti, e un’interfaccia basata sul Ribbon, o barra multifunzione, che ricorda da vicino Office 2007. L’aspetto più curioso è forse la coesistenza di entrambe le impostazioni: gli utenti, infatti, non sono costretti a scegliere una delle due interfacce, ma possono invece passare da una all’altra facendo clic su un pulsante e riavviando il programma. L’interfaccia moderna, chiamata 2012 Style, è comunque molto piacevole e perfettamente efficace, tanto da lasciarsi preferire all’impostazione tradizionale; gli utenti della versione gratuita, invece, dovranno accontentarsi dello stile classico, poiché l’interfaccia Ribbon è un’esclusiva delle due edizioni commerciali. I più attenti potranno però notare alcune differenze tra il Ribbon di Microsoft e quello di Kingsoft: per esempio, quando si usa Microsoft Office con uno schermo a bassa risoluzione, oppure si stringe la finestra, la barra multifunzione cambia i contenuti dinamicamente, mostrando meno funzioni, diminuendo la dimensione dei pulsanti e raggruppandoli in menu, mentre Kingston Office aggiunge pulsanti per scorrere verso destra o sinistra.

Notevole è il sistema di gestione multi documento, che si differenzia rispetto all’impostazione di Microsoft Office, specialmente nelle ultime versioni: Kingsoft ha infatti deciso di mantenere la tradizionale impostazione Mdi (multiple document interface), con un’unica finestra “genitore” per ciascuna applicazione, al cui interno si trovano finestre “figlie” per ogni documento aperto. Anche le applicazioni di Office un tempo utilizzavano questo paradigma, ma Microsoft l’ha gradualmente abbandonato a favore di un’impostazione che prevede una finestra separata per ciascun documento: nella versione 2013 perfino Excel ha completato la transizione a questo nuovo modello. Kingsoft invece ha continuato a sviluppare e aggiornare l’impostazione Mdi, modernizzandola con l’aggiunta di un sistema di schede che permette di muoversi velocemente tra i documenti aperti: la somiglianza con i browser Web e molti altri programmi rende subito familiare questa soluzione, che si è dimostrata nel complesso efficace anche se mostra qualche rigidità  quando si devono affiancare più documenti per confrontarli, oppure copiare informazioni da uno all’altro, specialmente sui computer con più monitor.

Kinston Office Presentation

L’interfaccia utente, come dicevamo, è piacevole e funzionale: l’impostazione complessiva è molto ricca, con un aspetto che ricorda da vicino quello di Microsoft Office 2007, e mostra moltissimi elementi sullo schermo; bastano però pochi minuti per iniziare ad apprezzare l’organizzazione degli strumenti, che somiglia moltissimo, pur con qualche differenza, a quella dei prodotti Microsoft. Naturalmente, le similitudini sono tutt’altro che casuali: perfino le tre icone dei programmi ricordano quelle delle rispettive applicazioni Microsoft, sia nel disegno sia nella scelta dei colori. Una differenza fondamentale riguarda però la localizzazione: l’interfaccia di Kingsoft Office, infatti, è soltanto in inglese, e solo per questa lingua è disponibile un dizionario per la correzione ortografica. Questo limite può facilmente essere superato scaricando e aggiungendo dizionari in formato Hunspell, uno standard utilizzato da moltissimi software, tra cui anche Open­Office. Si possono quindi recuperare dizionari compatibili per una moltitudine di lingue, tra cui naturalmente anche l’italiano. Poco invece si può fare per la lingua dell’interfaccia: la sua impostazione è molto chiara e le icone di solito permettono di identificare in fretta le varie funzioni, ma se non si conosce almeno un po’ di inglese difficilmente si riuscirà  a utilizzare la suite.

Durante il test Writer si è dimostrato un programma potente e funzionale: la dotazione di funzioni non fa rimpiangere Word, grazie a strumenti molto potenti come la visualizzazione per sezioni, che permette di gestire documenti molto grandi e complessi. Interessante per le aziende è anche la funzione di mailing, identificata in italiano come stampa unione: Writer dedica a questa funzione un’intera scheda della barra multifunzione, che offre tutti gli strumenti necessari per stampare, salvare o inviare per posta elettronica documenti simili ma con alcuni campi personalizzati, provenienti per esempio da un database o da un foglio di calcolo. Non mancano funzioni per la gestione delle revisioni e per la creazione di indici, note e riferimenti incrociati, mentre la scheda Section riunisce tutti gli strumenti necessari per trasformare un testo in un documento completo, aggiungendo copertine, indici, numeri di pagina, sezioni e così via.

Spreadsheets ha evidenziato un motore di calcolo molto avanzato: la biblioteca di funzioni è completissima e garantisce una compatibilità  praticamente assoluta con Excel, sia dal punto di vista funzionale sia da quello sintattico. L’assenza di una traduzione italiana si estende, naturalmente, anche alle funzioni: per creare nuove formule bisogna conoscerne i nomi in inglese. Se si apre un documento già  realizzato in formato Xls la compatibilità  è completa: all’interno dei file le funzioni sono memorizzate per riferimento, e vengono tradotte automaticamente quando si apre il documento in Spreadsheets. Kinston Office pro controMeno efficace, invece, si è dimostrata l’importazione di un file Xlsx: in questo caso, la traduzione è stata soltanto parziale, e di conseguenza alcune delle formule hanno smesso di funzionare. Anche le funzioni avanzate di Excel sono state riprodotte in modo efficace: si possono impostare formattazioni condizionali, applicare stili e perfino creare tabelle pivot. Il motore di rendering dei grafici permette di ottenere risultati molto gradevoli, grazie in particolare alla notevole varietà  di modelli e ai molti schemi di colore; mancano invece alcune funzioni avanzate tipiche di Excel, come i grafici tridimensionali, le sparkline o alcune opzioni di formattazione condizionale introdotte nelle ultime versioni, come le icone e le barre di colore proporzionali ai valori delle celle. Positivo è anche il commento su Presentation, che si è dimostrato ricco di funzioni, facile da usare e sufficientemente potente e versatile anche per un utente avanzato. Notevoli sono, in particolare, la varietà  di effetti di transizione, gli strumenti dedicati all’animazione e le gallerie di layout, che permettono di realizzare diapositive complesse e ricche di contenuti in modo semplice e rapido. I template predefiniti sono piacevoli e ben realizzati, anche se il loro numero non è elevatissimo: in tutto sono disponibili 38 diversi modelli, ma per ogni tipologia di progetto il numero di alternative realmente utilizzabili non supera la decina.
Dario Orlandi

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