Linux

Linux Tips: condivisione file su una rete Windows

Redazione | 10 Marzo 2008

Linux

Ecco una breve guida all’uso di un server Linux per la condivisione di file su una rete locale con client Windows. La guida fa riferimento a un sistema con Ubuntu Linux 7.10.

Linux è perfettamente compatibile con il meccanismo Condivisione file e stampanti di Windows.Ecco una breve guida all’uso di un server Linux per la condivisione di file su una rete locale con client Windows. La guida fa riferimento a un sistema server con Ubuntu Linux 7.10 nella versione desktop, dunque dotata di interfaccia grafica.


Linux è perfettamente compatibile con il meccanismo condivisione di file e stampanti di Windows. Per poter funzionare come file server per dei client Windows utilizza un modulo chiamato Samba, nome che riprende la sigla del protocollo Smb (Server Message Block) sviluppato da Microsoft. La prima cosa da fare per creare un file server Linux, dunque, è proprio installare i due moduli samba e smbfs con apt-get o Synaptic (sudo apt-get install samba smbfs).

Subito dopo bisogna definire gli utenti che possono collegarsi a Samba e impostare i relativi permessi di accesso. Gli utenti definiti in Samba devono essere necessariamente associati ad utenti definiti sul sistema Linux, anche se possono avere nomi utente e password diversi. Ad esempio, se in Ubuntu esiste l’utente filippo (password = pippo ), si può creare in Samba un utente con le stesse credenziali oppure con credenziali differenti, come filippo_stampa (password = pluto). Una volta creata l’associazione, l’utente in Samba erediterà  i permessi di quello definito in Ubuntu.

Iniziate aggiungendo l’utente (o gli utenti) definiti sul server all’elenco degli utenti di Samba con il comando sudo smbpasswd -a utenteserver e impostate la password che userete per autenticarvi su Samba. Poi definite l’associazione tra l’utente Ubuntu e quello di Samba: lanciate il comando sudo gedit /etc/samba/smbusers, vi si aprirà  l’editor di testi gedit con un file vuoto (a meno che non abbiate già  svolto in precedenza la procedura). Ora inserite la riga seguente:

utente_ubuntu = “utente_samba”

che definisce l’associazione tra i due nomi utente (attenzione a non dimenticare le virgolette per l’utente Samba). Salvate il file e uscite da Gedit. Ora dobbiamo dire a Samba di utilizzare gli utenti che abbiamo definito per l’autenticazione sulla rete. Prima di modificare il file di configurazione di Samba per sicurezza fatene un backup con il comando sudo cp /etc/samba/smb.conf /etc/samba/smb.conf.backup. Poi aprite il file con sudo gedit /etc/samba/smb.conf e cercate la riga seguente:

; security = user

Modificatela in questo modo:

security = user
username map = /etc/samba/smbusers

Ricordatevi di togliere il punto e virgola davanti alla parola security. Al termine è necessario riavviare Samba per far sì che le impostazioni abbiano effetto. Per farlo usate il comando sudo /etc/init.d/samba restart.

Una volta terminata la configurazione potete definire le cartelle da condividere usando l’interfaccia grafica di Gnome, e in particolare la finestra di dialogo Cartelle Condivise che si trova in Sistema / Amministrazione / Cartelle condivise. Ricordatevi che dovranno essere cartelle per le quali gli utenti dispongono dei permessi di lettura e scrittura.

Vi consigliamo di creare, per ogni utente, una cartella di rete all’interno della sua home, qualcosa di simile a /home/utente_ubuntu/condivisa. Per condividere una cartella con più utenti potrete usare i comandi seguenti per crearla e impostare gli opportuni i permessi:

sudo mkdir /home/gruppo
sudo chmod 777 /home/gruppo

Ricordatevi anche, nel pannello di configurazione delle cartelle condivise, di togliere la spunta alla voce Sola lettura per concedere i permessi di scrittura su tale cartella.

Quando avete finito, verificate il buon funzionamento della condivisione: in un computer Windows aprite una finestra di Esplora Risorse e inserite nella barra degli indirizzi la stringa “\\192.168.0.200” dove 192.168.0.200 è l’indirizzo Ip del vostro server (dovrete ovviamente rimpiazzare l’indirizzo con quello del vostro server). Se non lo avete già  fatto, vi consigliamo di configurare il server con un indirizzo Ip fisso o riservato all’interno della vostra sottorete.

Se l’indirizzo digitato è corretto, Windows vi chiederà  le credenziali per la connessione (in questo caso sono le credenziali definite nell’elenco degli utenti di Samba, che per quanto detto possono essere diverse da quelle degli utenti di Ubuntu) e poi vi mostrerà  le cartelle condivise. Se qualcosa non dovesse funzionare, controllate tutti i passi che avete compiuto e provate a riavviare Samba col comando citato in precedenza.

Software

Download del giorno: Ventoy 1.0.31

Alfonso Maruccia | 23 Dicembre 2020

Download del giorno Linux Storage Windows

Ventoy offre un metodo alternativo per la preparazione di una chiavetta USB avviabile, impiegando direttamente le immagini ISO invece di estrarre i file necessari.

Per preparare una chiavetta USB avviabile è possibile usare strumenti come FlashBoot, Rufus o soluzioni similari. Una recente alternativa in tal senso si chiama Ventoy, e sposa un approccio completamente diverso ma non per questo meno interessante (e utile) rispetto ai tool citati poc’anzi.

