Quando Dtp e word processor non bastano: TeX e LaTeX

Come ben sanno gli studenti universitari e dei licei scientifici per la composizione di formule matematiche e di resoconti tecnici i programmi per elaborare i testi mostrano i limiti. Ci sono però soluzioni gratuite grazie all’open source.

di Marco Fioretti
Per quanto siano amichevoli e facili da usare, i word processor come Open e Libre Office o Microsoft Office hanno un grande svantaggio, già  accennato nel numero scorso: provare e impostare varie combinazioni di font, colori, cornici, sfondi e altri elementi grafici è talmente immediato e facile che spesso finisce per far sprecare un sacco di tempo. Chiunque abbia provato a posizionare una figura in un punto preciso di un testo o a impostare il carattere perfetto lo sa bene.

Il risultato non è mai esattamente quello che si sarebbe voluto e qualche volta potrebbe addirittura cambiare in maniera poco prevedibile quando si modifica il file, o lo si apre su un altro computer. Oltre a essere una terribile distrazione, tutte queste scelte possono anche rovinare il risultato finale. Prima o poi, quasi tutti riusciamo a formattare un testo secondo la nostra idea di perfezione. Conoscere e saper applicare le regole tipografiche che rendono davvero un documento più leggibile anche se sono quasi invisibili, quelle validate sul campo da secoli di stampa, è tutt’altra cosa.

Abbiamo visto sul sito di PC Professionale come affrontare questo problema con il Desktop Publishing, da preferire quando si lavora in gruppo, o quando estetica e impaginazione complessa fanno la parte del leone. In questo numero vedremo come una tecnologia Open Source quasi preistorica, secondo i tempi normali del software, sia in realtà  ancora la soluzione migliore in tanti altri casi: quelli in cui si lavora su documenti composti da un singolo flusso di testo e diagrammi.

L’arte della composizione con TeX

Vediamo insieme il programma e linguaggio typesetter Open Source chiamati TeX (pronuncia tek, dalle prime tre lettere della parola greca tecnè, che significa arte) e soprattutto l’insieme di comandi e macro TeX noti come LaTeX. Un typesetter, o tipocompositore, è un sistema di tipografia digitale. TeX e LaTeX hanno circa quarant’anni, una storia piuttosto interessante (ne parliamo nel box in queste pagine) e una potenza ancora oggi ineguagliata, grazie alla loro architettura e al modo in cui costringono i loro utenti a lavorare.

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In generale, qualunque documento è composto da due parti distinte: il contenuto, cioè quello che si vuol dire, e la forma, ovvero il modo in cui quel contenuto viene presentato su carta o schermo. Un utente di word processor è abituato a trattare i due componenti sempre insieme, senza mai capire o chiedersi dove finisce l’uno e inizia l’altro. Questo approccio che sembra ovvio e naturale, in realtà  è proprio ciò che fa sprecare un sacco di tempo (i continui aggiustamenti di font, margini e cose del genere), spesso con risultati molto discutibili. Anche perché è lo stesso motivo per cui a volte ci si ritrova con titoli, didascalie o intere figure che si spostano apparentemente per volontà  propria, ma senza criteri evidenti e magari solo quando si stampa.

TeX e LaTeX evitano tutto questo. Per servirsene va superato un blocco soprattutto psicologico, ma ne vale la pena. Si può avere qualsiasi opinione sul software Open Source o proprietario, o su cosa sia più efficiente fra righe di comando e interfacce a finestre, ma su un punto non c’è discussione: a parte quelli nei formati TeX/LaTeX, non esistono altri documenti digitali complessi, creati magari quarant’anni fa, che siano sicuramente utilizzabili e stampabili oggi: subito, gratis, da chiunque, senza alcun problema o degradazione, su qualsiasi sistema operativo moderno. Secondo la presentazione di TeX sul portale Ctan  “l’ultima volta che una versione di LaTeX ha perso anche una piccola parte di compatibilità  con quelle precedenti è stato nel 1995”.

Il motivo è che i documenti sorgente TeX sono file di testo semplice in cui i comandi di composizione, sempre in formato testo, sono scritti fianco a fianco del contenuto. Questa loro natura li rende estremamente compatti, molto comprimibili e indicizzabili da centinaia di applicazioni. Soprattutto, i file TeX sono generabili automaticamente a partire da database, altri formati strutturati come Xml o in generale qualsiasi programma sofware. All’estremo opposto, ovvero in fase di stampa vera o virtuale su Pdf, si ha la massima affidabilità  dei risultati.

➜ Continua a leggere: Tex, quando il dtp non basta

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