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Linux Mint 12: un nuovo abito per Linux

Davide Piumetti | 14 Marzo 2012

Linux Software

Linux Mint mette dunque a disposizione due differenti menu delle applicazioni: uno più tradizionale e uno più moderno. Si tratta […]

Linux Mint mette dunque a disposizione due differenti menu delle applicazioni: uno più tradizionale e uno più moderno. Si tratta a nostro parere di un buon compromesso, che permette anche a chi non apprezza molto i cambiamenti di abituarsi progressivamente alla nuova modalità  di lavoro di Gnome Shell. Il risultato finale non è comunque straordinario: in particolare il menu aggiuntivo non è molto curato, adotta icone molto piccole e non si integra benissimo con gli altri elementi dell’interfaccia.

Al di là  dell’interfaccia grafica, Mint presenta alcune differenze sostanziali rispetto a Ubuntu anche nella gestione delle applicazioni. L’Ubuntu Software Center, ad esempio, viene sostituito dal Gestore Applicazioni che è un po’ meno moderno e flessibile, ma comunque funzionale. Per l’installazione e la configurazione dei pacchetti invece c’è l’ottimo Synaptic, uno strumento che è stato rimosso dalla dotazione di base di Ubuntu.

Nonostante sia derivata direttamente da Ubuntu, Linux Mint ci ha deluso nel riconoscimento dell’hardware. A causa di un problema causato probabilmente dal driver della scheda grafica non siamo riusciti ad installare la distribuzione su un computer desktop basato sulla motherboard Asus M2N-VM Hdmi: sullo stesso Pc Ubuntu 11.10 gira senza alcuna difficoltà . Gnome Shell, come Unity, sfrutta l’accelerazione hardware delle schede grafiche per funzionare: chi non ha a disposizione una scheda grafica supportata non potrà  dunque utilizzarla ma dovrà  accontentarsi dell’interfaccia tradizionale di Gnome, con il menu delle applicazioni situato in alto a destra. In questo Mint è sicuramente inferiore a Ubuntu 11.10, che grazie a Unity 2D mette a disposizione un ambiente di lavoro praticamente identico anche sui sistemi che non dispongono di una scheda grafica supportata.

Linux Mint viene distribuita in due differenti formati: Cd e Dvd. Entrambi i supporti prevedono un sistema di avvio Live, con cui si può verificare l’efficacia del riconoscimento dell’hardware prima di procedere con l’installazione. La differenza tra le due versioni non è comunque molto significativa, anche se ovviamente la versione Dvd ha una dotazione di software leggermente superiore. Il file Iso del Cd è di 700 Mbyte, mentre quello del Dvd è pari a circa 1 Gbyte. Chi esegue l’installazione della versione Cd può comunque passare in qualsiasi momento a quella Dvd, usando il comando Aggiorna alla versione Dvd accessibile a partire dalla finestra di benvenuto della distribuzione. Come Ubuntu, anche Mint include solo i file per la lingua inglese; può però essere localizzata con facilità  scaricando i file necessari tramite il tool Supporto lingue. Purtroppo abbiamo rilevato un problema nella localizzazione in italiano di Firefox: il browser rimane in inglese, a causa di un bug di Mint. Fortunatamente si può rimediare scaricando separatamente i file Xpi di localizzazione dal sito di Mozilla Italia (www.mozillaitalia.org).

Segnaliamo poi che Linux Mint è la distribuzione più visitata in assoluto (dati relativi agli ultimi 6 mesi) su DistroWatch, il sito di riferimento per le distribuzioni Linux. Non si tratta più dunque di un progetto poco conosciuto o per appassionati, ma di una delle distribuzioni oggi più popolari: ci saremmo quindi aspettati un livello di qualità  complessivamente più alto, condizione necessaria per poter sfidare concretamente Ubuntu sul mercato desktop.

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