Linux

Guida all’installazione dei VMware Tools in Ubuntu Linux

Redazione | 17 Giugno 2008

Linux

I VMware Tools sono una raccolta di drivers in grado di ottimizzare il funzionamento di una macchina virtuale VMware. Mentre l’installazione di questi tools su una macchina guest con Windows è semplicissima, su un sistema Linux bisogna seguire alcuni accorgimenti che non sono scontati, soprattutto per chi non è abituato a lavorare dalla linea di comando.

Il Cd virtuale del VMware ToolsI VMware Tools sono una raccolta di drivers in grado di ottimizzare il funzionamento di una macchina virtuale VMware. Esistono pacchetti analoghi per gli altri principali prodotti di virtualizzazione, come i Virtual Machine Additions di Microsoft Virtual PC e i Guest Additions di VirtualBox.

Mentre l’installazione di questi tools su una macchina guest con Windows è semplicissima, su un sistema Linux bisogna seguire alcuni accorgimenti che non sono scontati, soprattutto per chi non è abituato a lavorare dalla linea di comando.

Vediamo dunque come eseguire questa procedura con una macchina virtuale basata su Ubuntu Linux. La procedura è molto simile anche su altre distribuzioni. Noi abbiamo eseguito la procedura con VMware Workstation, con VMware Server è praticamente identica, mentre ovviamente VMware Player non li include, visto che non è pensato per la creazione di macchine virtuali.

Per accedere alla linea di comando aprite Applicazioni / Accessori / Terminale.

L'installazione dei VMware Tools da linea di comandoSe state utilizzando l’ultima versione di Ubuntu (la 8.04) potete saltare questi passaggi iniziali e andare subito all’installazione dei Tools. Se usate invece una versione precedente dovete verificare che siano installati tutti i componenti necessari all’installazione. Lanciate dunque uno dopo l’altro i comandi seguenti (vi ricordiamo che dopo l’inserimento del comando sudo dovrete inserire la password di un utente dotato di permessi di amministrazione):

sudo apt-get install gcc

sudo apt-get install build-essential

sudo apt-get install linux-headers-`uname -r`

Dopo che Ubuntu avrà  scaricato e installato tutti i pacchetti potrete finalmente caricare i Tools.

Dal menu di VMware Server (o Workstation, a seconda del prodotto che state usando) scegliete VM / Install VMware Tools. Linux si comporterà  come se aveste inserito un nuovo Cd dati. Il Cd dovrebbe contenere due file. Dei due l’unico utilizzabile con Ubuntu è quello con estensione Tar.Gz. Apritelo facendo doppio clic, poi premete Estrai e selezionate la Scrivania come percorso per l’estrazione (Fig. 2). Al termine vi troverete con la cartella vmware-tools-distrib sul Desktop. Per lanciare l’installazione dovete riaprire la finestra Terminale e digitare i seguenti comandi (attenzione a maiuscole e minuscole):

cd /home/nomeutente/Desktop/vmware-tools-distrib

sudo ./vmware-install.pl

dove al posto di nomeutente dovrete ovviamente inserire il vostro nome utente. Al posto di “Desktop” potrebbe anche essere necessario scrivere “Scrivania” se avete Ubuntu nella versione 8.04 o 7.10 localizzato in italiano.

A questo punto dovrebbe partire uno script che procederà  all’installazione e vi farà  diverse domande. Potete rispondere a tutte le domande con la semplice pressione del tasto Invio. In questo modo accetterete semplicemente le impostazioni di default. Al termine dovrete riavviare per completare l’installazione dei VMware Tools.

Software

Download del giorno: Ventoy 1.0.31

Alfonso Maruccia | 23 Dicembre 2020

Download del giorno Linux Storage Windows

Ventoy offre un metodo alternativo per la preparazione di una chiavetta USB avviabile, impiegando direttamente le immagini ISO invece di estrarre i file necessari.

Per preparare una chiavetta USB avviabile è possibile usare strumenti come FlashBoot, Rufus o soluzioni similari. Una recente alternativa in tal senso si chiama Ventoy, e sposa un approccio completamente diverso ma non per questo meno interessante (e utile) rispetto ai tool citati poc’anzi.

Diversamente dai software della concorrenza, Ventoy non estrae i file di un OS avviabile da un’immagine ISO ma permette di copiare la ISO originale sulla chiavetta USB in via di preparazione. In caso di ISO multiple, il programma fornisce un menu di boot da cui poter scegliere di avviare uno dei sistemi live presenti su disco.

