La corsa agli abbonamenti sui contenuti digitali

Si chiama Google One Pass ed è la risposta di Mountain View al discusso programma di abbonamenti presentato l’altro ieri da Apple. A prima vista sembra decisamente meno restrittivo. Destinatari sono gli editori di libri, quotidiani e riviste, interessati a vendere le edizioni digitali dei propri prodotti. Ad essi Google lascia la massima libertà  di fissare il prezzo e le condizioni vendita dei rispettivi contenuti, mantenendo una relazione diretta con i propri lettori-abbonati che potranno accedere ai contenuti, sia da web sia tramite le App per i vari dispositivi mobili e tablet. Google One Pass promette di richiedere una sola autenticazione e registrazione dell’utente, che sarà  valida indipendentemente dal tipo di periferica utilizzata e non dovrà  essere ripetuta ogni volta che si cambia dispositivo. Agli editori offre un sistema completo di pagamento e fatturazione (basato sull’esistente Google CheckOut) dando la massima libertà  di scegliere quali contenuti e come metterli in vendita, con formule anche miste (freemium) o articoli acquistabili singolarmente, o coupon da spendere per l’acquisto di contenuti digitali di vario tipo. In cambio Google trattiene il 10% contro il 30% di revenue sharing chiesto da Apple.
L’annuncio di One Pass è stato fatto oggi alla Humboldt University di Berlino e tra i partner editoriali figurano la tedesca Axel Springer, Focus Online e Stern.de, Media General, la francese NouvelObs, Popular Science, la spagnola Prisa e Rust Communications. Il servizio è comunque disponibile agli editori dei seguenti paesi: Canada, Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti. Dell’esistenza di questo progetto si sapeva da tempo, ma certo il tempismo con Apple è stato quanto meno singolare. Vedremo i due modelli che accoglienza troveranno presso gli editori.

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