La triste parabola di Dada.net

Dagli esordi come Internet Company, all’avventura nelle suonerie per cellulari e nel mondo dei blog, fino ai più recenti servizi di download musicale e di gambling on line, tutti gli step (e gli errori) che hanno portato al collasso la divisione consumer del gruppo Dada che oggi ne annuncia l’epilogo, con le dimissioni di Paolo Barberis, fondatore e presidente di Dada. Probabile la vendita di Dada. net.

Ha attraversato quindici anni della storia di Internet rappresentando e anticipando ogni volta le tendenze e gli humour delle generazioni più giovani in fatto di adozione delle nuove tecnologie.
Tutto partì nel 1995 e dall’intuizione di Paolo Barberis, fondatore di Dada, di trasferire sui due media allora nascenti, quale Internet e i cellulari, servizi di intrattenimento e di aggregazione per realizzare una rete da vivere e dare a tutti la libertà  di esprimersi. Dalle suonerie per i cellulari, al portale SuperEva, primo esempio di un motore di ricerca basato su linguaggio naturale, fino al mondo dei blog con Splinder, le intuizioni di Dada. net sul mondo Internet sono state tante. Non ultima quella di creare un servizio di musica on line legale, Play. me, lanciato nel giugno 2010 negli Stati Uniti e in Italia, che è costato però a Dada. net,  in termini di diritti da pagare alle major, più di quanto ha effettivamente portato nelle tasche della società . Nel frattempo la società  aveva (fortunatamente) sviluppato una seconda anima, (la divisione Dada.Pro) di servizi professionali legati alla registrazione di domini e all’hosting oltre che all’advertising on line, che le ha consentito anche uno sviluppo su scala internazionale e una partecipazione azionaria da parte del gruppo RCS MediaGroup.
Per contro invece alcuni servizi consumer sono naufragati: la Commissione Europea qualche anno fa aveva sanzionato gli operatori presenti nel mercato delle suonerie per cellulari, ammazzando di fatto il mercato su cui era prosperata Dada.net (oggi il servizio di suonerie è ospitato su Virgilio) e alla lunga anche il portale SuperEva ha perso il ruolo di community.
E così, dopo aver tentato lo scorso anno l’ennesima nuova avventura nel gambling e poker on line, la divisione consumer è arrivata al capolinea.
Gli ultimi risultati finanziari del gruppo Dada S.p.a per il 2010 diffusi oggi mostrano un calo nei ricavi (151,5 milioni di euro contro i 155,1 milioni del 2009) imputabile solo al cattivo andamento della divisione Dada. net, visto che la parte professionale (Dada. Pro) regge e anzi registra una crescita nel fatturato. In calo risulta anche il margine operativo lordo stimato intorno ai 14,6 milioni di euro, (contro i 20 milioni di euro dello scorso anno) proprio a causa degli investimenti fatti da Dada. net nello sviluppo del servizio di download musicale Play. Me (oggi adottato da Fastweb per i propri clienti). Oggi è arrivata anche la notizia ufficiale delle dimissioni di Paolo Barberis da presidente e amministratore di Dada s.p.a. e quella di una probabile cessione della divisione Dada. net. Peccato per l’Internet italiana.

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