In più Ventoy è open source, vanta una notevole semplicità di utilizzo, è veloce, supporta l’avvio in modalità “legacy” (BIOS) oppure UEFI e le immagini ISO di dimensioni superiori a 4GB. La lista delle ISO compatibili con Ventoy include più di 300 diverse voci tra Live-CD, dischi di installazione di svariati sistemi operativi (Windows, Linux) e altro ancora.

La versione più recente di Ventoy uscita in queste ore (Ventoy 1.0.31) corregge un bug nell’esecuzione del tool su dischi di dimensioni superiori ai 2TB, riduce il numero di falsi positivi con gli antivirus, migliora la compatibilità con RHEL e CentOS (8.3) e aggiunge il supporto per quattro nuove ISO Linux.

Pagina ufficiale del download di Ventoy 1.0.31 per Windows, Linux e Live CD

Debian

Linux

Download del giorno: Debian 10.7

Alfonso Maruccia | 18 Dicembre 2020

Download del giorno Linux Open Source

Nuovo aggiornamento minimale per Debian, sistema operativo open source che costituisce la base di un gran numero di distro Linux derivate.

Nell’ambito dei sistemi operativi basati su kernel Linux, Debian è un vero e proprio “nonno” del settore. Una delle distro Linux più vecchie e popolari, Debian rappresenta il punto di partenza da cui un gran numero di OS derivati costruiscono le loro fondamenta a base di codice e programmi FOSS.

In circolazione dal lontanissimo 1993, Debian è un progetto gestito dalla community omonima e da un “Project Leader” scelto ogni anno dagli stessi sviluppatori. I tanti sistemi Linux derivati da Debian includono Ubuntu, la distro corazzata Tails e molti altri OS open source.

Nei giorni scorsi il progetto Debian ha annunciato la disponibilità di un nuovo aggiornamento minore, Debian 10.7, il settimo update alla major release Debian 10 (nome in codice “buster”) pensato per correggere bug di sicurezza, qualche “aggiustamento” per qualche problema serio e problemi minori al codice. Di fatto, Debian 10.7 non costituisce una nuova versione dell’OS ma include solo aggiornamenti per alcuni pacchetti inclusi nel sistema (kernel Linux, SQLite, systemd, Tor, Thuderbird, Firefox ESR ecc.).

Chi installa aggiornamenti frequenti da security.debian.org non dovrà spendere molto tempo nell’update dei pacchetti problematici, dicono gli sviluppatori. Per chi invece preferisce le soluzioni all-in-one ci sono sempre le nuove ISO pre-compilate disponibili sul sito ufficiali.

Pagina ufficiale del download di Debian 10.7

Linus Torvalds

Notebook

Linus Torvalds vuole un MacBook con Linux

Luca Colantuoni | 24 Novembre 2020

Apple Linux macOS

Linus Torvalds vorrebbe un nuovo MacBook con processore ARM e sistema operativo Linux, ma Apple non soddisferà mai il suo desiderio.

Apple ha annunciato i primi tre prodotti con processore ARM all’inizio del mese di novembre: MacBook Air, MacBook Pro da 13 pollici e Mac mini. I due notebook hanno ricevuto recensioni molto positive e attirato l’attenzione di uno sviluppatore molto famoso: Linus Torvalds. Il suo desiderio è quello di avere un Mac ARM con Linux.

Il kernel Linux supporta l’architettura ARM da molti anni (Android è basato sul kernel Linux), quindi la richiesta di Torvalds potrebbe essere soddisfatta sicuramente da Apple, ma ovviamente ciò non accadrà mai. Rispondendo ad una domanda sui nuovi MacBook con processore ARM, Torvalds ha dichiarato:

Mi piacerebbe assolutamente averne uno, se solo funzionasse con Linux… Ho dei bei ricordi del MacBbook Air da 11 pollici (credo il 4.1) che ho usato circa dieci anni fa, ma l’ho abbandonato perché Apple ha impiegato troppo tempo per sistemare lo schermo e quando lo ha fatto ero già passato a laptop migliori e nel frattempo Apple aveva reso Linux meno conveniente.

Torvalds ha sottolineato che Apple usa Linux per i server dell’infrastruttura cloud, ma non per i notebook.

Ho aspettato a lungo un laptop ARM in grado di eseguire Linux. Il nuovo MacBook Air sarebbe quasi perfetto, tranne che per il sistema operativo. E non ho il tempo di armeggiare con esso né l’inclinazione di combattere con aziende che non vogliono aiutare.

Torvalds evidenzia quindi la possibilità di installare Linux sui MacBook con chip M1, ma è necessario troppo tempo per “smanettare” e la collaborazione di Apple (servono almeno i driver). Del resto macOS e Linux hanno un antenato comune, ovvero UNIX, come si può vedere nel seguente schema:

OS UNIX like

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