Diversamente dai software della concorrenza, Ventoy non estrae i file di un OS avviabile da un’immagine ISO ma permette di copiare la ISO originale sulla chiavetta USB in via di preparazione. In caso di ISO multiple, il programma fornisce un menu di boot da cui poter scegliere di avviare uno dei sistemi live presenti su disco.

In più Ventoy è open source, vanta una notevole semplicità di utilizzo, è veloce, supporta l’avvio in modalità “legacy” (BIOS) oppure UEFI e le immagini ISO di dimensioni superiori a 4GB. La lista delle ISO compatibili con Ventoy include più di 300 diverse voci tra Live-CD, dischi di installazione di svariati sistemi operativi (Windows, Linux) e altro ancora.

La versione più recente di Ventoy uscita in queste ore (Ventoy 1.0.31) corregge un bug nell’esecuzione del tool su dischi di dimensioni superiori ai 2TB, riduce il numero di falsi positivi con gli antivirus, migliora la compatibilità con RHEL e CentOS (8.3) e aggiunge il supporto per quattro nuove ISO Linux.

Pagina ufficiale del download di Ventoy 1.0.31 per Windows, Linux e Live CD

Debian

Linux

Download del giorno: Debian 10.7

Alfonso Maruccia | 18 Dicembre 2020

Download del giorno Linux Open Source

Nuovo aggiornamento minimale per Debian, sistema operativo open source che costituisce la base di un gran numero di distro Linux derivate.

Nell’ambito dei sistemi operativi basati su kernel Linux, Debian è un vero e proprio “nonno” del settore. Una delle distro Linux più vecchie e popolari, Debian rappresenta il punto di partenza da cui un gran numero di OS derivati costruiscono le loro fondamenta a base di codice e programmi FOSS.

In circolazione dal lontanissimo 1993, Debian è un progetto gestito dalla community omonima e da un “Project Leader” scelto ogni anno dagli stessi sviluppatori. I tanti sistemi Linux derivati da Debian includono Ubuntu, la distro corazzata Tails e molti altri OS open source.

Nei giorni scorsi il progetto Debian ha annunciato la disponibilità di un nuovo aggiornamento minore, Debian 10.7, il settimo update alla major release Debian 10 (nome in codice “buster”) pensato per correggere bug di sicurezza, qualche “aggiustamento” per qualche problema serio e problemi minori al codice. Di fatto, Debian 10.7 non costituisce una nuova versione dell’OS ma include solo aggiornamenti per alcuni pacchetti inclusi nel sistema (kernel Linux, SQLite, systemd, Tor, Thuderbird, Firefox ESR ecc.).

Chi installa aggiornamenti frequenti da security.debian.org non dovrà spendere molto tempo nell’update dei pacchetti problematici, dicono gli sviluppatori. Per chi invece preferisce le soluzioni all-in-one ci sono sempre le nuove ISO pre-compilate disponibili sul sito ufficiali.

Pagina ufficiale del download di Debian 10.7

Linus Torvalds

Notebook

Linus Torvalds vuole un MacBook con Linux

Luca Colantuoni | 24 Novembre 2020

Apple Linux macOS

Linus Torvalds vorrebbe un nuovo MacBook con processore ARM e sistema operativo Linux, ma Apple non soddisferà mai il suo desiderio.

Apple ha annunciato i primi tre prodotti con processore ARM all’inizio del mese di novembre: MacBook Air, MacBook Pro da 13 pollici e Mac mini. I due notebook hanno ricevuto recensioni molto positive e attirato l’attenzione di uno sviluppatore molto famoso: Linus Torvalds. Il suo desiderio è quello di avere un Mac ARM con Linux.

Il kernel Linux supporta l’architettura ARM da molti anni (Android è basato sul kernel Linux), quindi la richiesta di Torvalds potrebbe essere soddisfatta sicuramente da Apple, ma ovviamente ciò non accadrà mai. Rispondendo ad una domanda sui nuovi MacBook con processore ARM, Torvalds ha dichiarato:

Mi piacerebbe assolutamente averne uno, se solo funzionasse con Linux… Ho dei bei ricordi del MacBbook Air da 11 pollici (credo il 4.1) che ho usato circa dieci anni fa, ma l’ho abbandonato perché Apple ha impiegato troppo tempo per sistemare lo schermo e quando lo ha fatto ero già passato a laptop migliori e nel frattempo Apple aveva reso Linux meno conveniente.

Torvalds ha sottolineato che Apple usa Linux per i server dell’infrastruttura cloud, ma non per i notebook.

Ho aspettato a lungo un laptop ARM in grado di eseguire Linux. Il nuovo MacBook Air sarebbe quasi perfetto, tranne che per il sistema operativo. E non ho il tempo di armeggiare con esso né l’inclinazione di combattere con aziende che non vogliono aiutare.

Torvalds evidenzia quindi la possibilità di installare Linux sui MacBook con chip M1, ma è necessario troppo tempo per “smanettare” e la collaborazione di Apple (servono almeno i driver). Del resto macOS e Linux hanno un antenato comune, ovvero UNIX, come si può vedere nel seguente schema:

OS UNIX like

Aggiungi alla collezione

No Collections

Here you'll find all collections you've created before.